Moldova e futuro in ue, vicepremier: pronti a rafforzare il fianco est

• Pubblicato il • 4 min
Moldova e futuro in ue, vicepremier: pronti a rafforzare il fianco est

Chisinau punta a un traguardo ambizioso: l’adesione della Moldova all’Unione Europea entro il 2030. Cristina Gherasimov, vicepremier per l’Integrazione Europea della Repubblica di Moldova, descrive il cammino come costante, legato a risultati nei negoziati e a un processo di trasformazione che richiede riforme complesse, con l’obiettivo di rafforzare stabilità e sicurezza anche lungo i confini orientali.

adesione ue entro il 2030: una tempistica ambiziosa ma con progressi

La prospettiva dell’adesione entro il 2030 viene definita “una tempistica ambiziosa”. Pur restando la scadenza impegnativa, il percorso sarebbe in avanzamento con costanza, grazie a un lavoro che coinvolge l’intera cornice dei negoziati.

Secondo quanto riportato, la Moldova ha registrato progressi in tutti i capitoli dei negoziati e un miglioramento del livello di preparazione in due terzi dei capitoli, in base all’ultimo rapporto sull’allargamento della Commissione europea.

merito e trasformazione: riforme complesse e continuità politica

Il processo di integrazione viene presentato come basato sul merito e non esclusivamente tecnico. Al centro emerge un’idea di cambiamento strutturale: un processo di trasformazione che comporta riforme complesse da implementare.

In visita a Roma, Gherasimov evidenzia inoltre una condizione favorevole per proseguire: Chisinau si troverebbe “in una buona posizione” grazie alla capacità di garantire continuità politica delle riforme per i successivi quattro anni. Questo elemento renderebbe possibile un’accelerazione sostenuta, senza compromettere la qualità, mantenendo lo stesso ritmo nelle riforme “a piena velocità”.

rischi di influenza esterna e resilienza: vigilanza su valori e informazione

Riguardo ai rischi legati a possibili influenze esterne, in particolare in relazione alla Russia, la vicepremier invita a una linea di prudenza. Viene affermato che non esiste un Paese in grado di garantire di non subire influenze esterne. L’azione dell’influenza russa e degli strumenti impiegati sarebbe in continua evoluzione.

All’interno di una società democratica, secondo l’impostazione esposta, la risposta passa dalla capacità di restare vigili nel proteggere valori e spazio informativo. Parallelamente, la Moldova avrebbe rafforzato la propria resilienza, sia istituzionalmente sia socialmente, maturando consapevolezza su ciò che è “in gioco” nel contrasto alle interferenze.

prove elettorali e consenso sul percorso europeo

Un segnale ulteriore viene collegato al voto popolare. Nell’ultimo triennio, la Moldova avrebbe affrontato almeno tre importanti prove elettorali, includendo un referendum sull’adesione all’UE, un’elezione presidenziale e una elezione parlamentare. In queste consultazioni, la maggioranza dei moldavi avrebbe espresso un sì al percorso europeo.

La lettura proposta collega l’esito elettorale alla percezione della popolazione: la scelta confermerebbe che i moldavi sarebbero “già europei nel cuore e nel modo di pensare”. La fase successiva, secondo quanto indicato, consiste nel preparare lo Stato all’adesione.

contributo per l’ue: mercato contenuto, società giovane e catene di approvvigionamento

Sul possibile apporto concreto all’interno della “famiglia europea”, Gherasimov richiama le dimensioni economiche della Moldova: il Paese viene descritto come un mercato di dimensioni modeste, paragonabile a una piccola o media regione italiana. Per questo motivo, non sarebbe considerato un peso finanziario per l’Unione Europea.

Al contrario, la Moldova offrirebbe una società giovane, filo-europea e orientata alle riforme. Viene inoltre indicata la possibilità di estendere le catene di approvvigionamento europee verso un contesto con una forza lavoro competitiva e laboriosa.

Un elemento di collegamento con l’Italia viene attribuito a una comunità già presente: in Italia vivrebbero circa 300.000 moldavi e opererebbero circa 9.000 imprese fondate da cittadini moldavi.

geostrategia e sicurezza regionale: collegamento con l’Ucraina e segnale all’Europa

La dimensione internazionale del percorso viene richiamata attraverso un incontro citato come avvenuto nella settimana precedente. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avrebbe ospitato a Kiev l’omologa moldava Maia Sandu in occasione del 40° anniversario del disastro nucleare di Chernobyl. In tale contesto, i due leader avrebbero ribadito il sostegno al reciproco cammino europeo dei rispettivi Paesi.

Secondo quanto riportato da Gherasimov, per Bruxelles questa scelta rappresenterebbe un investimento geostrategico in sicurezza e stabilità a lungo termine. L’adesione dei due Paesi invierebbe anche un segnale: l’Europa potrebbe restare unita e prendere decisioni sovrane, al riparo da influenze esterne. Sarebbe inoltre indicata la convinzione che il modello russo non risulti attrattivo nella regione, e che Stati sovrani e indipendenti possano decidere autonomamente, contribuendo alla sicurezza dell’intero continente.

personalità citate nel contesto del percorso europeo

  • Cristina Gherasimov
  • Volodymyr Zelensky
  • Maia Sandu

Per te