Caso roggero la grazia non può correggere una sentenza definitiva
La condanna definitiva di Mario Roggero per la rapina avvenuta a Grinzane Cavour ha riacceso un dibattito acceso anche sul tema della grazia. A intervenire è Francesco Petrelli, presidente dell’Unione delle Camere penali italiane, che richiama con forza i limiti tra comprensione umana e ricorso a logiche di rappresaglia, sottolineando che il quadro giudiziario non può essere “corretto” attraverso strumenti extra-processuali.
condanna definitiva di mario roggero: limiti al dibattito e confini tra difesa e vendetta
Francesco Petrelli definisce non ammissibile che una domanda di grazia, pur legittima, diventi un ulteriore grado di giudizio o uno strumento capace di incidere su una decisione ormai definitiva. La posizione ruota attorno a un principio: il dolore per una rapina può essere compreso sul piano umano, ma non può trasformarsi in un riconoscimento di una forma di “giustizia privata”. Nel richiamo di Petrelli, il diritto di difendersi non può essere confuso con il diritto di vendicarsi.
legittima difesa esclusa dalla cassazione: quando l’aggressione era terminata
La ricostruzione confermata dai giudici riguarda l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo nell’aprile 2021, dopo l’assalto alla gioielleria di Grinzane Cavour, nel Cuneese. La difesa aveva sostenuto la tesi della legittima difesa, ma i supremi giudici hanno escluso che la reazione armata potesse essere giustificata quando l’aggressione era cessata e i rapinatori stavano fuggendo. Petrelli riconosce la comprensibilità, in chi subisce una rapina violenta, di uno stato psicologico profondamente alterato, ma evidenzia che tale condizione non può legittimare l’inseguimento e l’uccisione di chi, terminata l’aggressione, si dà già alla fuga.
la pena fissata dalla decisione finale
La Cassazione ha reso definitiva la condanna accogliendo le motivazioni della sentenza d’appello. Petrelli afferma che il merito potrà essere valutato sul piano tecnico dopo il deposito delle motivazioni. Nel frattempo, richiama il dato centrale: la pena inflitta a Roggero è di 14 anni e 9 mesi. Al presidente dei penalisti interessa anche il momento umano, legato all’età del condannato, indicata in settantadue anni, costretto a una lunga detenzione dopo aver subito una rapina.
grazia e principi costituzionali: domanda legittima ma non sostitutiva del giudizio
Il riferimento alla grazia entra nel vivo perché risulta formalizzata la richiesta presentata dalla moglie di Roggero, Mariangela Sandrone. Secondo la ricostruzione di Petrelli, la grazia, pur prevista e rimessa alla decisione del Presidente della Repubblica, non deve trasformarsi in un meccanismo che riapre o corregge politicamente l’esito di un procedimento già concluso. Petrelli rivendica la possibilità di criticcare anche duramente le sentenze, ma avverte contro la contrapposizione tra emozione popolare e attività giurisdizionale, definendo la critica un esercizio democratico senza confondere i piani della giustizia.
ruolo di amministrazione e decisione al quirinale
Sul significato della grazia interviene anche Alfonso Celotto, professore di diritto costituzionale all’Università Roma Tre. Viene spiegato che si tratta di un potere proprio del Capo dello Stato previsto dall’articolo 87 della Costituzione. Il ministro della Giustizia e gli uffici ministeriali svolgono un’attività istruttoria, mentre la scelta finale spetta al Quirinale. Celotto chiarisce inoltre che la concessione avviene di norma per motivi umanitari, nel quadro di un percorso di rieducazione e cambiamento di vita, con richieste che spesso arrivano dopo un periodo dall’inizio dell’espiazione della pena. Nel caso di Roggero, invece, la condanna è diventata definitiva da poco e l’ingresso in carcere è avvenuto venerdì.
parte civile e richiesta di giustizia: “fatta giustizia” e temi risarcitori
La discussione sulla grazia si collega anche a passaggi storici controversi, inclusi gli anni di piombo e il confronto sul potere del Quirinale. Nel 2006, con riferimento al caso di grazia a Ovidio Bompressi, la Corte costituzionale riconobbe la prevalenza del potere presidenziale sulla scelta finale del provvedimento. In questa cornice, la parte civile difende la sentenza definitiva e afferma che la vicenda conferma l’idea di giustizia compiuta.
carla montarolo e giuseppe modica: la posizione della parte civile
Carla Montarolo, avvocato di Giuseppe Modica, il rapinatore ferito da Roggero durante l’assalto, dichiara: “È stata fatta giustizia”. Per la legale si tratta di una sentenza equilibrata. Modica, oggi indicato come 39enne, risulta essere l’unico superstite della banda che il 28 aprile 2021 assaltò la gioielleria nella frazione Gallo di Grinzane Cavour. I due complici, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, morirono dopo i colpi esplosi dal titolare del negozio.
condanna patteggiata e reinserimento
Dopo l’arresto, avvenuto poche ore dopo la rapina, Modica aveva patteggiato una condanna a quattro anni e dieci mesi. Uscito dal carcere alcuni mesi fa, ha lasciato Alba e si è trasferito in Liguria. Secondo quanto comunicato dal suo avvocato, Modica sta cercando faticosamente di reinserirsi, avendo assistito all’uccisione dei suoi complici e restando scioccato per quanto accaduto. Montarolo aggiunge anche che il suo assistito ha vissuto condizioni psicologiche pesanti dopo i fatti.
risarcimenti e provvisionale
Resta aperto il capitolo dei risarcimenti. A Modica è stata riconosciuta una provvisionale di 10mila euro, già versata da Roggero. Per i familiari delle due vittime sono state stabilite somme molto più elevate, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro.
figure citate nel caso roggero e nel dibattito sulla grazia
Nel quadro delle posizioni riportate emergono i seguenti nominativi collegati al procedimento, alle richieste di grazia e alla rappresentanza della parte civile:
- Mario Roggero
- Francesco Petrelli
- Mariangela Sandrone
- Alfonso Celotto
- Carla Montarolo
- Giuseppe Modica
- Giuseppe Mazzarino
- Andrea Spinelli
- Ovidio Bompressi
