Nazionali e nazionalismi: perché per la destra oggi è più difficile usare calcio e mondiali per la propaganda politica

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Nazionali e nazionalismi: perché per la destra oggi è più difficile usare calcio e mondiali per la propaganda politica

Il calcio, più di qualunque altro sport, continua a esercitare un’attrazione particolare sulla politica. Una Nazionale che vince un Mondiale diventa un’immagine immediata di forza, coesione e capacità di imporsi. Proprio per questo, nel corso del tempo, governi e partiti di orientamenti diversi hanno spesso provato a legare i propri messaggi ai successi sportivi. Il risultato è una dinamica ormai familiare: la maglia della Nazionale si trasforma in simbolo di identità collettiva, e il trionfo viene letto come vittoria della patria.

Nel contesto attuale, però, emerge una tensione sempre più evidente. I Mondiali 2026 stanno mostrando contraddizioni che difficilmente si riescono a ricomporre con narrazioni costruite altrove. La polemica legata all’ex premier spagnolo Mariano Rajoy, secondo cui la Francia “non ha francesi”, è stata smentita in modo anticipato dal calcio stesso. A rispondere sono stati Lamine Yamal e altri giocatori spagnoli, sostenendo che il calcio serve a integrare e che Francia e Spagna rappresentano oggi esempi chiave di questo processo.

calcio e nazionalismo: quando la patria cambia volto

La vicenda dei Mondiali 2026 si inserisce in un paradosso che si ripete con regolarità. Nel dibattito politico, l’idea di nazione tende a essere associata a un racconto identitario rigido. Sul campo, invece, l’esperienza sportiva mette in evidenza un’altra realtà: la Nazionale si compone di storie diverse, percorsi personali plurali e appartenenze costruite anche attraverso le migrazioni. Il nazionalismo, che vorrebbe una corrispondenza perfetta tra squadra e identità “pura”, si scontra con un sistema sportivo che funziona secondo logiche di selezione e integrazione.

Un esempio richiamato dalla fonte riguarda Donald Trump, che avrebbe piegato perfino la Fifa pur di permettere a Folarin Balogun di giocare con gli Stati Uniti. La contraddizione emerge nel momento in cui lo stesso Trump mirava anche ad abolire lo ius soli, una misura che avrebbe impedito a Balogun di diventare americano proprio nel quadro giuridico che rende possibile quel tipo di rappresentanza.

contraddizioni nei precedenti europei: mbappé, le pen e la linea impossibile

La tensione non nasce ora. La fonte ricorda che durante gli Europei del 2024 in Francia la contraddizione era già esplosa. In quell’occasione, Kylian Mbappé invitò i giovani a votare contro gli estremisti. Di fronte a un messaggio così, Marine Le Pen si trovò davanti a un bivio difficile: sostenere una Nazionale che sembrava incarnare proprio ciò che lei contestava, oppure scegliere di tifare contro la squadra del proprio Paese.

la germania e il caso afD: il problema della “nazionale davvero tedesca”

Ancora prima, nel 2018, fu l’AfD tedesca a sollevare una critica forte dopo l’eliminazione della Germania. Secondo quella posizione, tra i responsabili del fallimento sarebbero stati indicati Mesut Özil e altri giocatori di origine straniera. In quel contesto venne anche evocata la richiesta di una nazionale “di nuovo veramente tedesca”. Il punto centrale resta lo stesso: la competizione sportiva mette davanti agli occhi una composizione della squadra che non coincide con l’idea etnica di appartenenza che la politica tenta di imporre come criterio.

società fluide e tifosi: l’attenzione passa da identità a risultati

Il calcio, secondo la fonte, continua a funzionare come strumento di propaganda. Al tempo stesso, diventa anche un paradosso sempre più scoperto. Le grandi Nazionali che si stanno imponendo, dalla Francia alla Spagna e anche l’Inghilterra, riflettono società descritte come “fluide”, formate dalle migrazioni. In questa cornice, il pubblico dei tifosi tende a concentrarsi soprattutto su un elemento: vincere. Il consenso non dipende dalla corrispondenza con un’identità etnica immaginaria, ma dalla capacità della squadra di dimostrarsi all’altezza sul terreno di gioco.

Da qui nasce il dubbio che la fonte attribuisce ai partiti nazionalisti: vale davvero la pena esaltare la patria tifando squadre che, giorno dopo giorno, sul campo dimostrano che la nazione reale non coincide con la nazione raccontata.

nomi citati nella dinamica sport-politica

  • Mariano Rajoy
  • Lamine Yamal
  • Donald Trump
  • Folarin Balogun
  • Kylian Mbappé
  • Marine Le Pen
  • Mesut Özil
Nazionali e Nazionalismi, perché oggi per la destra è più difficile usare il calcio e i Mondiali per propaganda politica

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