Venezuela, chi è Dinorah Figuera e perché tratta con il chavismo
La politica venezuelana entra in una fase nuova e decisiva, con un confronto che sposta l’attenzione dalle dinamiche di potere più note verso la costruzione di un perimetro istituzionale. Al centro della scena emerge Dinorah Figuera, figura legata all’Assemblea Nazionale eletta nel 2015, impegnata in un dialogo con Jorge Rodríguez per definire una roadmap orientata alla riforma del sistema elettorale e alla ricostruzione istituzionale del Paese. Il tavolo non coinvolge la leader dell’opposizione più associata, fino a poco tempo fa, al negoziato internazionale, e questo rende l’evento particolarmente rilevante per comprendere la strategia in formazione attorno alla futura transizione.
dinorah figuera e jorge rodríguez: la roadmap della transizione venezuelana
Dinorah Figuera è tornata a Caracas dopo anni di esilio in Spagna e, da presidente dell’Assemblea Nazionale eletta nel 2015, siede oggi al confronto con Jorge Rodríguez, presidente dell’attuale Assemblea controllata dal chavismo. L’obiettivo dichiarato del dialogo riguarda la definizione di un percorso che dovrebbe condurre a riforme elettorali e alla ricostruzione istituzionale del Venezuela.
La portata politica dell’incontro viene letta anche come un segnale emerso dopo il sequestro del presidente Nicolás Maduro il 3 gennaio. La decisione di far sedere Figuera e Rodríguez suggerisce una traiettoria negoziale capace di trasformare il contenuto del confronto, orientandolo verso aspetti istituzionali e procedurali.
costituzione e calendario politico: l’articolo 234 come punto di svolta
La dinamica non viene ricondotta soltanto a ricostruzioni giornalistiche legate al terremoto del 24 giugno oppure a un improbabile riavvicinamento tra chavismo e opposizione. L’elemento determinante, secondo la ricostruzione proposta, nasce dalla convergenza tra tempo costituzionale e tempo politico.
articolo 234 e assenza temporanea del presidente
Il riferimento centrale è l’articolo 234 della Costituzione venezuelana, che disciplina l’assenza temporanea del presidente della Repubblica. Dopo il sequestro di Maduro da parte degli Stati Uniti, il Tribunale Supremo di Giustizia ha qualificato la situazione come un’assenza temporanea, consentendo alla vicepresidente esecutiva Delcy Rodríguez di esercitare le funzioni presidenziali.
Questa impostazione ha assicurato la continuità dello Stato, ma ha prodotto una zona grigia costituzionale. Con lo scadere dei 180 giorni previsti dalla norma, all’inizio di luglio, il nodo non può più essere rinviato: resta aperta la domanda su quanto a lungo possa essere considerata temporanea un’assenza legata a un evento non contemplato in modo esplicito dalla Costituzione.
attori del negoziato: la legittimità di figuera rispetto alla leadership di machado
Il quadro giuridico non è l’unico fattore. La svolta viene fatta dipendere anche dall’identità dei soggetti coinvolti. Per anni la comunità internazionale ha associato l’opposizione venezuelana a María Corina Machado, indicata come Premio Nobel per la Pace e come leader in grado di mobilitare un vasto consenso popolare, diventando il principale riferimento dell’antichavismo.
Nel negoziato, però, questo riferimento non coincide con chi gestisce il dialogo: l’interlocutrice istituzionale in prima linea risulta essere Dinorah Figuera, caratterizzata da una legittimazione diversa rispetto a quella costruita sulla leadership politica di massa.
percorso istituzionale di dinorah figuera
Dinorah Figuera è medica chirurga. È stata militante di La Causa Radical e poi dirigente di Primero Justicia. Nel 2015 è stata eletta deputata nell’Assemblea Nazionale e, dopo la repressione seguita alle proteste del 2017, ha lasciato il Venezuela per rifugiarsi in Spagna. Dal 2023 presiede la continuità istituzionale dell’Assemblea eletta nel 2015.
Secondo la ricostruzione, gli Stati Uniti continuano a considerare quel Parlamento un’espressione della legittimità democratica venezuelana. Pur non essendo una leader di massa e non avendo lo stesso peso elettorale attribuito a Machado, Figuera concentra la propria forza nella rappresentanza di un’istituzione.
distinzione tra leadership politica e rappresentanza istituzionale
Il ritorno di Figuera a Caracas e l’avvio delle trattative con Jorge Rodríguez vengono interpretati come un segnale di una progressiva separazione tra due livelli finora sovrapposti: la leadership politica dell’opposizione e la rappresentanza istituzionale della transizione.
María Corina Machado continua a incarnare il riferimento politico per una parte significativa della società. Dinorah Figuera, invece, appare chiamata a svolgere una funzione diversa, legata a un processo che dovrà affrontare questioni giuridiche delicate, tra cui la ricostruzione del Consiglio Nazionale Elettorale e le garanzie per future consultazioni.
Questa distinzione contribuisce anche a chiarire il comportamento del chavismo. Rodríguez non avvia il dialogo con la principale leader dell’opposizione, ma con la presidente dell’ultima Assemblea Nazionale riconosciuta dagli Stati Uniti. Così il confronto viene spostato dal terreno dello scontro politico a quello della ricostruzione istituzionale, con l’effetto di evitare almeno in questa fase il nodo più divisivo connesso alla competizione elettorale.
terremoto del 24 giugno e stabilità per la ricostruzione
Anche il terremoto del 24 giugno viene indicato come fattore che incide sull’evoluzione della trattativa. La gestione della ricostruzione richiede stabilità amministrativa, cooperazione internazionale e un quadro istituzionale in grado di attrarre sostegno esterno.
In questa prospettiva il negoziato non nasce esclusivamente dalla crisi costituzionale aperta dal sequestro di Maduro. A ciò si aggiunge l’esigenza di costruire un governo capace di affrontare un’emergenza considerata tra le più gravi della storia recente del Paese. La nuova roadmap viene dunque letta come tentativo di creare un percorso condiviso che restituisca prevedibilità alle istituzioni venezuelane dopo mesi caratterizzati dall’eccezionalità.
La transizione viene descritta come meno focalizzata su una vittoria di una parte sull’altra e più concentrata sulla ricostruzione delle regole del gioco.
edmundo gonzález urrutia escluso dalla nuova architettura negoziale
All’interno della ricostruzione emerge un profilo progressivamente marginalizzato: Edmundo González Urrutia. Dopo essere stato riconosciuto da numerosi governi occidentali come presidente eletto del Venezuela, il suo ruolo appare sempre più marginale nel processo negoziale.
Nel quadro annunciato tra chavismo e Assemblea Nazionale del 2015, il suo nome non compare: gli interlocutori indicati sono altri. María Corina Machado continua a rappresentare il riferimento politico dell’opposizione, mentre Dinorah Figuera viene presentata come garante istituzionale del negoziato. In assenza di un coinvolgimento esplicito del suo profilo, González rischia di rimanere sospeso tra il riconoscimento internazionale ottenuto nel 2024 e un processo politico che, almeno per ora, si riorganizza senza di lui.
Personaggi coinvolti e citati:
- Dinorah Figuera
- Jorge Rodríguez
- Nicolás Maduro
- Delcy Rodríguez
- María Corina Machado
- Edmundo González Urrutia
