Bologna, presidio per Fakir: verità, giustizia e dignità

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Bologna, presidio per Fakir: verità, giustizia e dignità

Un presidio in piazza Maggiore a Bologna ha riunito una folla di centinaia di persone per chiedere verità e giustizia dopo la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta al Pilastro durante un’operazione di polizia. L’iniziativa, promossa dal sindaco del Partito Democratico Matteo Lepore, si è svolta nel cuore della città, direttamente sotto l’ingresso del Comune, con la presenza dei familiari del 42enne e di rappresentanti istituzionali, oltre a contestazioni di piazza.

presidio in piazza maggiore per la morte di abderrahim fakir

La manifestazione ha raccolto cori e slogan rivolti alle forze dell’ordine, tra cui “Tout le monde déteste la police” e “assassini, assassini”, accompagnati dalla richiesta “giustizia, giustizia”. Tra i presenti era visibile anche un gruppo di antagonisti con lo striscione “Aboliamo la violenza di Stato padrone”.

Nel corso dell’evento la sorella del deceduto ha avuto un malore: sono intervenuti i soccorsi. Una volta ripristinata la parola sul palco, la nipote Yossra Fakir ha preso il microfono per raccontare la dimensione personale della perdita.

intervento di yossra fakir: verità, dignità e assenza di odio

Yossra Fakir ha dichiarato: “Era mio zio”, sottolineando che non si trattava, secondo la famiglia, di una semplice notizia di cronaca. La nipote ha insistito sul fatto che la richiesta non nasce dall’odio, ma dall’esigenza di ottenere verità, giustizia e dignità. Ha inoltre affermato l’intenzione di continuare la mobilitazione perché nessuno possa vivere un’esperienza analoga.

Nell’intervento è stata ribadita l’idea che Fakir fosse “una persona con una storia”, con sentimenti e persone che lo amavano profondamente, e che meritasse aiuto, ascolto, rispetto e dignità.

richieste formali: piena luce su responsabilità e interventi

La famiglia ha chiesto che venga fatta “piena luce” sull’accaduto, richiedendo risposte su ogni momento della vicenda: chi fosse presente, chi avesse avuto il compito di intervenire e chi avesse la responsabilità di tutelare una vita. L’appello si è concentrato sulla necessità di verificare se ogni azione e ogni scelta potessero incidere davvero, con l’obiettivo di comprendere come si sia arrivati alla morte.

Dallo stesso palco è stato anche rivolto alle istituzioni un richiamo: chi indossa una divisa avrebbe una responsabilità “enorme”, legata alla protezione delle persone, soprattutto di quelle più vulnerabili. In caso di accertamento di responsabilità, è stata chiesta l’applicazione dei provvedimenti adeguati.

corteo e contestazioni davanti a questura e prefettura

Al termine dell’intervento di Yossra Fakir, una parte del corteo si è staccata e ha raggiunto piazza Roosevelt, fermandosi davanti alla Questura e alla Prefettura di Bologna. Lì sono iniziate le contestazioni di fronte a un cordone di agenti in tenuta antisommossa.

Tra gli slogan ripetuti anche “Assassini, assassini”. Al presidio hanno preso parte numerosi giovani, con la presenza di esponenti e simpatizzanti dell’area dei centri sociali, insieme a molte famiglie, alcune delle quali di origine straniera, con bambini al seguito. Diversi partecipanti hanno esposto fotografie di Abderrahim Fakir e striscioni con la richiesta “verità e giustizia”. Tra i materiali sono state indicate anche bandiere di Usb e Potere al Popolo.

interventi istituzionali: comune di bologna e regione emilia-romagna

L’iniziativa è stata voluta dal sindaco del Partito Democratico Matteo Lepore. Nel suo intervento in piazza, ha dichiarato che il Comune di Bologna si è impegnato negli anni per ottenere la verità sulla “strage del 2 agosto” e che non intende rinunciare ai valori della democrazia. Lepore ha motivato la presenza in piazza con l’idea di essere al fianco della famiglia, perché è morto un cittadino bolognese e la comunità cittadina si è sentita chiamata in prima persona.

La manifestazione ha avuto il sostegno anche del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, che ha evidenziato come il sindaco abbia fatto “molto bene” nel riunire la città per un tratto di umanità. De Pascale ha ricordato che la perdita di una vita è sempre un dramma e che, quando una persona muore mentre è sottoposta a un provvedimento di polizia, il fatto suscita clamore, attenzione e preoccupazione elevatissime.

personaggi presenti alla manifestazione

  • Matteo Lepore, sindaco Pd
  • Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna
  • Yossra Fakir, nipote di Abderrahim Fakir
  • Abderrahim Fakir, 42enne deceduto al Pilastro
Categorie: PoliticaCronaca

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