Rally di roma zega ordine infermieri lazio il futuro è la proattività

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Rally di roma zega ordine infermieri lazio il futuro è la proattività

La prevenzione e la proattività stanno ridefinendo il modo in cui viene pensato il percorso assistenziale dei pazienti, con un’attenzione specifica alla gestione sul territorio per ridurre i ritorni in ospedale. Nel contesto della presentazione del progetto “Un consiglio in salute”, promosso dal Consiglio regionale del Lazio in occasione del Rally di Roma Capitale (in programma dal 3 al 5 luglio), è stato sottolineato il valore di anticipare il danno clinico, trasformando la presa in carico da modello lineare a modello più circolare e integrato.

“un consiglio in salute” e la visione della proattività

Maurizio Zega, presidente dell’Ordine degli Infermieri di Roma, ha partecipato all’iniziativa spiegando come da circa cinque anni esistano consigli direttivi congiunti con Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma. Le proposte avanzate insieme alla Regione Lazio sono confluite in una delibera di giunta, scelta collegata all’idea che la proattività debba affiancare la prevenzione come principio operativo.

anticipare il danno clinico per gestire il paziente sul territorio

Secondo la prospettiva illustrata da Zega, il punto centrale riguarda la capacità di intervenire prima che la condizione clinica peggiori. Nel caso dello scompenso cardiaco, è stato richiamato un elemento concreto: un paziente tende a tornare in ospedale. L’obiettivo indicato è far sì che tale ritorno avvenga più tardi, grazie a una gestione efficace sul territorio.

il passaggio da percorso lineare a percorso circolare

Il ragionamento presentato evidenzia una modifica della visione del percorso del paziente. Finché l’approccio è stato principalmente lineare, la sequenza descritta riguarda salute, malattia, cura e quindi ritorno in società. Con l’invecchiamento della popolazione, lo scenario cambia, rendendo necessario immaginare un percorso non più lineare, bensì circolare, con il ritorno verso l’ospedale inserito in un sistema più ampio.

specialista clinico e infermiere come asse del percorso

Nel modello circolare delineato, il “diametro” del ritorno in ospedale viene rappresentato dal lavoro congiunto tra specialista clinico e infermiere che assiste il paziente. La gestione integrata diventa quindi il riferimento per mantenere continuità assistenziale e clinica, puntando a una risposta coerente rispetto alla stabilizzazione raggiunta.

riproposizione sul territorio della risposta clinica già prevista in ospedale

In sintesi, quanto viene proposto si concentra sulla riproduzione sul territorio di ciò che avviene in ospedale. È stato indicato che un’insufficienza cardiaca stabilizzata in reparto, una volta riportata sul territorio, deve ricevere una risposta identica sia sul piano assistenziale sia sul piano clinico.

personaggi citati

  • Maurizio Zega
  • Antonio Magi
Categorie: PoliticaSalute

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