Ingegnere cinese accusato di spionaggio sui vaccini covid estradato negli usa

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Ingegnere cinese accusato di spionaggio sui vaccini covid estradato negli usa

Nel pieno della pandemia, al centro di un’accusa di cyber-spionaggio si trova Zewei Xu, ingegnere informatico cinese di 33 anni estradato negli Stati Uniti dopo l’arresto avvenuto all’aeroporto di Malpensa il 3 luglio dell’anno precedente. La contestazione descrive un presunto tentativo di ottenere informazioni sensibili legate a terapie e vaccini anti-Covid, puntando su università e centri di ricerca americani.

Secondo quanto sostenuto dall’Fbi, Xu avrebbe fatto parte di un presunto gruppo hacker che, a partire dal febbraio 2020, avrebbe preso di mira immunologi, virologi e strutture accademiche, soprattutto collegate all’Università del Texas. L’obiettivo attribuito al gruppo riguarderebbe sia dati su vaccini e cure contro il Covid-19, sia informazioni relative alle politiche del governo statunitense.

zewei xu, accuse di cyber-spionaggio e campagna hafnium

La vicenda si inserisce, secondo gli investigatori, in una campagna di cyber-spionaggio conosciuta come “Hafnium”, attribuita alla Repubblica popolare cinese e ricondotta a un’azione rivolta a migliaia di sistemi informatici in tutto il mondo. In questo quadro, l’accusa principale punta a un’attività di intrusione e raccolta di informazioni.

Il procedimento giudiziario si è sviluppato in Italia con una lunga fase di confronto legale. Al termine del percorso, Xu è stato trasferito negli Stati Uniti dopo il via libera definitivo della Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa avverso la decisione della Corte d’Appello di Milano.

corte di cassazione e autorizzazione al trasferimento negli usa

La Corte d’Appello di Milano, il 27 gennaio, aveva già riconosciuto l’esistenza delle condizioni per l’accoglimento della domanda di estradizione. Successivamente è intervenuta l’autorizzazione del ministero della Giustizia, rendendo esecutiva la consegna alle autorità americane.

Il mandato di arresto nei confronti del 33enne era stato emesso nel novembre 2023 dal Distretto meridionale del Texas. Le contestazioni indicate nella ricostruzione dell’accusa comprendono frode telematica e furto di identità, oltre a associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica, con una pena massima fino a 20 anni, e accesso non autorizzato a computer protetti.

vulnerabilità microsoft exchange e accessi fraudolenti

Uno degli snodi centrali dell’indagine riguarda lo sfruttamento di vulnerabilità presenti nel Microsoft Exchange Server, software utilizzato per la gestione delle email. Secondo gli investigatori, Xu e altri hacker avrebbero impiegato queste falle per entrare nei sistemi informatici di studi legali e di altre organizzazioni.

La dinamica attribuita al gruppo includerebbe l’utilizzo di canali di comunicazione fraudolenti per fingersi soggetti autorizzati e ottenere accesso. Nel materiale raccolto, si menziona anche la presenza di un account di posta elettronica attribuito a Xu, in cui sarebbero state rinvenute comunicazioni con presunti complici collegate alle intrusioni informatiche.

arresto a malpensa, detenzione in italia e posizione della difesa

L’arresto in Italia è avvenuto dopo una segnalazione dell’ambasciata americana a Roma. Le autorità avrebbero ricevuto l’informazione sull’arrivo di Xu con un volo proveniente da Shanghai. Da allora, il 33enne è rimasto detenuto nel carcere di Busto Arsizio, in provincia di Varese, fino alla conclusione dell’iter di estradizione.

Durante il procedimento, Xu ha sempre respinto ogni accusa. La difesa è stata affidata all’avvocato Enrico Giarda, che ha descritto le contestazioni come “fumose” e ha parlato di “persecuzione politica”. Nel corso delle comunicazioni rese note, Xu ha affermato: “Sto vivendo il periodo più difficile della mia vita, rischio di subire un processo ingiusto negli Usa e maltrattamenti fisici e psicologici. Non estradatemi”.

richiesta di non estradizione e facoltà di non rispondere

Xu ha anche sostenuto che i propri dati e strumenti informatici sarebbero rimasti nella disponibilità della società per cui avrebbe lavorato dopo il 2018, ipotizzando che potessero essere stati usati da altre persone. In un passaggio successivo, i pubblici ministeri di Milano hanno provato a interrogarlo, ma Xu si è avvalso della facoltà di non rispondere.

figura al centro della vicenda e contesto processuale

La vicenda mette in relazione un presunto ruolo in attività di intrusione informatica con l’attenzione investigativa su campagne attribuite a soggetti statuali. In parallelo, il percorso giudiziario in Italia ha portato alla consegna negli Stati Uniti dopo il passaggio della decisione attraverso i gradi di giudizio previsti.

Persone menzionate:

  • Zewei Xu
  • Enrico Giarda
Spionaggio sui vaccini Covid: estradato negli Usa l’ingegnere cinese arrestato a Malpensa
Categorie: CronacaTecnologia

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