Kharg occupata e piani di trump per pressare liran tra militari sulla linea del fuoco

• Pubblicato il • 5 min
Kharg occupata e piani di trump per pressare liran tra militari sulla linea del fuoco

Secondo Axios, il governo statunitense sta valutando piani per occupare o bloccare l’isola di Kharg con l’obiettivo di esercitare pressione sull’Iran e favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz. La ricostruzione, basata su quattro fonti, indica che un’operazione per prendere il controllo dell’isola, situata a 15 miglia dalle coste iraniane, potrebbe portare militari statunitensi a operare direttamente in zona di forte rischio, considerando il ruolo dell’isola nel passaggio di il 90% delle esportazioni di greggio iraniano.

isola di kharg e pressione su teheran per riaprire hormuz

Il quadro delineato da Axios collega la scelta di Kharg a una strategia pensata per incidere sulla posizione iraniana e, di conseguenza, sulla capacità di mantenere chiuse o limitare le vie di transito nello Stretto di Hormuz. L’isola viene descritta come un punto rilevante per l’industria petrolifera iraniana e, per questa ragione, il piano includerebbe anche la possibilità di tenere l’isola per i negoziati.

tempi di operazione: un mese per indebolire l’iran con raid

Le fonti riportano che l’operazione non sarebbe immediata: servirebbe prima un ulteriore degrado delle capacità militari iraniani nell’area di Hormuz. Il conseguimento di questo obiettivo potrebbe richiedere alcune settimane, con una stima indicata anche fino a un mese.

Una fonte informata sulle valutazioni della Casa Bianca viene citata con un passaggio che sintetizza la logica del piano: necessario un mese per indebolire l’Iran tramite più raid, quindi prendere l’isola e usarla per i negoziati.

necessità di truppe aggiuntive e mobilitazioni in valutazione

Per sostenere la fase successiva ai raid, Axios sottolinea che servirebbero più truppe. Tre diverse unità di Marine risultano in viaggio verso la regione. Parallelamente, Casa Bianca e Pentagono starebbero valutando ulteriori mobilitazioni oltre a quelle già annunciate.

All’interno dell’amministrazione emerge anche un’indicazione legata alla volontà politica di rendere Hormuz aperto. Una fonte di alto livello dell’amministrazione, facendo riferimento a Donald Trump, descrive la possibilità di una scelta operativa legata a Kharg, precisando che la decisione non sarebbe stata ancora formalmente adottata.

boots on the ground: posizione dell’amministrazione sulle truppe

L’impostazione riportata da Axios affronta anche il tema dei “boots on ground”. Dal lato dell’amministrazione viene affermato che in diversi conflitti le truppe sul terreno sono state presenti con ogni presidente, incluso Trump. La stessa fonte collega l’attenzione mediatica sull’argomento alla dimensione politica e ribadisce che il presidente farebbe quello che ritiene giusto.

occupare kharg servirà davvero? dubbi sulla capacità di cambiare i termini

Axios evidenzia che, pur essendo Kharg cruciale per l’industria petrolifera iraniana, non esisterebbe alcuna garanzia che una sua occupazione porti automaticamente Teheran ad accettare i termini proposti da Trump per arrivare alla conclusione del conflitto. La fonte mette anche in evidenza il possibile livello di rischi elevati per le truppe statunitensi, considerandone l’esposizione in un’operazione di terra e mare.

Un contro ammiraglio a riposo, Mark Montgomery, viene riportato sostenere una lettura alternativa: secondo la sua valutazione, dopo eventuali mosse su Kharg, l’Iran potrebbe ridurre o interrompere l’afflusso dall’altra parte, senza che gli Stati Uniti possano controllare la produzione petrolifera iraniana. Montgomery ritiene più probabile che, dopo ulteriori bombardamenti per degradare le capacità militari iraniane, vengano impiegati cacciatorpediniere e caccia per scortare le petroliere nello stretto, riducendo quindi la necessità di un’invasione di terra.

tempi della guerra e slittamento legato a hormuz

La ricostruzione richiama anche la dimensione temporale della strategia politica statunitense. Trump aveva puntato a concludere il conflitto entro la visita in Cina, programmata per la fine di marzo. La visita sarebbe stata rinviata a causa del protrarsi della guerra e, in particolare, per la crisi nello Stretto di Hormuz e lo shock energetico conseguente.

La nuova finestra indicata dalla fonte sarebbe di cinque o sei settimane, senza una data certa. In parallelo, i piani per un’invasione o un’occupazione di Kharg, descritti come presi in considerazione, prevederebbero altre settimane, fino a un mese di raid prima dell’avvio.

piano truppe: marines in arrivo e altre unità in direzione del teatro

Per quanto riguarda l’aspetto operativo, Axios indica che l’arrivo del corpo di spedizione di 2.500 marines è previsto a giorni. Inoltre, altre due unità, con lo stesso numero di truppe, sarebbero dirette verso il teatro di guerra.

Resta aperta la possibilità di ulteriori invii: Casa Bianca e Pentagono starebbero valutando l’adozione di ulteriori forze, senza che sia stata presa una decisione finale.

blocco navale di kharg e copertura legale al pentagono

Axios riferisce anche un’opzione alternativa: la valutazione di un blocco navale di Kharg per impedire l’arrivo delle petroliere nell’isola. La fonte aggiunge che, parallelamente, gli avvocati del Pentagono starebbero lavorando a una copertura legale per le possibili mosse legate a questa linea d’azione.

personaggi citati nella ricostruzione

  • Donald Trump
  • Mark Montgomery

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