Intercettazioni niente accordo fdI fi emendamento melillo rinviato votazione ddl cinque stelle

• Pubblicato il • 5 min
Intercettazioni niente accordo fdI fi emendamento melillo rinviato votazione ddl cinque stelle

Lo stallo sulla disciplina delle intercettazioni continua a pesare sulla maggioranza, trasformando il vertice dei capigruppo in una nuova fumata nera sul nodo degli emendamenti di Fratelli d’Italia. Il punto centrale riguarda l’idea di ampliare l’utilizzabilità dei nastri in procedimenti diversi da quelli in cui l’ascolto è stato autorizzato, richiesta sostenuta dal procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo. La proposta, però, incontra un’opposizione netta da parte di Forza Italia, che nel 2023 ha già spinto una stretta proprio sulle intercettazioni definite “a strascico”, suscitando ora una frizione interna che non trova sbocco immediato.

emendamenti fdi su intercettazioni: fumata nera in maggioranza

Il confronto tra i capigruppo di Camera e Senato si concentra sugli emendamenti presentati da Fratelli d’Italia, con l’obiettivo di estendere l’utilizzabilità dei nastri oltre i confini fissati dalle autorizzazioni. La direzione indicata dagli emendamenti va verso l’allineamento a quanto richiesto da Gianni Melillo, che ha segnalato gli effetti negativi della normativa più restrittiva introdotta nel 2023.

Secondo quanto richiamato, l’intervento del 2023 avrebbe prodotto un grave arretramento dell’efficacia delle indagini su criminalità organizzata e terrorismo. La segnalazione di Melillo, indirizzata al governo, avrebbe evidenziato l’impatto dell’attuale impostazione sulla capacità investigativa. Nonostante l’opposizione di Forza Italia, i meloniani, con il via libera della premier, hanno presentato due emendamenti collegati alla manovra su giustizia e immigrazione, attualmente in discussione in commissione al Senato.

contenuto degli emendamenti: utilizzo esteso nelle procure antimafia

Le proposte, con prima firma dei senatori Gianni Berrino e Sandro Sisler, risulterebbero ispirate dalla presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo. L’impianto mira a estendere l’utilizzabilità delle intercettazioni a tutte le indagini di competenza delle procure antimafia, incluse quelle relative a reati commessi per agevolare i clan.

Forza Italia si dichiara indisponibile a votare a favore delle modifiche, sostenendo che l’allargamento dell’utilizzabilità si tradurrebbe in una riapertura della logica contestata negli ultimi anni, quella cioè delle intercettazioni “a strascico”.

decisione dei capigruppo: emendamenti accantonati

Per provare a sciogliere il nodo, martedì a mezzogiorno si è tenuta la riunione dei capigruppo di Camera e Senato dei quattro partiti di maggioranza. L’esito è stato una soluzione attendista: gli emendamenti di Berrino e Sisler restano in piedi, ma saranno accantonati, quindi esclusi dalle votazioni della settimana. Inoltre, il governo non esprimerà parere, lasciando spazio a una possibile ricomposizione politica demandata ai leader, come già concordato in un vertice al ministero della Giustizia.

Viene indicata anche l’assenza, almeno per ora, di ipotesi di riformulazione del testo.

Dentro Forza Italia, intanto, emergono posizioni che guardano a una possibile votazione per rendere esplicite le distanze rispetto agli alleati, con l’idea di far emergere differenze tra le forze politiche e le linee adottate.

movimento 5 stelle: cinque proposte e rilancio sull’utilizzabilità

Nel frattempo, i cinque progetti di legge promossi dal Movimento 5 Stelle puntano al contrasto dei clan e vengono presentati come una sfida al governo, definito incapace di incidere in modo sostanziale. L’iniziativa arriva subito dopo la comparsa pubblica della premier a Palermo, dove sono state invocate misure forti contro le intimidazioni mafiose.

giuseppe conte e gli ex procuratori parlamentari

In conferenza stampa, Giuseppe Conte accompagna l’annuncio con Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho, gli ex procuratori ora parlamentari simbolo sul tema della giustizia. Nel discorso emerge una critica all’impostazione complessiva: la contestazione riguarda soprattutto il rapporto tra scelte normative e capacità di contrasto alle mafie e all’illegalità.

ddl m5s e confronto con fdi: ritorno alla normativa pre-2023

Uno dei disegni di legge tocca direttamente l’utilizzabilità delle intercettazioni. Il Movimento rilancia rispetto alla proposta di Fratelli d’Italia e chiede un ritorno alla normativa vigente prima del 2023, quando i nastri potevano “circolare” tra tutte le indagini per cui era ammesso il ricorso alle captazioni.

scarpinato: effetti della stretta e rischi per le indagini

Scarpinato sostiene che la stretta voluta da Forza Italia abbia privato la magistratura di uno strumento ritenuto essenziale. L’argomento viene illustrato attraverso un esempio: intercettazioni autorizzate per reati di mafia possono essere usate quando i soggetti parlano di reati come un furto aggravato in un contesto qualificabile; al contrario, quando emergono conversazioni che riguardano corruzione, concussione, riciclaggio o intestazione fittizia di beni, tali reati non sarebbero trattati come sufficientemente gravi da giustificare la violazione della privacy secondo l’impianto contestato. Il risultato, secondo la ricostruzione dell’ex pm, sarebbe uno spazio ampio per la collusione tra ambienti criminali e soggetti “colletti bianchi”.

Nel quadro del confronto, viene anche richiamato che la proposta “correttiva” di Fratelli d’Italia resterebbe, a detta di Scarpinato, inadeguata, perché escluderebbe l’utilizzabilità dei nastri nelle indagini relative a reati contro la pubblica amministrazione, lasciando “intoccabili colletti bianchi” indicati come parte della forza della mafia.

voto m5s: posizione attendista sulla proposta fdi

Alla domanda su come si comporteranno in sede di voto, Scarpinato risponde con un atteggiamento attendista. L’indicazione è che occorrerebbe chiarire le ragioni dell’esclusione di alcuni reati: solo in presenza di una spiegazione ritenuta convincente sarebbe possibile valutare l’adesione all’emendamento.

protagonisti del confronto su intercettazioni

  • Gianni Melillo
  • Gianni Berrino
  • Sandro Sisler
  • Chiara Colosimo
  • Giuseppe Conte
  • Roberto Scarpinato
  • Federico Cafiero De Raho
Intercettazioni, niente accordo tra FdI e Fi: l'”emendamento Melillo” per ora non si vota. E i 5 stelle rilanciano con un ddl

Per te