Caso fakir allarme sis 118 ecco perché la posizione prona può uccidere
L’agitazione psicomotoria acuta viene descritta dalla Società Italiana Sistema 118 (Sis118) come una condizione clinica ad alto rischio, con necessità di intervento sanitario. La morte di Abderrahim Fakir, deceduto durante un intervento delle forze dell’ordine, riporta al centro un tema di fisiopatologia da oltre trent’anni: come specifiche modalità di immobilizzazione e alcuni fattori ambientali possano incidere in modo determinante sullo stato del paziente.
agitazione psicomotoria acuta: un’emergenza medica
Secondo il Sis118, l’agitazione psicomotoria acuta non rientra in un’interpretazione di ordine pubblico, ma costituisce un’emergenza medica a tutti gli effetti. Il presidente nazionale Mario Giosuè Balzanelli ribadisce che la questione va affrontata sul piano sanitario, nel pieno rispetto delle valutazioni affidate all’indagine della Procura di Bologna e all’autopsia disposta.
Il punto centrale, secondo la società scientifica, riguarda la valutazione clinica immediata e la possibilità di prevenire il peggioramento: l’equipaggio del 118, composto da medico e infermiere, è indicato come l’assetto indispensabile per gestire in sicurezza la condizione e riconoscere i segnali di deterioramento.
come si configura il rischio: tre possibili cause
Nel ricostruire il quadro clinico, il Sis118 indica che il decesso non sarebbe quasi mai riconducibile a una sola causa. A convergere sarebbero tre fattori principali, ciascuno in grado di incidere su funzioni vitali.
stato di agitazione e risposta fisiologica estrema
La prima causa viene individuata nello stesso stato di agitazione. In base a quanto riportato dal Sistema 118, l’organismo, sottoposto a una “tempesta” di catecolamine e a uno sforzo muscolare intenso, può andare incontro a aritmie maligne, ischemia, acidosi da acido lattico e rabdomiolisi con rilascio di potassio. Il processo può includere anche ipertermia. Questa sequenza, descritta come capace di arrestare l’attività cardiaca anche senza contenzione, richiama un quadro un tempo indicato come “excited delirium”, termine oggi abbandonato dalle società scientifiche, pur restando valida la sostanza fisiopatologica.
posizione prona con peso sul dorso e compressione del collo
La seconda causa riguarda la posizione prona. Il Sis118 spiega che, con lo schiacciamento a terra e il peso di uno o più operatori sul dorso, il soggetto non riesce più ad espandere torace e diaframma. In tale scenario, nel momento in cui servirebbe l’iperventilazione per smaltire l’anidride carbonica, la meccanica respiratoria verrebbe bloccata. L’accumulo di CO2 aumenterebbe l’acidosi e, di conseguenza, il cuore potrebbe cedere; inoltre, la compressione del collo contribuirebbe a peggiorare il quadro complessivo.
effetti dello spray al peperoncino sulle vie aeree
La terza causa indicata dal Sis118 è l’uso di spray al peperoncino, impiegato a Bologna pochi istanti prima dell’immobilizzazione. L’oleoresin capsicum, estratto oleoso naturale del peperoncino piccante, può provocare laringospasmo e broncospasmo, con dispnea e possibile chiusura delle vie aeree. Il rischio viene considerato più elevato in chi soffre di asma.
Quanto riportato dai familiari di Fakir indica che l’uomo era asmatico, con precedenti ricoveri per problemi respiratori. Nel quadro descritto dal Sis118, l’esito possibile è un arresto cardiaco che si manifesta tipicamente come “attività elettrica senza polso” o asistolia, distinguendoli dal ritmo associato a una scarica defibrillatoria con maggiore probabilità di ripristino della circolazione spontanea durante la rianimazione.
finestra temporale: rimuovere subito la posizione prona
Il Sis118 sottolinea che la probabilità di evitare l’esito fatale, o di renderlo molto meno probabile, dipende da una finestra temporale molto stretta. L’indicazione operativa individuata coincide con un gesto considerato essenziale: togliere immediatamente la persona dalla posizione prona.
La società scientifica lega questa priorità alla necessità di ridurre la compromissione respiratoria descritta e di limitare l’esposizione ai fattori che possono aggravare l’acidosi e il rischio cardiovascolare.
intervento sanitario: sedazione e monitoraggio continuo
Per Balzanelli, l’agitazione psicomotoria—qualunque ne sia l’origine—è una condizione potenzialmente pericolosa sia per il paziente sia per l’ambiente circostante. La gestione richiede necessariamente l’intervento di un equipaggio del 118 con medico e infermiere.
Solo un team sanitario, secondo il Sis118, può effettuare una valutazione clinica, praticare in sicurezza un’eventuale sedazione e monitorare continuamente la comparsa di segni di peggioramento. L’obiettivo dichiarato è prevenire complicanze letali, come crisi ipertensive severe e aritmie maligne.
appello del sis118: protocolli condivisi e formazione
L’appello della società scientifica si concentra su riconoscimento immediato della condizione, attivazione corretta del 118 e applicazione di misure sicure durante l’eventuale immobilizzazione. In sintesi, le indicazioni comprendono:
- Riconoscere l’agitazione acuta come emergenza medica e attivare sempre il 118 con equipaggio medico-infermieristico.
- Non mantenere mai la posizione prona con peso sul dorso e compressione della nuca.
- Riportare immediatamente il soggetto, una volta controllato, in posizione laterale di sicurezza o seduta.
- Affidare la contenzione farmacologica solo a personale sanitario, con monitoraggio continuo di saturazione, elettrocardiogramma e pressione.
- Costruire protocolli condivisi e formazione congiunta tra forze dell’ordine e Sistema 118.
cordoglio e finalità scientifica: trasformare la conoscenza in pratica
Balzanelli conclude affermando che “la giustizia farà il suo corso”, esprimendo cordoglio alla famiglia di Abderrahim Fakir. Nella prospettiva del Sis118, il compito della comunità scientifica consiste nel impedire il ripetersi di tragedie simili, richiamando una conoscenza disponibile da oltre trent’anni e la necessità di tradurla in protocolli operativi e formazione condivisa.
Sul piano istituzionale, la Sis118 conferma la disponibilità—indicata come interamente gratuita—a offrire alle forze dell’ordine percorsi di formazione e addestramento sulle manovre salvavita e sul primo soccorso, con l’obiettivo di rafforzare la sinergia tra istituzioni.
personalità menzionate
- Mario Giosuè Balzanelli, presidente nazionale Sis118
- Abderrahim Fakir