Europol schedava illegalmente personali con sistemi ombra: cosa emerge indagini

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Europol schedava illegalmente  personali con sistemi ombra: cosa emerge  indagini

Europol, agenzia dell’Unione europea impegnata nella lotta al crimine, avrebbe utilizzato sistemi IT illegali per indagare e archiviare dati relativi a migliaia di persone. Secondo un’indagine giornalistica pubblicata da Solomon, Correctiv e Computer Weekly, tra i soggetti coinvolti rientrerebbero anche alcuni attivisti che avevano svolto attività di volontariato a favore dei migranti.

Dopo le rivelazioni, l’organizzazione no-profit Front-Lex, attiva per i diritti dei migranti e impegnata nel controllo del corretto svolgimento delle funzioni di sorveglianza delle frontiere da parte di Frontex, ha formalizzato un reclamo a nome di tre difensori dei diritti umani. Gli stessi sarebbero stati indagati in precedenza e successivamente assolti.

europol e i sistemi shadow it: uso illegale di ambienti paralleli

Front-Lex sostiene che Europol abbia archiviato ed elaborato informazioni sensibili sui difensori dei diritti umani tramite ambienti IT non regolamentati, in violazione del diritto europeo. La contestazione si concentra sulla presenza di ambienti paralleli ombra usati per aggirare le procedure previste.

che cos’è un ambiente “shadow it” secondo la contestazione

Un ambiente “shadow IT” viene descritto come un sistema clandestino e pirata di gestione dei dati. La sua funzione, così come illustrata, sarebbe quella di permettere a eventuali analisti di conservare illecitamente dati personali di qualunque individuo, anche quando non vi è alcun sospetto di reato. In questa configurazione, il trattamento sarebbe prolungabile per tutto il tempo desiderato dall’utilizzatore.

Lo stesso ambiente permetterebbe di condividere i dati con altri, modificarli o nasconderli sotto un nome diverso, rendendo l’attività non rilevabile e accessibile solo a chi gestisce il sistema.

La contestazione richiama anche i limiti normativi delle competenze di Europol: l’agenzia potrebbe trattare e conservare dati personali soltanto di un sospettato o di una persona di contatto, nell’ambito di un’indagine penale in corso, e solo per un’finalità legittima. I sistemi regolari sarebbero invece progettati con garanzie, controlli degli accessi e registri di log per consentire la verifica della liceità o illiceità del trattamento.

perché gli ambienti ombra aggirerebbero i controlli

Secondo la ricostruzione riportata, tali sistemi sarebbero stati creati intenzionalmente per eludere le tutele presenti nei sistemi operativi regolari. In sostanza, sarebbero offrire una via alternativa agli analisti che non potrebbero trattare legalmente i dati personali di una persona, consentendo comunque la conservazione e la gestione di quei dati.

violazioni contestate: quali dati personali e quali tutele sarebbero in gioco

Le violazioni richiamate riguarderebbero in generale la possibile sottrazione e gestione di dati personali che possono includere informazioni di base, come nomi, ma anche contenuti altamente sensibili. Tra gli esempi citati compaiono opinioni politiche, condizioni di salute e orientamento sessuale.

Il trattamento dei dati personali sarebbe lecito soltanto quando risultano pertinenti alle attività di Europol nell’ambito di un’indagine penale in corso. Le garanzie nei sistemi operativi “regolari” sarebbero pensate, secondo l’impostazione descritta, per garantire il diritto di accesso ai dati trattati e per consentire la comprensione della liceità o illiceità del trattamento.

In caso di illeciti, le tutele previste mirerebbero a permettere l’esercizio del diritto a un ricorso effettivo e a portare Europol davanti a un giudice.

reclamo al garante europeo: richiesta di divieto sugli ambienti paralleli

Front-Lex, tramite i difensori dei diritti umani coinvolti, avrebbe presentato un reclamo al Garante europeo della protezione dei dati Wojciech Wiewiórowski. La richiesta sarebbe l’imposizione di un divieto temporaneo o definitivo su tutti gli ambienti paralleli ombra illegali attribuiti a Europol.

La motivazione della richiesta viene collegata alla necessità di impedire il trattamento illecito dei dati personali. Gli ambienti paralleli sarebbero descritti come privi dei controlli e delle garanzie ICT di base, condizioni considerate essenziali per la protezione dei diritti delle persone interessate.

bruno gencarelli e la questione dell’indipendenza del garante

Nel reclamo si inserisce anche un tema politico-istituzionale legato a un candidato indicato come possibile prossimo Garante europeo: Bruno Gencarelli. La posizione descritta evidenzia un’opposizione “forte” rispetto a tale ipotesi, collegandola al fatto che l’attività presso la Commissione europea potrebbe incidere sulla capacità di agire con indipendenza.

La ricostruzione sottolinea un’asserita incoerenza: l’attuale Garante, secondo quanto riportato, non avrebbe un conflitto di interessi evidente, ma agirebbe in modo ritenuto equivalente a un conflitto. La richiesta formulata resta concentrata sull’adempimento delle funzioni del GEPD: fare il proprio lavoro.

cosa succede se il gepd non agisce: ricorso alla corte di giustizia

La linea indicata prevede una procedura ulteriore in caso di mancata risposta da parte del GEPD. Se l’autorità non avviasse il proprio intervento, l’azione sarebbe portata davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) con sede a Lussemburgo entro tre mesi.

La stessa prospettiva si lega alla possibilità che, senza un intervento, continuerebbe la violazione dei diritti degli interessati. Il punto centrale diventa l’esigenza che le istituzioni dell’Unione operino entro limiti compatibili con le competenze attribuite e con la protezione dei dati.

piano d’azione e strumenti di tutela: dall’autorità di controllo ai giudici

La strategia descritta affida al GEPD il compito di imporre il divieto richiesto sugli ambienti illegali. In assenza di iniziative considerate adeguate, viene indicata la possibilità che i giudici siano chiamati a costringere l’autorità a intervenire.

nomi citati nella vicenda

La ricostruzione include riferimenti a figure istituzionali e legali coinvolte nelle richieste e nelle valutazioni riportate.

  • Wojciech Wiewiórowski
  • Iftach Cohen
  • Bruno Gencarelli

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