Caporali cinesi del lavoro tessile, misure cautelari per quattro persone nel prato
Indagini della Procura di Prato sui presunti reati legati allo sfruttamento del lavoro e all’intermediazione illecita hanno portato a nuove misure cautelari nei confronti di quattro caporali cinesi indicati come fornitori di capi di abbigliamento per Piazza Italia, realtà sottoposta a amministrazione giudiziaria dallo scorso febbraio. Il provvedimento rappresenta la seconda tappa delle attività investigative su un presunto sistema capace, secondo le accuse, di generare profitti attraverso ritmi produttivi straordinari e condizioni di lavoro gravose.
misure cautelari per caporali cinesi e presunto sfruttamento del lavoro
La Procura di Prato contesta episodi che, stando alle ricostruzioni, avrebbero coinvolto imprenditori cinesi in grado di arricchirsi costringendo i dipendenti a lavorare a ritmi indicati come abnormi. Secondo l’impostazione accusatoria, la produzione si svolgerebbe sette giorni su sette, con turni che arriverebbero a tredici-quattro ore al giorno, in un contesto di sovraffollamento descritto come un dormitorio situato a pochi metri dalla fabbrica.
Le misure riguardano quattro indagati che, per quanto emerge dalle contestazioni, appartengono allo stesso nucleo familiare. Il quadro delineato dai magistrati individua responsabilità differenti in base ai ruoli assegnati nell’ambito dell’organizzazione economica e produttiva.
provvedimenti del gip: arresti domiciliari e restrizioni per interdizione
Per il titolare occulto di due società, di 53 anni, il Gip ha disposto arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le società indicate sono Infinity Design di Tang Xiyan e Chic Girl s.r.l..
Per moglie, figlio e nuora sono stati invece adottati provvedimenti specifici: oltre al divieto di dimora nella provincia di Prato, è prevista anche l’interdizione all’esercizio di impresa per la durata di un anno.
indagini della finanza e contributo dei presidi territoriali
Le attività investigative si sono avvalse del contributo del nucleo Pef della Finanza, dei vigili urbani e del gruppo antisfruttamento dell’Asl Toscana Centro. È richiamato che il gruppo antisfruttamento è stato recentemente rafforzato dal governatore Eugenio Giani.
Le risultanze poste alla base dell’impianto accusatorio evidenziano che le ditte degli indagati avrebbero gestito un notevole flusso di rapporti commerciali con diversi committenti. Nel perimetro indicato compaiono aziende e brand con il ruolo di destinatari della produzione.
piazza italia e amministrazione giudiziaria: la produzione esternalizzata
Tra i committenti citati figura Piazza Italia, descritto come brand con punti vendita in franchising diffusi sul territorio nazionale. Nella ricostruzione riportata in una nota attribuita al procuratore Luca Tescaroli, viene indicato che dal 2022 fino a oggi, quindi per oltre un triennio, Piazza Italia avrebbe esternalizzato una parte significativa della produzione di capi di abbigliamento avvalendosi delle imprese oggetto delle indagini.
Questa dinamica è indicata come ragione per cui, a febbraio, la Procura ha ottenuto dal Tribunale di Firenze la misura dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di Piazza Italia. I magistrati toscani vengono descritti come impegnati in una strategia multilivello orientata a colpire sia chi esercita lo sfruttamento sia chi trae vantaggio dalla possibilità di approvvigionarsi a prezzi ultrascontati attraverso la filiera dello sfruttamento.
Secondo quanto prospettato, il meccanismo contestato sarebbe in grado di generare un guadagno fino a circa il 300% rispetto ai costi di produzione.
focus nominativi: caporali e ruoli citati nelle contestazioni
All’interno delle informazioni riportate compaiono figure e soggetti direttamente nominati nel contesto delle misure e delle ricostruzioni.
- Tang Xiyan
- Luca Tescaroli
- Eugenio Giani
