Terremoto, sopravvivenza dopo otto giorni sotto le macerie: il miracolo che sfida la scienza
Restare intrappolati sotto le macerie per otto giorni dopo un terremoto è un evento che appare quasi impossibile. Nel caso del sisma che ha colpito il Venezuela, una storia ha riacceso l’attenzione sulla resistenza umana e sulle condizioni che possono trasformare un’emergenza in una possibilità di salvezza. Hernan Gil, guardia giurata di 43 anni impiegato a Catia La Mar, è stato estratto dopo essere rimasto sotto i detriti di un edificio di sette piani quasi completamente raso al suolo. A poche ore di distanza, un bambino di tre anni è stato recuperato vivo dopo sei giorni trascorsi sotto le macerie, con una sequenza di ritrovamenti che riporta al centro domande cruciali: come può essere possibile sopravvivere così a lungo e quali fattori incidono davvero sulle probabilità?
come si può sopravvivere a un sisma dopo 72 ore
Secondo Mario Raviolo, direttore della Maxiemergenza 118 dell’Asl Cn1, si tratta di casi rari, se non rarissimi. Dopo un terremoto come quello accaduto in Venezuela, intervengono più variabili che determinano l’equilibrio possibile tra ambiente estremo e capacità dell’organismo di resistere. La sopravvivenza oltre la soglia critica viene collegata a elementi concreti del contesto, tra cui:
- il luogo, quindi la possibilità per il superstite di muoversi in piccoli spazi sotto le macerie;
- l’accesso a fonti per idratazione;
- le temperature, distinguendo se la persona resta in profondità o in superficie.
Raviolo evidenzia inoltre un ulteriore passaggio determinante: le condizioni di salute preesistenti. Lo stato generale prima della catastrofe incide sulla tenuta complessiva. La probabilità viene descritta come più favorevole per un ragazzo o un bimbo, rispetto a un anziano già in condizioni non ottimali.
In sintesi, Raviolo indica che è possibile arrivare a 1-2 casi di sopravvissuti a un sisma oltre le 72 ore, se le circostanze riescono a sostenere la resistenza dell’organismo.
tre fattori decisivi: spazio, idratazione e temperatura
La spiegazione tecnica ruota intorno a tre condizioni operative e ambientali che devono convergere. In primo luogo, la presenza di uno spazio ridotto ma utilizzabile può permettere movimenti necessari per mantenere una certa funzionalità. In secondo luogo, l’idratazione diventa un elemento determinante: l’accesso a risorse anche minime può fare la differenza tra la sopravvivenza e il rapido deterioramento. Infine, la gestione del calore e del freddo influenza l’equilibrio del corpo, distinguendo tra situazioni in cui la persona resta al riparo, e situazioni più esposte.
psicologia del soccorso: speranza e segnali sonori
Nei salvataggi miracolosi un ruolo rilevante viene attribuito anche all’aspetto psicologico. Raviolo sottolinea che chi è intrappolato spesso percepisce voci e rumori dei soccorritori. Sapere che qualcuno sta cercando una persona diventa una forma di ancora di salvezza a cui aggrapparsi per resistere, soprattutto quando le condizioni impongono sforzi continui e livelli di stress elevati. Secondo questa impostazione, l’attaccamento alla speranza aumenta la forza necessaria per attraversare momenti estremi.
Riguardo alle modalità di ricerca, viene richiamato l’uso delle attrezzature da parte dei Vigili del Fuoco. Le procedure includono fasi con strumenti che producono rumore, seguite da richieste di silenzio per permettere l’utilizzo di sonde capaci di captare i rumori del disperso.
perché in Venezuela aumentano decessi e dispersi
Le conseguenze del terremoto vengono spiegate anche attraverso l’entità e la natura della distruzione. Raviolo collega un numero elevato di decessi e dispersi alla presenza di una devastazione considerata pesantemente rara rispetto a quanto ci si potrebbe attendere. Vengono citati crolli di molti edifici, descritti come eccessivi rispetto alla gravità del sisma. Il terremoto è indicato come di magnitudo oltre 7, ma viene osservato che eventi di livello simile, in contesti differenti, non avrebbero necessariamente prodotto lo stesso impatto. In particolare, viene richiamato che in Giappone un evento del genere non avrebbe portato a conseguenze analoghe.
prospettive future: nuove persone vive tra i soccorsi
Alla domanda sulla possibilità di trovare ancora superstiti nei giorni successivi, la risposta resta aperta ma improntata alla prudenza. L’indicazione finale è che tutto è possibile, anche se il ritrovamento di altre persone vive sarebbe un grande miracolo.
persone citate
- Hernan Gil
- Mario Raviolo