Protesta a venezia contro larrivo del mega yacht dellambasciatore fertitta
Una protesta simbolica si prepara a Venezia, mentre la città avrà il passaggio di uno dei principali rappresentanti diplomatici degli Stati Uniti. Al centro dell’iniziativa c’è uno striscione lungo 117 metri, evocato come lo stesso scenario evocato dalla presenza di uno yacht di grandi dimensioni, in vista dello spettacolo dei “foghi” del Redentore.
protesta a venezia contro la presenza dell’ambasciatore statunitense
Negli spazi della Riva Sette Martiri, attivisti del Laboratorioccupato Morion hanno srotolato un lenzuolone con lo slogan “Venezia non si Usa – No war, fuck Trump, fuck Fertitta”. Parallelamente sono stati accesi fumogeni colorati e sono state rilasciate in acqua decine di mine simboliche, presentate come elementi rappresentativi delle politiche guerrafondaie attribuite agli Stati Uniti e al presidente Trump.
striscione e contenuto del messaggio di protesta
Il gruppo “Venezia non si Usa” ha diffuso un documento che collega la protesta al contesto umanitario e alle scelte politiche attribuite alla presidenza statunitense. Nel testo viene segnalato che il genocidio in Palestina non si sarebbe fermato e che migliaia di civili morrebbero sotto le bombe, con l’aggiunta che le crisi internazionali avviate da Trump aumenterebbero precarietà e costo della vita.
La nota richiama poi il tour chiamato Freedom Coastal Diplomacy, descritto come organizzato dall’ambasciatore americano sul mega yacht di 117 metri per 32 di altezza. La cifra indicata per il valore della piattaforma è 450 milioni di dollari, con la presenza di diverse piscine, due elicotteri e mezzi anfibi a bordo.
critiche e accuse: guerre, complicità e interessi economici
Nel documento viene sottolineato che l’atteggiamento dell’ambasciatore non riguarderebbe soltanto Venezia, ma sarebbe presentato come espressione della politica trumpiana. Il tour nei porti italiani sarebbe descritto come un modo per celebrare i “valori americani” e l’“amicizia tra Italia e USA”, mentre il testo sostiene che tali valori indicherebbero guerra, complicità con il genocidio in Palestina e strapotere di interessi economici legati a moderni oligarchi.
Tra gli esempi richiamati nella nota compaiono il Board of Peace, gli attacchi a Iran e Venezuela, la corsa al riarmo e la presenza di basi USA anche nei territori italiani.
contesto cittadino e obiettivo della manifestazione
Secondo le indicazioni fornite, diversi elementi convergeranno nella protesta, soprattutto in un momento in cui le tensioni diplomatiche tra Italia e Usa sarebbero aumentate. La città viene descritta come particolarmente esposta al turismo di massa, con la percezione che la presenza ingombrante di Fertitta venga vissuta come un’intrusione in una festa dei veneziani: si parla di imbarcazioni piccole occupanti il Bacino e della cornice di decine di migliaia di persone che raggiungono le rive di San Marco.
L’appuntamento viene fissato per venerdì 17 luglio. È specificato che la Festa del Redentore sarà celebrata il 18. L’intento dichiarato è accogliere l’ambasciatore “a dovere” con una grande manifestazione finalizzata a dimostrare che Venezia non si piegherà né all’ambasciatore, né a Trump e alle politiche attribuite, né a qualsiasi altro miliardario.
ambasciatore statunitense e date: cosa viene indicato
Nel quadro riportato, l’arrivo dell’ambasciatore viene collegato alla data del 17 luglio per assistere allo spettacolo dei “foghi” del Redentore, con il passaggio descritto in concomitanza con la festa che si terrà il 18.
personalità citate nella protesta
- Tilman J. Fertitta
- Donald Trump
