Giappone paradiso delle spie russe: cosa rivela il nyt

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Giappone paradiso delle spie russe: cosa rivela il nyt

Un luogo apparentemente ordinario, nei piani alti di un grattacielo a Tokyo, è finito al centro di una ricostruzione che riaccende i riflettori sullo spionaggio e sulle reti capaci di muoversi tra affari, burocrazia e coperture istituzionali. L’attenzione internazionale si concentra sull’ufficio di Aeroflot a Tokyo, associato, secondo una corposa inchiesta pubblicata dal New York Times, a un possibile ruolo operativo all’interno di una più ampia attività attribuita all’intelligence russa.

ufficio di aeroflot a tokyo e accuse di spionaggio russo

Ai piani alti della Toranomon Kotohira Tower, l’ufficio della compagnia Aeroflot viene indicato come un punto di riferimento per manovre riconducibili alla Russia. L’inchiesta, diffusa il 12 luglio, racconta che, tra le centinaia di spie russe espulse dai Paesi occidentali dopo l’invasione dell’Ucraina, diverse persone avrebbero scelto il Giappone come base, presentandosi come diplomatici o uomini d’affari.

Secondo le ricostruzioni riportate, un alto ufficiale militare russo avrebbe operato proprio dall’ufficio di Aeroflot a Tokyo. La descrizione delle attività fa riferimento al presunto coordinamento del contrabbando in Russia di rifornimenti acquistati in Giappone, inclusi dispositivi ad alta tecnologia, con una copertura basata sull’essere dipendente della compagnia aerea.

componenti “made in japan” nei sistemi d’arma russi

L’inchiesta richiama anche dati forniti dal governo ucraino. In base a quanto riportato, il 90% dei missili e dei droni russi conterrebbe componenti “Made in Japan”.

La ricostruzione cita il fatto che l’Ucraina aveva già fornito al Giappone elenchi relativi a componenti recuperate, con produzioni attribuite ad alcune tra le principali aziende giapponesi, tra cui Panasonic, Nippon Electric e Toshiba. Nei documenti, secondo quanto riportato, non sarebbe presente una prova che le aziende avessero venduto consapevolmente i propri prodotti alla Russia. La dinamica descritta indicava piuttosto che i beni fossero stati spediti in altri Paesi, come il Vietnam, per poi essere rivenduti.

reazioni giapponesi e posizione del governo

La pubblicazione ha avuto un’eco rapida a livello internazionale, con rilanci sui principali organi di stampa. In Giappone, l’argomento viene trattato con tempi graduali, mentre emergono domande su come fosse stato possibile non accorgersi, oppure non intervenire in modo efficace, sulla presunta esistenza di un’area operativa favorevole allo spionaggio.

Interpellato riguardo all’ipotesi secondo cui il Giappone potrebbe essere diventato una base centrale per attività di intelligence russe, il segretario capo del Gabinetto Minoru Kihara non avrebbe fornito dettagli. La risposta riportata è che si sarebbe a conoscenza della notizia, ma trattandosi di una questione individuale si sarebbe preferito non commentare.

ministero degli affari esteri e collaborazione con gli alleati

Dal Ministero degli Affari Esteri risulta che il governo avrebbe sempre collaborato con gli alleati occidentali per vietare l’esportazione di beni di natura militare verso la Russia. Sullo sfondo resta però la ricostruzione secondo cui le attività attribuite alle spie russe si sarebbero svolte per anni senza un efficace contrasto.

distanze strategiche e collegamenti con le indagini

Le ricostruzioni riportano anche un elemento logistico: l’ufficio di Aeroflot a Tokyo si troverebbe a circa dieci minuti a piedi dalla sede dell’Agenzia nazionale di polizia, dedicata alle indagini su casi di spionaggio.

Funzionari dei servizi segreti occidentali sostengono che dall’ufficio al 22° piano dell’edificio, nel quartiere di Toranomon dove hanno sede importanti società e uffici d’affari, l’agente della 20ª Direzione di Tokyo avrebbe condotto operazioni illecite.

arresto in giappone e presunta rete di raccolta di informazioni

Secondo le informazioni riportate, indagini su possibili casi di spionaggio erano già in corso. A luglio, la polizia della Prefettura di Kanagawa ha arrestato un uomo di settant’anni, sospettato di essere stato tra i più recenti giapponesi presi di mira da agenti dei servizi segreti russi allo scopo di ottenere informazioni riservate in cambio di denaro e altri compensi.

sospetti su un intermediario e contestazione di frode informatica

Le autorità ritengono che il 42enne di nazionalità russa che avrebbe ottenuto dal settantenne informazioni riservate fosse una spia. L’uomo sarebbe quindi stato deferito alla procura con l’accusa di frode informatica.

contromisure per lo spionaggio e nuovo assetto dell’intelligence

Un articolo pubblicato su Japan Times riporta che, nell’ambito di un impegno più ampio volto a potenziare le capacità di intelligence del Giappone, il governo intenderebbe accelerare il dibattito sulle contromisure per arginare lo spionaggio straniero. La stessa fonte indica anche la volontà di rivedere la formazione del personale dei servizi segreti.

In parallelo restano le preoccupazioni relative alla possibilità che misure di contrasto possano incidere sui diritti umani.

consiglio nazionale di intelligence e riorganizzazione degli uffici

In termini operativi, è previsto l’avvio del Consiglio Nazionale di Intelligence, in seguito a una nuova legge approvata a maggio. Il consiglio sarà presieduto dalla prima ministra Takaichi Sanae e avrà l’obiettivo di rafforzare controllo sulla raccolta e sull’analisi delle informazioni, definire un quadro di riferimento e migliorare il coordinamento tra governo e agenzie.

L’attività di raccolta e analisi dell’intelligence verrà svolta da un nuovo ufficio nazionale istituito presso la Segreteria del Consiglio dei Ministri. L’attuale ufficio verrà riorganizzato e potenziato con un organico iniziale di 700 dipendenti.

Il quadro complessivo restituisce una sequenza di presunte connessioni tra presenze sul territorio, movimentazione di materiali e attività informative, con conseguenti indirizzi di rafforzamento e riorganizzazione pensati per migliorare gestione, coordinamento e capacità di contrasto.

figure citate nelle ricostruzioni e nelle misure di governo

  • Minoru Kihara (segretario capo del Gabinetto)
  • Takaichi Sanae (prima ministra)
  • uomo di 70 anni (arrestato dalla polizia della Prefettura di Kanagawa)
  • uomo di 42 anni (nazionalità russa, deferito alla procura)
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