Bollette britanniche senza iva: burnham elimina l’imposta e taglia i costi per milioni di persone
Il nuovo governo britannico mette subito mano ai costi dell’energia, con una misura già annunciata nella prima fase dell’insediamento. L’intervento mira a alleggerire il peso delle bollette elettriche domestiche e a incidere sul costo della vita per milioni di famiglie, ponendo l’obiettivo di portare “stabilità” e un piano di lungo periodo per i prossimi dieci anni.
abolizione iva sulle bollette elettriche: misura del governo
Downing Street ha deciso di abolire l’Iva sulle bollette elettriche domestiche a partire da ottobre. La misura è stata presentata come azione immediata per ridurre le tasse sulle spese energetiche, aumentare la disponibilità economica delle persone e rafforzare la fiducia nella direzione politica indicata dal nuovo esecutivo.
Secondo quanto comunicato dal governo laburista, l’intervento comporterà un risparmio di circa 45 sterline (61 dollari) all’anno sulla bolletta media di una famiglia.
a ottobre: coincidenza con il tetto prezzo di Ofgem
L’entrata in vigore della misura è prevista per il periodo in cui è atteso anche un aumento del tetto massimo di prezzo imposto dall’autorità di regolamentazione energetica britannica, Ofgem, per elettricità e gas. Il calendario politico e amministrativo lega quindi l’intervento fiscale sull’Iva a una fase di riallineamento dei costi regolati.
finanziamento della politica: annullamento del piano identità digitale
Il governo ha indicato che la scelta di abolire l’Iva sulle bollette elettriche sarebbe sostenuta finanziariamente attraverso l’annullamento del piano del precedente primo ministro Keir Starmer relativo a un sistema di identità digitale. Il progetto, secondo quanto riferito, avrebbe avuto un costo stimato per i contribuenti pari a 1,8 miliardi di sterline.
nomine nel nuovo esecutivo: ministeri e incarichi chiave
Parallelamente all’annuncio economico, prosegue la definizione dei ruoli di governo. Una delle nomine più rilevanti riguarda Wes Streeting, ex ministro della Sanità britannico, che diventa ministro della Difesa. Streeting, 43 anni, si era dimesso dal governo uscente di Keir Starmer a maggio per protestare contro l’allora primo ministro.
Nel percorso politico che ha preceduto la nomina, Streeting aveva valutato la possibilità di candidarsi alla leadership del Partito Laburista, prima di sostenere Andy Burnham, subentrato a Starmer a Downing Street. La scelta di Streeting, proveniente dalla corrente della destra interna post-blairiana, completa il quadro delle designazioni relative ai quattro dicasteri tradizionalmente più prestigiosi, vale a dire Tesoro, Esteri, Interno e Difesa.
bilanciamento e presenza femminile nei dicasteri
Tra i dicasteri considerati, uno solo resta affidato a una donna: Shabana Mahmood agli Interni. Pur in presenza di numerose figure femminili nella squadra, il riequilibrio per i quattro ministeri di maggiore peso non risulta esteso oltre quell’incarico.
designazioni finali: giustizia, ambiente, energia e altri incarichi
Nella fase avanzata delle indicazioni, quando rimangono ancora da completare soltanto alcune designazioni per ruoli “junior”, emergono ulteriori nomine che definiscono il perimetro dei ministeri e dei nuovi incarichi.
- Alex Norris alla Giustizia.
- Angela Eagle all’Ambiente.
- Miatta Fahnbulleh all’Energia e al Net Zero.
Ulteriori aggiornamenti riguardano la promozione di Ellie Reeves ad attorney general, il passaggio di Hamish Falconer al ruolo di responsabile delle relazioni con l’Ue e l’incarico di Stephen Kinnock come ministro per il Galles.
personaggi e membri del governo citati
- Andy Burnham
- Keir Starmer
- Wes Streeting
- Shabana Mahmood
- Alex Norris
- Angela Eagle
- Miatt a Fahnbulleh
- Ellie Reeves
- Rachel
- Hamish Falconer
- Stephen Kinnock
- Neil
