Decreto bollette approvato: bonus 115€ con ISEE fino a 9.794€

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Decreto bollette approvato: bonus 115€ con ISEE fino a 9.794€

Via libera definitivo al decreto Bollette: il Senato ha approvato il provvedimento trasformandolo in legge tramite voto di fiducia. Il conteggio in Aula registra 102 sì, 64 no e 2 astenuti. Il testo, già licenziato dalla Camera, chiude così l’iter parlamentare in seconda lettura a Palazzo Madama, in un clima segnato da tensioni politiche amplificate dal contesto legato alla crisi energetica internazionale.

Il decreto ha inoltre attraversato un’evoluzione delle condizioni di scenario: è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 17 febbraio, quando il quadro energetico risultava diverso rispetto alle fasi successive, precedenti agli attacchi all’Iran e alle tensioni sullo Stretto di Hormuz. In seguito, tali sviluppi hanno contribuito a generare una crisi con forti rialzi dei prezzi. Nel frattempo, alcune misure hanno già dovuto attendere ulteriori passaggi: il rimborso alle aziende per i costi legati alle quote di emissione resta subordinato all’ok di Bruxelles, così come la misura per ridurre i costi sostenuti dalle imprese gasivore, sospesa perché configurata come aiuto di Stato nella forma in cui era stata scritta.

decreto bollette: approvazione al senato e trasformazione in legge

Il passaggio decisivo avviene in Aula al Senato, con l’approvazione del decreto attraverso voto di fiducia. Il provvedimento, licenziato dalla Camera, completa il percorso parlamentare in seconda lettura a Palazzo Madama con i numeri indicati: 102 sì, 64 no, 2 astenuti. Il contesto politico resta centrale nel racconto della discussione: la crisi energetica internazionale contribuisce ad accentuare le frizioni tra le diverse posizioni in campo.

misure del decreto bollette: interventi su imprese e sistema energetico

Il decreto interviene su più fronti con l’obiettivo dichiarato di contenere il caro energia, pur includendo misure che hanno suscitato critiche trasversali. Tra le novità principali figura un aumento dell’Irap a carico delle imprese produttrici di energia, pari a due punti. La misura viene presentata come una stretta funzionale al reperimento di risorse da destinare alla riduzione degli oneri generali di sistema in bolletta.

rimborsi ets e condizioni europee

Accanto all’incremento dell’Irap, viene introdotto un meccanismo di rimborso per le aziende dei costi connessi alle quote di emissione previste dal sistema europeo Ets. L’applicazione è subordinata al fatto che l’Unione europea conceda l’assenso. La misura viene collegata alla tesi secondo cui tali costi inciderebbero sull’aumento dei prezzi dell’energia; la posizione viene ricondotta alla presidente del Consiglio e a Confindustria, mentre gli addetti ai lavori ne indicano il carattere non fondato.

rinvio dismissione centrali a carbone al 2038

Nel provvedimento è presente anche una modifica sulle tempistiche della transizione: viene rinviata al 2038 la dismissione delle centrali a carbone, che avrebbero dovuto essere chiuse entro il 2025. L’unica eccezione citata riguarda le centrali della Sardegna. Il riferimento tecnico è il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima.

misure per le famiglie: contributo straordinario e limiti di platea

Per il fronte dei nuclei familiari, il decreto prevede 115 euro di contributo straordinario destinato ai soggetti che già beneficiano del bonus sociale per disagio economico. L’entità del sostegno risulta limitata: l’anno precedente erano stati garantiti 200 euro. Inoltre, il contributo è descritto come una tantum e circoscritto ai redditi più bassi.

La copertura risulta ristretta secondo le informazioni riportate: il bonus da 115 euro riguarda i nuclei con Isee fino a 9.794 euro, mentre lo scorso anno la soglia indicata era 25mila euro. A livello politico-sociale emergono critiche da Federconsumatori, con la valutazione di misure considerate del tutto insufficienti e legate al fatto che l’impostazione originaria era già stata giudicata inadeguata prima dell’escalation geopolitica. Viene inoltre segnalata la conferma di un bonus lasciato alla discrezionalità delle aziende.

telemarketing nel settore energia: nullità dei contratti senza richiesta esplicita

Un giudizio opposto arriva sul piano normativo relativo alla disciplina del telemarketing nel settore energia. Nel decreto è presente una disposizione che introduce la nullità dei contratti di luce e gas conclusi telefonicamente senza una richiesta esplicita del cliente. La norma viene accolta come misura attesa da anni per contrastare le pratiche aggressive dei call center, secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona.

critiche politiche al decreto bollette: merito e metodo

Sul piano politico, le opposizioni contestano sia il merito sia il metodo adottato. Il senatore del Pd Antonio Misiani descrive il provvedimento come insufficiente già in partenza e “travolto” dalla guerra e dalla crisi energetica globale, ribadendo la necessità di una strategia strutturale orientata ad affrontare i nodi del mix energetico e della dipendenza dal gas. Critiche arrivano anche sul ricorso alla fiducia: per il presidente dei senatori dem Francesco Boccia, l’uso sistematico segnala un ulteriore svuotamento del ruolo del Parlamento.

Tino Magni di Avs definisce il decreto “già vecchio” e approvato senza un reale confronto parlamentare. Sul fronte del M5S, Mario Turco accusa il governo di non affrontare i nodi strutturali del mercato energetico e di ostacolare la transizione verso le rinnovabili.

nominativi citati nelle posizioni e nelle valutazioni

  • Antonio Misiani (Pd)
  • Francesco Boccia (senatori dem)
  • Tino Magni (Avs)
  • Mario Turco (M5S)
  • Massimiliano Dona (Unione nazionale consumatori)
Ok definitivo al decreto Bollette con la fiducia. Opposizioni: “Già travolto dalla guerra”. I consumatori: “Misure insufficienti”

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