Iran al mondiale in bus: il racconto e le ragioni dietro una scelta sorprendente
Alla vigilia dei Mondiali 2026, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha delineato un quadro ad alto impatto emotivo e logistico, descrivendo la rassegna come un evento capace di coinvolgere l’intero pianeta. Nel corso di una conferenza stampa a Città del Messico, in vista del match inaugurale tra Messico e Sudafrica allo stadio Azteca, Infantino ha sottolineato la portata storica del torneo, le difficoltà operative incontrate e i temi aperti legati a visti, sicurezza e accessi.
mondiali 2026, infantino celebra l’evento: più grande della storia
Secondo Infantino, il Mondiale di calcio rappresenta il più grande evento nella storia dell’umanità. Il paragone proposto è destinato a rendere immediata la dimensione del torneo: la competizione viene accostata a 104 Super Bowl in un solo mese, a indicare concentrazione di partite, pubblico e risonanza globale.
Il presidente ha poi collegato la crescita dell’interesse alla forza della partecipazione diretta. Ha ringraziato i tifosi presenti, citando stime riferite a sei milioni e mezzo o sette milioni di persone potenzialmente negli stadi, oltre alle platee che si formeranno nelle fan zone, nei fanfest e nei watch party non solo nei tre Paesi ospitanti, ma anche in altre aree del mondo. In questa cornice, Infantino ha definito il trofeo come il più iconico del mondo, un simbolo capace di “far sognare” persone ovunque e di riportare il focus sul calcio.
iran ai mondiali, infantino: lo spirito del calcio supera gli ostacoli
Uno dei passaggi centrali ha riguardato la partecipazione dell’Iran. Infantino ha spiegato di essere molto contento per l’esito del percorso, raccontando l’incontro avvenuto in Turchia a marzo, quando i rappresentanti iraniani avrebbero ipotizzato l’impossibilità di arrivare alla competizione. In quell’occasione, il presidente Fifa ha dichiarato di aver assicurato che la squadra sarebbe arrivata ai Mondiali e, se necessario, di essere pronto anche ad accompagnarla con mezzi organizzativi.
Infantino ha riferito la risposta ricevuta: l’adozione di soluzioni alternative e la volontà di partecipare una volta qualificati. La sintesi proposta è stata definita come “lo spirito del calcio”.
difficoltà non controllabili e impegno per garantire la presenza
Il presidente ha inoltre evidenziato che il contesto operativo include difficoltà e margini limitati di controllo. In queste circostanze, ha dichiarato di non vedere altri soggetti in grado di garantire l’effettiva possibilità di partecipazione dell’Iran. Al momento della disputa delle partite, Infantino ha espresso l’auspicio di uno stadio pieno e di un’atmosfera positiva, coerente con l’idea che il calcio porti persone a concentrarsi su partita e squadra, superando la realtà esterna.
Ha poi ribadito il risultato come una vittoria organizzativa: la Fifa è riuscita a convincere l’Iran a venire a giocare, citando l’orgoglio per il lavoro svolto dalla propria squadra.
caso omar artan, arbitro somalo, negato l’ingresso negli stati uniti
Infantino ha definito “sfortunato e spiacevole” il caso dell’arbitro Omar Artan, indicato come arbitro somalo dei Mondiali. Il presidente ha affermato che l’episodio è negativo, ma ha anche richiamato un limite fondamentale: la Fifa non sarebbe in grado di controllare tutto. Ha dichiarato che vengono ricercate soluzioni, pur restando valido il principio che la Fifa è un’organizzazione sportiva e non un soggetto capace di governare apparati statali, governi o forze di polizia.
dinamica del diniego a miami e ritorno
Secondo quanto riportato, Artan avrebbe insistito per avere il visto corretto per entrare negli Stati Uniti, ma sarebbe stato respinto all’aeroporto internazionale di Miami e poi imbarcato su un volo di ritorno verso la Turchia nel fine settimana. Infantino ha commentato anche la questione rispondendo a domande giornalistiche sul possibile impatto sul controllo del torneo.
Nel racconto della vicenda, un funzionario del Dipartimento di Stato americano avrebbe indicato che l’arbitro era associato a presunti membri di organizzazioni terroristiche, con conseguente classificazione del viaggiatore come non idoneo all’ingresso.
impatti e interrogativi sul controllo del torneo
Artan è presentato come potenzialmente il primo arbitro somalo a dirigere una fase finale dei Mondiali. Alla vigilia del torneo, un giornalista britannico ha chiesto a Infantino se la Fifa avesse perso il controllo del proprio evento, citando sia il caso Artan sia la decisione di Washington di negare i visti a 15 membri dello staff tecnico della nazionale iraniana. La risposta del presidente ha ruotato intorno ai limiti di controllo della Fifa e alla necessità di lavorare entro i confini istituzionali.
sicurezza, rapporti con i governi e risposta ai dubbi sui visti
Nel corso della conferenza, Infantino ha richiamato un tema trasversale: l’equilibrio tra organizzazione sportiva e procedure di sicurezza. Rispondendo a un passaggio legato alle future sedi, ha dichiarato di ritenere, nel 2035 almeno come auspicio, che i Mondiali femminili si svolgeranno nel Regno Unito. Ha collegato il ragionamento a una domanda rivolta alla sensibilità del pubblico: sarebbe accettabile che la Fifa dettasse al governo britannico chi far entrare e chi no?
“calmarsi” e continuità del lavoro organizzativo
Infantino ha anche invitato i media a calmarsi e rilassarsi, precisando però che tale richiesta non significa inattività. Ha chiarito che, quando si chiede di calmarsi, l’intenzione è che l’organizzazione stia lavorando, indicando che il mondo sportivo opera in un contesto definito aggressivo e che la sicurezza resta la priorità assoluta.
rapporto con donald trump e organizzazione del mondiale negli stati uniti
Infantino ha parlato anche dei rapporti istituzionali con Donald Trump. Ha dichiarato di avere un ottimo rapporto con il presidente, spiegando di conoscerlo durante il primo mandato e di lavorare in modo molto stretto anche nel secondo mandato. Ha collegato la possibilità di organizzare la Coppa del Mondo negli Stati Uniti al coinvolgimento personale di Trump, sostenendo che senza la sua partecipazione l’evento sarebbe risultato impossibile da realizzare.
Secondo le parole del presidente Fifa, Trump avrebbe compreso rapidamente portata e impatto del torneo, incaricando sia l’amministrazione di aiutare e assistere.
grazia presidenziale per christophe gleizes, giornalista detenuto in algeria
Un ulteriore tema riguarda la situazione del giornalista Christophe Gleizes, detenuto in Algeria. Infantino ha espresso la speranza che riceva una grazia presidenziale, definendo il giornalista come l’unico giornalista sportivo imprigionato al mondo. Ha affermato l’esistenza di un “posto vuoto” in rappresentanza della sua assenza e ha aggiunto l’auspicio che, in caso di concessione, Gleizes possa persino unirsi alle attività durante i Mondiali.
caro biglietti e domanda: prezzo d’ingresso e richiesta record
Infantino ha affrontato anche il tema dei costi dei biglietti. Il prezzo d’ingresso indicato è di 60 dollari, descritto come il più basso tra tutti gli sport americani nelle fasi di playoff. Per la fase di confronto sul valore medio, ha citato un prezzo medio inferiore a 500 dollari, ancora una volta definito il più basso in media tra gli sport americani considerati.
Il presidente ha inoltre dichiarato che, fino a quel momento, sarebbero stati venduti oltre 6 milioni di biglietti. Ha ricordato che restano biglietti in vendita e che una parte viene riservata per le squadre qualificate ai turni supplementari. Nel valutare l’interesse, ha riferito che la domanda sarebbe stata senza precedenti: non solo “molto alta”, ma indicata come pari a dieci volte rispetto alle attese, con un numero di richieste definito assolutamente incredibile.
personaggi citati
Gianni Infantino; Omar Artan; Donald Trump; Christophe Gleizes.