Lenti a contatto e parassita nell’acqua: la storia di Grace Jamison quasi cieca a 20 anni

• Pubblicato il • 4 min
Lenti a contatto e parassita nell’acqua: la storia di Grace Jamison quasi cieca a 20 anni

Una routine quotidiana, apparentemente innocua, può diventare un rischio reale quando entra in gioco l’igiene. È quanto accaduto a Grace Jamison, studentessa americana di vent’anni, la cui vita è stata stravolta da una rara infezione oculare. La vicenda, nata da un gesto semplice legato all’uso delle lenti a contatto, si è trasformata in una campagna di sensibilizzazione raccontata giorno dopo giorno attraverso i profili social, con l’obiettivo di evitare che altri possano cadere nelle stesse disattenzioni.

doccia con lenti a contatto e infezione da acanthamoeba

Il problema per Grace è iniziato mentre viveva nella Repubblica Dominicana. La giovane ha spiegato ai follower di aver fatto la doccia con le lenti indossate, in un contesto in cui l’acqua non risulta adeguatamente pulita. In quel territorio la rete idrica locale non era accuratamente purificata, permettendo la presenza di Acanthamoeba, un parassita che può trovarsi in molti ambienti naturali come acqua dolce, pozzi, docce, polvere e terreno.

Secondo quanto riferito, la contaminazione sarebbe avvenuta proprio tramite il contatto tra l’acqua e le lenti durante la doccia. La patologia che l’ha colpita prende il nome di cheratite da Acanthamoeba, descritta da Grace con parole dirette: “Piccoli parassiti amebici che si annidano nelle cornee”.

diagnosi errata e cecità improvvisa

Al rientro negli Stati Uniti, la situazione ha subito un peggioramento rapido a causa di un errore medico. Al primo controllo in ospedale l’infezione le è stata diagnosticata in modo non corretto e sono stati prescritti colliri a base di steroidi. Invece di contenere il problema, la terapia ha accelerato l’evoluzione dell’infezione.

Nel giro di una sola settimana, Grace è diventata completamente cieca. A intervenire in modo risolutivo è stato un secondo medico, che ha inquadrato correttamente la condizione: da quel momento sono stati bloccati gli steroidi e avviata una massiccia terapia antiparassitaria.

cura intensiva con colliri frequenti

La gestione clinica richiesta è stata estenuante. Grace ha riferito di dover instillare colliri con elevata frequenza, indicandone diversi: alcuni tra quelli somministrati contenevano clorexidina e sostanze chimiche descritte come simili ai prodotti utilizzati per la pulizia delle piscine. Il regime prevedeva l’instillazione ogni mezz’ora o un’ora.

Grazie alla cura d’urto la vista è tornata parzialmente, ma al momento Grace riesce a vedere solo dal suo occhio sinistro.

sintomi invalidanti e durata del trattamento

Attraverso i social, Grace ha raccontato la durezza del percorso clinico senza filtri, sottolineando quanto la patologia sia complessa. Ha spiegato che Acanthamoeba è molto difficile da curare e che la terapia prevista durerà da sei mesi a un anno, con la necessità di ulteriori cure dopo la fase antiparassitaria, legate alle cicatrici e ai danni provocati ai suoi occhi.

Tra i sintomi riferiti emergono dolori intensi: molto dolore agli occhi e molto dolore alla testa, con una sofferenza che si diffonde ovunque. La condizione comporta conseguenze funzionali come cecità e annebbiamento della vista, oltre a difficoltà di riposo: è davvero difficile dormire e aumenta la sensibilità alla luce. La convivenza con la malattia viene descritta come molto, molto difficile.

progressi nella visione e riduzione dei sintomi

Nonostante il buio e la sofferenza, Grace ha comunicato che la terapia sta finalmente producendo risultati. Mostrando l’evoluzione in video, ha riferito un miglioramento visivo e soprattutto una riduzione dei segni dell’infiammazione: gli occhi avrebbero un aspetto molto migliore rispetto a prima, con meno rossore, meno irritazione e meno opacità.

Questo andamento, secondo la sua testimonianza, rafforza l’importanza della cura corretta e della gestione tempestiva dell’infezione.

regole di igiene per chi usa lenti a contatto

Dal momento della diagnosi, gli account social di Grace sono diventati un vero diario e un monito: un richiamo a considerare seriamente le prassi quotidiane di igiene oculare. La studentessa ha evidenziato che spesso vengono sottovalutate le piccole e semplici azioni richieste dai medici, fino a dare la vista per scontata.

Per ridurre il rischio di esporsi al parassita a causa di distrazioni, Grace ha condiviso una serie di regole tassative basate proprio sulle raccomandazioni cliniche:

  • Lavarsi le mani prima di togliere o mettere le lenti.
  • Pulire la soluzione e cambiarla ogni volta che si usano le lenti.
  • Non dormire con le lenti.
  • Non nuotare con le lenti.
  • Non fare la doccia con le lenti indossate.

Con la sua esperienza, Grace Jamison mira a trasformare una vicenda personale in prevenzione concreta, mantenendo al centro il valore delle pratiche quotidiane e la necessità di proteggere le cornee da contaminazioni che possono avere conseguenze gravi.

personaggi citati

  • Grace Jamison
Ruota panoramica cede improvvisamente con decine di persone a bordo: ripreso il momento del crollo
Motore dell’aereo esplode durante il decollo: paura per 380 passeggeri di un Airbus della Delta – Video
Robot fuori controllo schiaffeggia un bambino durante un’esibizione: il video dell’incidente
Categorie: SaluteCronaca

Per te