Trump accusa la Cina: rubati i di 220 milioni di elettori

• Pubblicato il • 5 min
Trump accusa la Cina: rubati i  di 220 milioni di elettori

Donald Trump torna a intervenire in prima serata con un discorso alla nazione che rilancia dubbi sui risultati delle precedenti elezioni e concentra l’attenzione su accuse rivolte alla Cina. L’obiettivo dichiarato è alimentare la preoccupazione per la tenuta del sistema elettorale statunitense in vista delle midterm di novembre, prospettando vulnerabilità e minacce esterne che, secondo la sua ricostruzione, metterebbero a rischio l’integrità del voto.

trump discorso alla nazione: violazione dei dati e accusa alla cina sul voto 2020

Nel parlare del voto del 2020, quello che ha visto l’affermazione del democratico Joe Biden, Trump collega la propria denuncia al comportamento della Repubblica Popolare Cinese. Il presidente afferma che documenti recentemente declassificati mostrerebbero che Pechino avrebbe perpetrato, nel corso di diversi anni a partire dal ciclo elettorale del 2020, quella che definisce la più grande violazione di dati elettorali della storia.

La cifra indicata da Trump riguarda l’acquisizione illecita dei dati di 220 milioni di elettori statunitensi. Tra le informazioni indicate figurano nomi, indirizzi, numeri di telefono, preferenze politiche e altri dati sensibili necessari, secondo la sua esposizione, alla registrazione al voto e ad altre attività illecite.

cina avrebbe assegnato un’unità per l’analisi dei dati

Trump descrive la perdita di dati come un incubo senza precedenti per la sicurezza elettorale. L’accusa si estende anche all’organizzazione del presunto attacco: secondo quanto sostenuto dal tycoon, le informazioni di intelligence indicherebbero che la Cina avrebbe assegnato un’unità specifica per l’analisi dei dati legati a questo nuovo progetto.

Da qui la linea centrale del discorso: le elezioni americane sarebbero vulnerabili ai brogli e al rischio che i dati elettorali vengano rubati. Trump collega la questione direttamente all’esigenza di difesa del processo democratico.

l’obiettivo dichiarato: proteggere le midterm di novembre

Annunciando la sua intenzione di agire, Trump assicura che lavorerà con le autorità locali per mettere al sicuro le elezioni di novembre dalle “debolezze” che, secondo la sua ricostruzione, sarebbero emerse. L’impostazione del messaggio ruota attorno alla necessità di un sistema sicuro e affidabile, sostenendo che quello attuale sarebbe debole e non all’altezza degli standard di sicurezza.

desecretare nuovi documenti: interferenze straniere e casi citati

Trump afferma l’intenzione di desecretare ulteriori documenti volti a dimostrare le vulnerabilità del sistema elettorale anche rispetto alle interferenze straniere. Nel corso del discorso vengono citati casi collegati al Venezuela e alla Cina.

Secondo quanto riferito da Trump, la Cia avrebbe ottenuto informazioni su un complotto attribuito al regime di Nicolas Maduro per truccare le elezioni americane del 2020. Il presidente sostiene inoltre che la Cina “non voleva” la sua vittoria e avrebbe mirato ad aiutare Joe Biden.

accuse di tentativi di schede illegali e presunto insabbiamento

Nel delineare la sua versione dei fatti, Trump aggiunge che Pechino avrebbe tentato anche di fabbricare schede illegali per l’ex presidente. Sul tema della mancata diffusione pubblica di tali informazioni, Trump dichiara che nessuno ne ha parlato e sostiene che il presunto “Deep State” avrebbe provato a sopprimere la rivelazione.

Trump afferma di aver dato indicazioni alle agenzie competenti per indagare sull’insabbiamento delle interferenze cinesi.

reazioni e verifiche: critiche di newsom e dubbi dei media

Dopo il discorso, arriva una replica immediata dalle posizioni democratiche. Il governatore della California Gavin Newsom, secondo la ricostruzione riportata, risponde sostenendo che le frodi elettorali sarebbero estremamente rare e quasi sempre commesse da cittadini americani. Le affermazioni del presidente incontrano anche perplessità fuori dall’area politica.

fox: impossibilità di corroborare le dichiarazioni

Tra le reazioni mediatiche emerge quella di Fox. I reporter del network dichiarano di non essere in grado di corroborare le dichiarazioni di Trump sul voto. Lo stesso canale risulta tra quelli che hanno trasmesso in diretta il discorso del presidente.

boicottaggi e timori: mancata trasmissione su altre piattaforme

Altri media scelgono invece di non trasmettere il discorso in tv, preferendo la presenza su altre piattaforme. La motivazione indicata è la mancanza di convinzione sulla rilevanza del messaggio e la preoccupazione per la possibilità che il contenuto possa diffondere bugie.

attacco ai media e minaccia di revoca licenze

Nel corso del discorso Trump si scaglia anche contro i giornalisti e i network che non hanno scelto di trasmetterlo. Secondo quanto riportato, il presidente accusa Abc e Nbc di aver deciso di non trasmettere il discorso perché, a suo dire, sarebbero coinvolti in un sistema corrotto e parte di un presunto complotto per proteggere la sinistra.

Trump arriva fino a formulare una minaccia pubblica: davanti a milioni di americani, sostiene di poter procedere con la revoca delle loro licenze.

preoccupazioni politiche: legame con l’assalto al congresso e timori sulle elezioni

Le teorie sul voto rubato, secondo quanto riportato, sono state alla base dell’assalto al Congresso del 6 gennaio. In questo scenario, una nuova accusa al sistema elettorale viene descritta come potenziale tentativo di mettere le mani sul sistema elettorale o di federalizzarlo. Un ulteriore timore citato riguarda la possibilità di costruire i presupposti per dichiarare un’emergenza poco prima del voto di novembre, mentre i sondaggi indicano repubblicani come possibili sfavoriti.

personalità citate nel racconto

  • Donald Trump
  • Joe Biden
  • Gavin Newsom
  • Nicolas Maduro
Trump contro la Cina: “Ha rubato i dati di 220 milioni di elettori Usa, è la più grande violazione della storia. Nostro sistema elettorale è vulnerabile”

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