Trump vuole abbattere il muro tra Stato e Chiesa negli Usa: cosa cambia e perché

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Trump vuole abbattere il muro tra Stato e Chiesa negli Usa: cosa cambia e perché

Una svolta politica e giuridica viene descritta con maggiore chiarezza rispetto alle ricostruzioni precedenti: la relazione della Commissione Presidenziale per la Libertà Religiosa istituita nel 2025 delinea un impianto teorico finalizzato a ridefinire il rapporto tra istituzioni pubbliche e fede. L’idea centrale è che lo Stato non debba più essere inteso come separato dalla religione, ma come capace di un collegamento reciproco, fino a trasformare la fede in una dimensione anche costituzionale e politica.

Nel presentare il rapporto, Donald Trump collega la spinta all’inserimento pubblico dei riferimenti religiosi alla necessità di rafforzare l’identità nazionale. Il passaggio chiave riportato nel testo è sintetizzato dall’obiettivo di riportare la religione nel Paese e dalla formula “nazione sotto Dio”. A sostegno dell’impostazione, vengono richiamate anche motivazioni legate a persecuzioni e discriminazioni subite da persone credenti negli ultimi anni, come esplicitato tramite il comunicato del Dipartimento di Giustizia.

commissione presidenziale libertà religiosa 2025: visione di “interdipendenza” tra stato e fede

Il documento viene presentato come un manifesto che, se attuato, mira a produrre una frattura nella storia statunitense: il rapporto tra Stato e religione non sarebbe separazione, ma interdipendenza. La fede, nelle intenzioni riportate, dovrebbe uscire dalla sfera esclusivamente privata e assumere un ruolo riconosciuto anche sul piano politico e costituzionale.

Il Dipartimento di Giustizia, secondo quanto riportato, sostiene che gli americani di ogni credo religioso avrebbero dovuto affrontare una crescente persecuzione a causa delle convinzioni. In questo quadro, viene contestato il cosiddetto “muro di separazione” tra Chiesa e Stato, ritenuto capace di trasmettere un’idea errata di contrapposizione.

muro di separazione contestato: da everson a un “ponte” tra chiesa e stato

La critica si concentra sulla dottrina giuridica nata dal caso Everson vs Board of Education, nel quale nel 1947 il giudice Hugo Black utilizzò la metafora del muro, coniata da Thomas Jefferson, per sostenere la neutralità laica dello Stato. Nel rapporto, la posizione di Black viene contestata anche sul piano personale, con l’accusa di essere stato un ex membro del Ku Klux Klan.

Da qui la proposta di rovesciamento: non separazione, ma costruzione di un “ponte” in cui Chiesa e Stato si rafforzano reciprocamente. Questo passaggio viene presentato come necessario per evitare che la dottrina descriva contrapposizione invece di collaborazione.

istruzione e scuola pubblica: fede, simboli e “school choice”

Il primo ambito individuato riguarda l’istruzione. Nel testo si sostiene che molte scuole perpetuino l’idea secondo cui non ci sarebbe spazio per la fede nelle scuole pubbliche. La relazione porta esempi: viene indicato il caso dello studente delle elementari Shea Encinas, riportato come oggetto di bullismo dopo aver difeso la propria fede cristiana.

La dinamica descritta include la situazione in cui lo studente sarebbe stato coinvolto perché costretto a leggere al proprio compagno un libro che permetteva di scegliere il genere. Il rapporto cita anche altre situazioni analoghe, tra cui punizioni per studenti che indossano simboli religiosi o pregano in contesti scolastici. Questi episodi vengono utilizzati per sostenere l’idea di una discriminazione sistemica.

università e filosofia: origine delle restrizioni e impatto sui campus

Secondo quanto riportato, l’origine di tali dinamiche viene collegata a un’interpretazione storica: nel 1900, in Europa, sarebbe emersa una nuova filosofia che avrebbe fornito basi intellettuali alle minacce alla libertà religiosa americana. Nel testo vengono citati Friedrich Nietzsche, Michel Foucault e Jean-Paul Sartre tra gli autori associati a una convinzione sintetizzata nella formula “Dio è morto”, intesa come rifiuto dell’esistenza divina.

Nei decenni successivi, le ideologie indicate avrebbero rafforzato la presa sui campus universitari e portato a una visione sempre più ostile verso chi aderisce ai valori giudaico-cristiani. La relazione afferma inoltre che, con l’aumento dell’antisemitismo, i gruppi ebraici non sarebbero riusciti a operare liberamente, segnalando atti come vandalismo antisemita e minacce.

finanziamenti federali e condizionalità: rimozione delle violazioni e sospensione dei fondi

Nel quadro delle misure proposte, viene indicata l’esigenza di collegare l’erogazione dei futuri finanziamenti federali alla rimozione delle violazioni da parte degli istituti. La relazione descrive la possibilità di sospendere i fondi in caso di inadempienza.

Il testo richiama inoltre un precedente: nel 2025 Trump avrebbe sospeso o tagliato fondi per miliardi di dollari alle università accusate di non aver represso le proteste anti-Israele.

school choice e Bibbia nelle scuole: voucher e studio dei testi

Accanto alla condizionalità dei finanziamenti, viene promosso un ampliamento della “school choice”, definita come sistema di voucher pubblici per accedere a scuole private o religiose.

La relazione indica anche l’insegnamento della Bibbia nelle scuole pubbliche per il suo valore storico o artistico. Nel testo compaiono due indicazioni: il Libro della Genesi verrebbe studiato come capolavoro della letteratura; i Dieci Comandamenti come elemento legato all’influenza nello sviluppo del diritto.

politiche identità di genere e scuole: transizione segnalata e critica al transgenderismo

Il secondo asse riguarda le politiche sull’identità di genere. La relazione riporta che, in Michigan, funzionari scolastici avrebbero operato la transizione di una figlia undicenne di Jennifer Mead, iniziando a trattarla come un maschio.

Nel documento viene anche proposta una lettura comparativa tra opposizione progressista e persecuzioni storiche: l’impostazione sarebbe orientata a cercare libertà per le proprie visioni, esercitando però coercizione sui gruppi religiosi le cui credenze tradizionali entrerebbero in conflitto con le tendenze attuali, tra cui il transgenderismo.

sanità e libertà religiosa: vaccinazioni, obiezione di coscienza e church amendments

Il settore sanitario viene descritto come uno tra i più sensibili per la libertà religiosa. Nel testo si afferma che molti professionisti avrebbero raccontato situazioni difficili in cui sarebbero stati sottoposti a pressioni o costretti a partecipare ad azioni ritenute moralmente sbagliate.

Viene citato un esempio relativo all’Amministrazione Biden: a migliaia di militari sarebbero state negate le esenzioni religiose per il vaccino COVID-19. La relazione include inoltre pratiche richiamate nel quadro delle controversie, tra cui aborto, sterilizzazione, eutanasia e trattamenti collegati alla transizione di genere.

Da qui l’indicazione di rafforzare le tutele per obiezione di coscienza e consolidare i Church Amendments: viene esplicitato l’obiettivo di proteggere gli operatori sanitari religiosi da qualsiasi costrizione a partecipare a procedure che violino convinzioni religiose.

La tutela dovrebbe estendersi anche al settore militare: la relazione propone il reintegro dei militari congedati per rifiuto dei vaccini, interpretando le esclusioni come violazioni della libertà di culto.

selezione dei magistrati e emendamento johnson: giudici per decidere nel merito e stop all’autocensura

La Commissione propone interventi anche sulla selezione dei magistrati. Nel testo si indica la necessità di nominare e confermare giudici federali con il coraggio di decidere i casi di libertà religiosa nel merito.

È prevista inoltre l’abrogazione dell’Emendamento Johnson, approvato nel 1954, che vieta alle organizzazioni religiose esenti da imposte di partecipare o intervenire in una campagna politica a favore o contro candidati a cariche pubbliche. Nel documento viene affermato che ciò porterebbe molte chiese a autocensurarsi su temi religiosi cruciali come dignità della vita, segretezza del matrimonio e differenze tra i sessi.

La relazione sostiene che questi temi sarebbero sostenuti anche dalla Casa Bianca, in linea con una visione dei conservatori più radicali.

task force giustizia per la libertà religiosa: monitoraggio e priorità alle controversie

Il testo include una raccomandazione specifica: al Dipartimento di Giustizia verrebbe chiesto di creare una task force per la libertà religiosa, con compiti di monitoraggio e priorità sulle controversie legate alla tutela della libertà religiosa.

dan patrick e ben carson: leadership commissione e riferimenti alle posizioni religiose

Le conclusioni vengono presentate come traduzione degli orientamenti religiosi dei membri della Commissione. Il ruolo di presidenza è assegnato a Dan Patrick, vicegovernatore repubblicano del Texas. Il testo lo descrive come cristiano evangelico, firmatario di leggi per rendere obbligatoria l’affissione dei Dieci Comandamenti in ogni classe delle scuole pubbliche e per introdurre il tempo per preghiera e lettura della Bibbia nei programmi scolastici. Secondo la relazione, Dan Patrick considera la separazione tra Stato e Chiesa un “mito progressista” e sostiene l’idea che l’America debba dichiararsi una nazione fondata sui valori biblici.

Il vice presidente indicato nel testo è Ben Carson, descritto come Avventista del Settimo Giorno. La relazione lo qualifica come neurochirurgo di fama mondiale e come Segretario all’edilizia durante il primo mandato Trump. La posizione riportata lo vede sostenere che teorie scientifiche come l’evoluzionismo sarebbero incompatibili con la creazione divina.

Personalità citate:

  • Donald Trump
  • Hugo Black
  • Thomas Jefferson
  • Shea Encinas
  • Jennifer Mead
  • Friedrich Nietzsche
  • Michel Foucault
  • Jean-Paul Sartre
  • Dan Patrick
  • Ben Carson
Via il muro tra Stato e Chiesa, no vaccini per motivi religiosi, la Bibbia come base del diritto: così la Commissione voluta da Trump demolisce la laicità degli Usa
Categorie: PoliticaCronaca

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