Mondiali 2026 visto negato infantino promessa disattesa e problemi con la fifa

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Mondiali 2026 visto negato infantino promessa disattesa e problemi con la fifa

Il clima attorno ai Mondiali del 2026 cambia rapidamente, mentre cresce l’attenzione su un nodo che riguarda viaggi, accessi e procedure di ingresso: i visti. Dopo il caso dell’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, respinto all’ingresso negli Stati Uniti nonostante fosse stato designato per il Mondiale, la FIFA tenta di ridefinire la propria posizione. La linea ufficiale diventa infatti più cauta, con una presa di distanza dalle decisioni dell’amministrazione statunitense e dalle relative procedure.

fifa e immigrazione: la nuova prudenza ufficiale

Nel momento in cui le difficoltà denunciate da giornalisti e tifosi provenienti da diversi Paesi aumentano, un portavoce della federazione internazionale rende nota una formulazione netta: la FIFA non sarebbe coinvolta nelle procedure di immigrazione del Paese ospitante. È una posizione presentata come chiara e difendibile, in risposta a un contesto in cui si parla di ostacoli concreti all’ingresso.

La cautela dichiarata, però, si scontra con un percorso di comunicazione precedente che aveva alimentato aspettative opposte. Il punto centrale diventa la distanza tra quanto promesso e quanto sta accadendo.

il caso omar abdulkadir artan e il problema dei visti

Il precedente più immediato riguarda la vicenda dell’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, respinto alla frontiera. Il fatto assume rilievo perché il professionista era stato designato per il Mondiale, rendendo il rifiuto ancora più difficile da inquadrare come semplice contrattempo. In un simile scenario, il tema dei visti smette di restare astratto e diventa un elemento che condiziona direttamente persone coinvolte nel torneo.

le promesse di infantino sui mondiali 2026

Secondo quanto ricostruito, la comunicazione pubblica legata ai Mondiali 2026 non sarebbe rimasta invariata. Negli ultimi anni Gianni Infantino avrebbe continuato a rassicurare su aperture e accessibilità, minimizzando i timori connessi alle politiche migratorie attribuite all’amministrazione statunitense.

infantino e le rassicurazioni sui visti

Già nel 10 marzo 2025, in un’intervista al quotidiano spagnolo As, Infantino avrebbe descritto il torneo come una “festa” e avrebbe lasciato intendere che le questioni relative ai visti sarebbero state risolte. Pochi mesi dopo, il 24 giugno 2025, davanti alle crescenti preoccupazioni per il caso Iran, indicato tra i Paesi colpiti dalle restrizioni statunitensi, Infantino avrebbe ulteriormente minimizzato i rischi.

Le dichiarazioni si inseriscono in un quadro più ampio in cui, più volte, il presidente FIFA avrebbe puntato sull’idea che la partecipazione sarebbe stata agevole e inclusiva anche dal punto di vista dei tifosi.

le dichiarazioni del 31 agosto 2025 a nairobi

Il 31 agosto 2025, durante un incontro con i media africani a Nairobi, Infantino avrebbe sostenuto che tutti sarebbero stati i benvenuti in Canada, Messico e Stati Uniti per la Coppa del Mondo FIFA. Nello stesso contesto avrebbe ribadito che il processo sarebbe stato agevole e che chi si sarebbe qualificato avrebbe potuto arrivare con i propri tifosi.

Secondo la ricostruzione riportata, nello stesso intervento Infantino avrebbe fatto riferimento all’impegno del governo degli Stati Uniti a garantire procedure semplici, in modo che i tifosi di tutto il mondo potessero partecipare.

il richiamo alla casa bianca: fifa pass e vicinanza a trump

Un ulteriore passaggio indicato riguarda il 17 novembre 2025, quando Infantino avrebbe parlato degli Stati Uniti come di un Paese pronto ad accogliere il mondo, nel corso della presentazione del sistema FIFA PASS alla Casa Bianca, insieme a Donald Trump e al segretario di Stato Marco Rubio. In tale occasione, Infantino avrebbe richiamato l’idea che l’America offrisse un benvenuto al mondo.

il rapporto tra fifa e washington e la contraddizione percepita

La distanza tra la posizione attuale e le promesse precedenti viene letta come contraddizione, soprattutto osservando il rapporto istituzionale descritto negli anni. La ricostruzione sottolinea come Infantino fosse stato un ospite frequente alla Casa Bianca, avesse preso parte a eventi politici vicini al movimento MAGA, avesse aperto un ufficio FIFA nella Trump Tower di New York e avesse mostrato pubblicamente una forte vicinanza a Donald Trump.

In questo quadro, la linea odierna secondo cui la FIFA non avrebbe alcun ruolo nelle decisioni legate alle autorità statunitensi appare, secondo la ricostruzione, meno coerente con il percorso precedente. I problemi sui visti permangono, le restrizioni colpiscono cittadini provenienti da Paesi che si sono qualificati al Mondiale e, ancora una volta, emerge un caso specifico: un arbitro FIFA respinto alla frontiera.

significato delle dichiarazioni recenti e impatto reale

Il contrasto ruota attorno al passaggio dall’affermazione pubblica di un processo agevole alla spiegazione attuale secondo cui la FIFA non potrebbe incidere sulle procedure. La ricostruzione evidenzia come le frasi pronunciate da Infantino negli ultimi due anni abbiano contribuito a costruire fiducia, mentre l’evoluzione dei fatti mette in discussione quelle rassicurazioni.

Personaggi citati:

  • Omar Abdulkadir Artan
  • Gianni Infantino
  • Donald Trump
  • Marco Rubio
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