Cia ghost murmur: come la cia ha salvato il pilota americano nascosto in iran

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Cia ghost murmur: come la cia ha salvato il pilota americano nascosto in iran

Finché il cuore batte, resta una possibilità di salvataggio. Un caso recente collega questa idea a una tecnologia nuova e inedita: il sistema “Ghost Murmur”, impiegato dalla Cia per rintracciare, localizzare e salvare il pilota di un F-15 abbattuto in Iran. Il punto di forza risiede nella capacità di cogliere un segnale estremamente debole, descritto come paragonabile al battito cardiaco, un dato che può essere misurato in condizioni ospedaliere ma che ora risulta rilevabile anche in un ambiente incontaminato.

ghost murmur: la tecnologia che trasforma il battito cardiaco in un segnale rilevabile

Ghost Murmur” è una soluzione sviluppata da Skunk Works, divisione dedicata allo sviluppo avanzato di Lockheed Martin. Il sistema si basa soprattutto su una tecnica di magnetometria quantistica a lungo raggio capace di individuare l’impronta elettromagnetica associata al battito cardiaco.

Una volta acquisito il segnale, la traccia viene separata dal rumore di fondo tramite un software con intelligenza artificiale. L’obiettivo è rendere riconoscibile un contenuto informativo che, nelle condizioni reali, risulta difficilmente distinguibile dai disturbi ambientali.

magnetometria quantistica a lungo raggio e intelligenza artificiale

La rilevazione si fonda su misurazioni magnetometriche estese, orientate a catturare segnali coerenti con il ritmo cardiaco. Il passaggio successivo impiega algoritmi di analisi tramite software per isolare la traccia e ridurre l’effetto delle componenti di fondo.

ghost murmur nei test: dai black hawk al salvataggio del pilota dell’f-15

Secondo la ricostruzione disponibile, “Ghost Murmur” era già stato sperimentato sugli elicotteri Black Hawk. Il risultato più rilevante sarebbe emerso durante la ricerca del pilota americano dopo l’abbattimento del suo jet.

Dopo la perdita del velivolo, il disperso si era rifugiato in una fessura di montagna ed era rimasto in vita per due giorni, nonostante le ricerche continue condotte dalle truppe iraniane che setacciavano la zona.

salvataggio facilitato dalle condizioni ambientali

Il recupero sarebbe stato reso possibile da un insieme di fattori ambientali collegati all’impiego della tecnologia. La fonte coinvolta nel programma di studio descrive condizioni utili come le basse interferenze elettromagnetiche, la quasi totale assenza di segnali umani e, durante la notte, il contrasto termico tra un corpo vivente e il suolo desertico.

il significato del nome: da heart murmur al “fantasma” da ritrovare

Il nome “Ghost Murmur” viene collegato alla nozione di “Heart murmur”, indicata come il normale soffio al cuore. L’aggiunta della parola Ghost richiama l’idea di una persona scomparsa da individuare e recuperare.

La descrizione fornita dalla fonte anonima riporta un’immagine comparativa: l’esperienza sarebbe simile a sentire una voce in uno stadio, ma con lo scenario trasformato in un’area desertica di migliaia di chilometri quadrati. Allo stesso tempo viene precisato che la capacità non è onnisciente: funziona con maggiore efficacia in ambienti remoti e con un basso livello di ingombro, richiedendo inoltre tempi di elaborazione considerevoli.

cia, trump e ratcliffe: la conferma dopo l’operazione

Al termine dell’operazione di salvataggio, Donald Trump avrebbe dichiarato che, pur con una distanza indicata di 64 chilometri, il pilota sarebbe stato invisibile a tutti tranne che alla Cia. Tale impostazione viene rafforzata dal direttore Ratcliffe, secondo cui l’agenzia avrebbe raggiunto il suo obiettivo principale: “La Cia ha raggiunto il suo obiettivo principale”.

La frase conclusiva attribuita al messaggio relativo alla tecnologia è riassunta nell’idea che, se il battito è effettivamente presente, il disperso può essere individuato.

personaggi menzionati

  • Donald Trump
  • Ratcliffe (direttore della Cia, secondo la fonte citata)
Cos’è il “Ghost Murmur” che ha salvato il pilota Usa in Iran. “È come sentire una voce in uno stadio”

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