Belgio: l’invasione di trump è un autogol che cambia la partita

• Pubblicato il • 5 min
Belgio: l’invasione di trump è un autogol che cambia la partita

Stati Uniti sconfitti dal Belgio per 4-1 e subito eliminati, con un protagonista al centro delle attenzioni: Folarin Balogun. L’attaccante figura titolare negli ottavi e, nonostante la cornice mediatica legata alla revoca della squalifica, non riesce a incidere in modo determinante. La partita si apre con un gol immediato del Belgio e, anche quando Balogun trova alcuni momenti di attivazione, la sua prestazione resta limitata rispetto al clamore costruito attorno al “caso squalifica” destinato a lasciare un segno nel percorso del Mondiale 2026.

Stati Uniti eliminati dal Belgio 4-1: squalifica cancellata e partita senza impatto

Il match finisce con un divario netto: 4-1 per il Belgio, risultato che chiude il cammino degli Stati Uniti agli ottavi. Balogun scende in campo dopo l’evento che ha preceduto la partita: Donald Trump ha contattato il presidente della Fifa Gianni Infantino per ottenere la cancellazione della squalifica dell’attaccante. La decisione è stata descritta come senza precedenti e porta Balogun in campo nella fase decisiva.

In campo, però, l’attaccante non riesce a trasformare l’occasione in una gara di spessore. Si contano due tiri, con uno solo nello specchio, circa una decina di tocchi e numerosi scatti a vuoto. Il suo contributo resta confinato a finestre isolate, senza costruire continuità: 82 minuti di presenza quasi impalpabile prima dell’unica situazione davvero concreta, con un bilancio che non soddisfa le aspettative generate.

Primo tempo: Belgio a segno subito, Balogun protagonista solo a tratti

Gli Stati Uniti subiscono il colpo in apertura. Il Belgio passa al 9’ con De Ketelaere, che deposita in rete il tiro-cross di Raskin. Negli istanti iniziali Balogun non è ancora la fonte principale dell’azione offensiva: per vederlo davvero in gioco bisogna aspettare il 23’.

9’ e 23’: l’impatto offensivo del Belgio e l’inserimento di Balogun

Al 23’, McKennie cerca Balogun in profondità sulla destra. L’attaccante tocca il pallone una, due, tre volte, poi scarica indietro per un’azione che si spegne a causa del fuorigioco di Dest.

30’-32’: la punizione dell’1-1 e il 2-1 immediato

Al 30’ Balogun riesce a guadagnare una punizione da 18 metri che vale il 1-1. L’attaccante cade nel contatto con De Cuyper, e il difensore viene ammonito per un fallo definito discutibile. Una deviazione della barriera rende la conclusione di Tillman imparabile.

Prima che la reazione statunitense possa consolidarsi, arriva la risposta belga: al 32’ il Belgio rientra subito avanti. Trossard lavora il pallone sulla sinistra e pesca un cross morbido; De Ketelaere stacca e colpisce di testa per il 2-1.

40’-45’: occasione mancata e conclusione fuori nel finale di primo tempo

Il ritmo del primo tempo resta altalenante. Al 40’ Balogun si rende utile addomesticando un lancio lunghissimo e tenendo la palla in campo nella fase successiva. Al 44’ un possibile episodio decisivo sfuma: il giocatore del Monaco non capisce il “velo” di McKennie, con la chance che resta inutilizzata al limite dell’area.

Nel finale, al 45’, arriva il momento più favorevole per gli Stati Uniti. Torre di Freeman, palla a Balogun da 4 metri, con Ngoy che lo pressione: la conclusione viene però effettuata altissima e non inquadra la porta. Nel recupero Balogun accelera sull’imbucata di Dest, ma il Belgio si salva con un corner, lasciando il punteggio sul 2-1 all’intervallo.

Secondo tempo: pressione iniziale, poi il 3-1 e il calo statunitense

Nella ripresa gli Stati Uniti aumentano l’intensità. La pressione è costante, ma Balogun viene coinvolto in maniera ridotta fino al 55’, quando lo scatto per tenere in campo un lancio di Reyna non produce lo sbocco atteso.

Il Belgio colpisce con precisione e velocità. Al 57’ vola sul 3-1 grazie a Vanaken, che sfrutta un’uscita descritta come disastrosa di Friese: il portiere regala palla agli avversari, che trasformano immediatamente la situazione in un colpo del ko.

Gli Stati Uniti perdono Pulisic per infortunio e la squadra si disunisce. Balogun esce dalla partita e non tocca il pallone fino al 67’, quando deve arretrare nella propria metà per una sponda d’ordinanza. La richiesta di palla non produce effetto: al 72’ riceve in profondità, ma il tocco è sbagliato.

72’-92’: accelerazioni, occasione all’82’ e gestione finale

Subito dopo, arriva un tentativo in accelerazione sulla destra, ma il Belgio chiude l’azione e impedisce sbocchi. La chance più incisiva capita all’82’: Balogun lavora una fiammata sulla sinistra, con un tiro potente ma centrale, e Courtois risolve.

Nel finale ci sono ancora due o paio di tocchi “supplementari” prima della sostituzione al 92’. Il Mondiale delle polemiche si chiude con una prestazione complessivamente insufficiente per gli Stati Uniti e per l’attaccante, rimasto lontano dalla capacità di ribaltare l’equilibrio della partita.

figure chiave legate alla vicenda e al match

La narrazione che precede la partita coinvolge figure istituzionali e, durante il confronto, diversi protagonisti in campo.

  • Folarin Balogun
  • Donald Trump
  • Gianni Infantino
  • De Ketelaere
  • Raskin
  • Trossard
  • Tillman
  • Vanaken
  • Friese
  • Pulisic
  • Reyna
  • McKennie
  • Freeman
  • Ngoy
  • Dest
  • Courtois

Per te