Spaghetti alla nerano: indagato il titolare del ristorante dopo la violazione dei sigilli e la sospensione di tre mesi

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Spaghetti alla nerano: indagato il titolare del ristorante dopo la violazione dei sigilli e la sospensione di tre mesi

Gli spaghetti alla Nerano raccontano una storia nata nel 1952 tra sapori e intuizioni, in una cornice che guarda il mare da Massa Lubrense verso Capri. Accanto a quella tradizione, il ristorante che ne custodisce il nome e l’identità, legato alla fondatrice Maria Grazia, si ritrova al centro di un provvedimento giudiziario che può incidere in modo rilevante sull’attività.

spaghetti alla nerano: origine e collegamento al ristorante

La nascita degli spaghetti alla Nerano viene fatta risalire a un’idea di una cuoca chiamata Rosa e di un cliente abituale. Il piatto prende forma con ingredienti precisi: zucchine fritte, provolone del monaco, burro ed erbe. La scena resta quella di una delizia preparata in riva al mare, osservando il tratto di costa che da Massa Lubrense si dirige verso Capri.

Il collegamento con il luogo avviene presso il ristorante Maria Grazia, così denominato in riferimento alla fondatrice e alla madre della signora Rosa. La struttura viene descritta come una leggenda della ristorazione lubrense con risonanza anche nazionale.

provvedimento giudiziario: interdizione e periodo di stop

Il locale rischia di chiudere per un periodo di tre mesi a causa di un intervento dell’autorità giudiziaria. Il Gip di Torre Annunziata ha infatti interdetto il legale rappresentante della società titolare del ristorante, fino ai primi giorni di ottobre, da ogni attività imprenditoriale, di ristorazione e di catering.

Il provvedimento cautelare nasce da un interrogatorio preventivo per una contestazione ritenuta grave: violazione dei sigilli. Nella ricostruzione, l’atto sarebbe stato compiuto dal custode giudiziario, circostanza che viene indicata come fattore che aggrava l’ipotesi di reato.

violazione dei sigilli: ricostruzione della procura

La procura guidata da Nunzio Fragliasso fornisce le ragioni in una nota, ricostruendo i passaggi che portano alla situazione attuale. Il punto di partenza viene collocato al 17.12.2005, quando la Guardia Costiera appone i sigilli ad alcune opere del locale. Tra queste viene citata una parte della pedana su palafitte, dove insistono alcuni tavoli del ristorante.

pedana su palafitte e concessione demaniale

Le palafitte, secondo quanto ricostruito, ricadono sul demanio marittimo. Al termine della stagione balneare non sarebbero state rimosse, anzi risultavano putrellate col cemento. La contestazione del pm riguarda l’eventuale violazione delle regole della concessione demaniale: la prassi indicata prevedrebbe lo smontaggio in autunno e il rimontaggio con il rientro della bella stagione.

procedimenti e area affidata in custodia

Il fascicolo originario era stato aperto per reati edilizi e paesaggistici, oltre che per occupazione abusiva del demanio marittimo. Alla zona sequestrata era stata assegnata la custodia al titolare del ristorante.

permesso per accertamenti tecnici e uso del tempo sequestrato

Da quanto riportato, l’indagato nei mesi scorsi avrebbe ottenuto un accesso all’area sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. L’accesso sarebbe stato richiesto dichiarando l’intenzione di effettuare accertamenti tecnici per mettersi in regola. La ricostruzione indicata sostiene invece che quel permesso sia stato impiegato per riverniciare la pedana sequestrata.

controllo del 21 giugno e rinvenimento della pedana ripristinata

Il 21 giugno, nel corso di un controllo originato da una segnalazione, la Guardia Costiera avrebbe trovato la situazione corrispondente a un’attività realizzata successivamente al permesso. La pedana sarebbe stata ripulita, con la rimozione dei nastri biancorossi, e i tavolini risultavano pieni di clienti.

stato operativo del ristorante e verifiche amministrative

Sul piano operativo viene precisato che tecnicamente il ristorante non è stato chiuso. Il pm sta procedendo con la notifica del provvedimento agli organi amministrativi competenti del Comune, con l’obiettivo di verificare la situazione relativa all’assetto societario e alla gestione del locale.

La verifica dovrà anche chiarire se il nominativo dell’indagato coincida con una figura indispensabile per il proseguimento dell’attività oppure se il ruolo possa essere ricoperto in modo diverso nel quadro previsto.

figure citate nel procedimento

Nunzio Fragliasso (procura), Guardia Costiera (controlli e apposizione dei sigilli), Gip di Torre Annunziata (provvedimento cautelare), Rosa (intuizione legata agli spaghetti alla Nerano), Maria Grazia (fondatrice a cui è intitolato il ristorante).

Rischia la chiusura il ristorante dove nacquero gli “spaghetti alla Nerano”: il titolare indagato e sospeso per tre mesi con l’accusa di violazione dei sigilli
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Categorie: Cronaca

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