Imprese e movimprese quasi 700 in più nel primo trimestre 2026
Il sistema imprenditoriale italiano apre il 2026 con un bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni che sorprende per segno: nel periodo gennaio-marzo le imprese aumentano, passando da una dinamica più complessa attesa nel trimestre iniziale a un saldo complessivamente positivo. Il risultato si traduce in 690 imprese in più, calcolate sulla differenza tra 105.051 iscrizioni e 104.361 cessazioni, in un contesto che risulta ordinario e non legato a fattori straordinari.
saldo imprese 2026: +690 nel primo trimestre
Il dato positivo emerge in un momento che, storicamente, risulta penalizzato: il primo trimestre sconta il consolidamento delle chiusure maturate a fine anno. Nonostante questa tendenza, il trimestre si chiude con un tasso di crescita trimestrale pari a +0,01%, in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025 (-0,05%) e del 2024 (-0,18%).
Il saldo risulta determinato da una contrazione delle chiusure, accompagnata da una sostanziale stabilità delle aperture rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Al 31 marzo 2026, lo stock complessivo delle imprese registrate in Italia raggiunge 5.811.877 unità.
movimprese e registro imprese: origine dei dati
Le indicazioni quantitative provengono da Movimprese, un’analisi statistica realizzata da Unioncamere e InfoCamere sulla base delle informazioni del Registro delle Imprese gestito dalle Camere di commercio.
clima di attesa e dinamiche del mezzogiorno
Il presidente di Unioncamere Andrea Prete collega l’esito del bilancio trimestrale a un clima di attesa delle imprese: in una situazione di incertezza diffusa, le scelte definitive tendono a essere rimandate per comprendere come evolverà il contesto.
Allo stesso tempo, viene segnalato un esito positivo per il Mezzogiorno, interpretato come conferma di una dinamica di sviluppo delle regioni meridionali riscontrata anche da altri indicatori economici.
società di capitali trainano il saldo trimestrale
Il risultato complessivo resta concentrato su una componente specifica: il saldo positivo è interamente sostenuto dal dinamismo delle società di capitali, che registrano +15.739 unità con un tasso di crescita +0,80%. La crescita risulta in accelerazione rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,70%).
La performance complessiva compensa invece le riduzioni registrate dalle altre forme giuridiche: imprese individuali con -9.669 unità (-0,33%) e società di persone con -4.879 unità (-0,61%).
Il quadro conferma una tendenza di fondo: l’imprenditoria italiana si orienta progressivamente verso forme più strutturate e capitalizzate.
settori e regioni: crescita nei servizi, difficoltà nei comparti tradizionali
La lettura settoriale utilizza, per la prima volta, la nuova codifica delle attività economiche Ateco 2025, evidenziando uno spostamento dell’economia italiana verso il comparto dei servizi.
attività finanziarie e professionali in crescita
Le migliori performance riguardano:
- Attività finanziarie e assicurative: +2.301 imprese (+1,55%)
- Attività professionali, scientifiche e tecniche: +3.168 unità (+1,25%)
- Attività immobiliari: +1.836 (+0,56%)
- Attività di supporto operativo alle imprese: +1.243 (+0,54%)
Nel complesso cresce anche il settore della fornitura di energia elettrica, gas e vapore, con un incremento del +1,70%.
commercio, agricoltura e manifattura cedono
Sul versante opposto, i comparti più tradizionali mostrano contrazioni:
- Commercio: -9.617 unità (-0,77%)
- Agricoltura: -6.141 imprese (-0,91%)
- Manifattura: -2.517 unità (-0,52%)
andamento territoriale: sud e isole avanti, nord in calo
La ripartizione che registra il risultato migliore, in termini assoluti, è Sud e Isole, con +1.673 imprese (+0,08%). La crescita è trainata dalla Campania, con +1.193, e dalla Sicilia, con +638.
La crescita percentuale più alta spetta al Centro, con +0,12% corrispondente a +1.506 imprese. Il dato risulta quasi interamente sostenuto dal Lazio, che ottiene +2.477 imprese, con il tasso più alto d’Italia (+0,42%).
Entrambe le aree settentrionali chiudono invece in negativo: Nord-Est registra -0,15% (-1.694 unità), mentre il Nord-Ovest limita le perdite allo 0,05% (-795 imprese), grazie alla Lombardia che si discosta dal trend della macro-area, con un saldo positivo di +722 imprese.
migliori saldi provinciali in valore assoluto
Nei dati provinciali, i risultati assoluti migliori riguardano Roma (+2.391), Napoli (+1.192) e Milano (+1.093).
personaggi citati
- Andrea Prete (presidente di Unioncamere)