Russia espelle addetto militare italiano e collaboratore: la vendetta contro Roma
Le relazioni diplomatiche tra Italia e Russia tornano al centro dell’attenzione dopo un nuovo provvedimento di espulsione. La vicenda vede coinvolti un addetto militare italiano e un collaboratore, mentre Mosca, con una replica ufficiale, inquadra il fatto come una risposta legata all’allontanamento di due militari russi avvenuto in Italia poche settimane prima.
espulsione dell’addetto militare italiano e del collaboratore
La Russia ha disposto l’espulsione dell’addetto militare italiano e del relativo collaboratore. Secondo quanto dichiarato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, si tratta di un’azione condotta “senza motivo” e descritta come “palese ritorsione” in risposta all’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi, indicati come colti in flagrante mentre svolgevano attività di spionaggio a danno della sicurezza nazionale.
La ricostruzione del governo italiano viene quindi collegata direttamente all’episodio precedente riguardante i due militari russi allontanati dall’Italia lo scorso 9 luglio.
tajan i: ritorsione legata al caso degli addetti russi
Nel commentare l’accaduto, Tajani afferma che la misura russa non risulta giustificata e la inquadra come un atto di ritorsione conseguente all’espulsione in Italia dei due addetti militari russi. L’elemento centrale della posizione italiana resta la contestazione di spionaggio e la tutela della sicurezza nazionale.
conferma di mosca: misura di ritorsione contro roma
Poche ore dopo la dichiarazione italiana arriva la conferma da parte di Mosca. Secondo quanto riferito, l’espulsione dell’addetto militare italiano e del suo collaboratore viene presentata come una “misura di ritorsione” adottata contro Roma, in risposta all’espulsione in Italia di due militari russi avvenuta lo scorso 9 luglio.
zakharova: replica su “spie russe” e allontanamento da mosca
La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citata in riferimento alle dichiarazioni attribuite a Ria Novosti, sostiene che la Russia respinga l’impostazione italiana presentando l’atto russo come contrapposto a quanto avvenuto in Italia. Nel suo commento viene richiamata l’idea che in Italia siano state individuate persone associate a spionaggio, mentre Mosca, per vendetta, avrebbe allontanato persone che la portavoce definisce “integerrime” e dedite a una delicata funzione.
Zakharova aggiunge che l’espulsione risulterebbe coerente con una valutazione negativa dell’atteggiamento delle autorità russe, sintetizzata in un giudizio espresso come “prepotenza” della Federazione russa.
gasparri: denuncia della “prepotenza” e riferimento alle manovre in flagrante
La vicenda trova ulteriore spazio nelle dichiarazioni del presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato Maurizio Gasparri. Secondo quanto riportato, Gasparri ribadisce che in Italia sarebbero state individuate spie con le mani nel sacco e collega la scelta russa a una reazione inquadrata come vendetta contro persone indicate come rigorose e corrette nello svolgimento della loro attività.
posizione sul contesto diplomatico e sull’atto russo
Gasparri qualifica la risposta di Mosca come un atteggiamento intollerabile, rafforzando così l’interpretazione secondo cui l’espulsione disposta dalla Russia costituirebbe una ritorsione collegata all’espulsione in Italia dei due addetti militari russi.
figure citate nella vicenda
- Antonio Tajani
- Maria Zakharova
- Maurizio Gasparri