Sistema sorrento: nuovi verbali su clan, politica e infiltrazioni

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Sistema sorrento: nuovi verbali su clan, politica e infiltrazioni

Nel cuore delle vicende legate al “Sistema Sorrento” emergono collegamenti e dinamiche di pressione che avrebbero coinvolto ambienti politici e tecnici del Comune. Dalle testimonianze raccolte in un contesto investigativo risultano racconti su incontri, informazioni riservate e condotte di intimidazione, con un impatto che avrebbe riguardato anche la gestione amministrativa e il rischio di infiltrazioni. La trama si intreccia con controlli, verifiche su appalti ed edilizia, fino a dimissioni e nuovi attacchi.

sistema sorrento: relazioni tra amministrazione e pregiudicato

All’interno del “Sistema Sorrento” sarebbero esistiti collegamenti diretti tra l’ex sindaco Massimo Coppola, alcuni consiglieri comunali e M. S., descritto come un pregiudicato abusivista. Le condotte attribuite riguardano intimidazioni e diffamazioni seriali che avrebbero condizionato decisioni degli organi tecnici e politici dell’amministrazione comunale. Nel quadro ricostruito, tali pressioni avrebbero perfino trascinato l’Ente verso il rischio dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche, secondo le conclusioni di una commissione d’accesso.

commissione d’accesso e indagini: ascolti e fascicolo

Le ricostruzioni si richiamano alle conclusioni della commissione d’accesso presieduta dal vice prefetto Vincenzo Chietti. Parallelamente, le testimonianze provengono da verbali di persone ascoltate dalle autorità competenti: il segretario generale Candida Morgera e il legale dell’anticorruzione comunale Donatangelo Cancelmo.

Le audizioni risalirebbero ad aprile, presso i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, nell’ambito di un’indagine avviata dalla Procura antimafia di Napoli con i pubblici ministeri Francesco De Falco e Nicola Gratteri, poi trasmessa alla Procura di Torre Annunziata. Il fascicolo sarebbe nato su impulso di segnalazioni anonime su M. S. e rubricato a modello 21, con capi e circostanze “sostanzialmente sovrapponibili” a quanto presente nella relazione della commissione d’accesso acquisita dalle procure.

registro accessi e presenza di M. S. in Comune

Morgera riferisce di un incontro e del modo in cui M. S. avrebbe frequentato il Comune: il racconto include la creazione di un registro per censire gli accessi e l’osservazione che molto spesso non si faceva registrare, presentandosi insieme a consiglieri.

Secondo la testimonianza, la presenza del pregiudicato sarebbe stata percepita attraverso confidenze di impiegati e la figura dell’ex sindaco verrebbe chiamata in causa come possibile tramite nella conoscenza instaurata.

persecuzioni, social e controlli sugli abusi edilizi

Nel racconto di Morgera, M. S. avrebbe avviato persecuzioni anche tramite social nei confronti di chi si occupava di repressione dell’abuso edilizio. La stessa Morgera afferma di essere stata oggetto di attenzioni analoghe quando avrebbe aumentato la propria attività legata agli abusi edilizi.

determinazione sui controlli e frizioni con l’amministrazione

Morgera collega l’avvio di una maggiore azione sugli abusi a un periodo di astio verso l’attività svolta, descrivendo un contesto in cui l’ex sindaco Coppola appariva infastidito dalla determinazione a portare avanti non solo i controlli edilizi ma anche il corretto andamento amministrativo dell’Ente. Il passaggio viene collegato alla fase in cui sarebbe stato acceso un faro sugli appalti del “Sistema Sorrento”.

abusi legati a parenti e denigrazione sui social

Le attività di verifica avrebbero fatto emergere numerosi abusi edilizi riconducibili anche a parenti degli amministratori in carica. Tali circostanze sarebbero state oggetto di segnalazioni attribuite a M. S. e accompagnate da denigrazioni sui social rivolte a persone coinvolte.

scopo delle azioni: distrazione e attacco a figure politiche

La testimonianza attribuisce a M. S. una finalità che non sarebbe stata limitata alla difesa dei propri interessi. Morgera afferma che l’azione avrebbe potuto mirare a distrarre l’attenzione dalle opere abusive e al contempo a consolidare un’immagine pubblica di ricerca della legalità, anche attraverso la presentazione come responsabile di un’associazione indicata come citata nella relazione della commissione d’accesso.

Nel quadro descritto, la stessa strategia avrebbe consentito per anni di ottenere credito presso la popolazione e avrebbe avuto anche l’obiettivo di colpire figure politiche scomode nei confronti di altre persone.

dimissioni e talpa nel Comune: De Angelis e informazioni riservate

Morgera inserisce un passaggio specifico e diretto sulle dimissioni di Elvira De Angelis. Viene indicato che la consigliera o assessore avrebbe rassegnato le dimissioni in virtù delle pressioni mediatiche subite da M. S., con ripetuti post sui social relativi ad abusi edilizi che la riguardavano personalmente. Le dimissioni vengono collocate nel 2022 e vengono lette anche alla luce dell’ipotesi secondo cui l’azione non avrebbe avuto esclusivamente una natura di tutela privata, presentando anche uno sfondo politico.

In risposta a una domanda, Morgera sostiene l’esistenza di una talpa nel Comune, motivandola con la capacità di ottenere informazioni riservate e conoscenze note solo agli uffici.

Cancelmo: segnalazioni sulla casa della madre e contatti con politica

Anche Donatangelo Cancelmo, affiancando Morgera nelle attività anticorruzione e di controllo, si dichiara vittima delle condotte attribuite a M. S.. Secondo la testimonianza, l’immobile di sua madre sarebbe oggetto di continue segnalazioni considerate infondate.

Cancelmo conferma inoltre legami tra il pregiudicato e la politica locale: sostiene che M. S. fosse ricevuto dall’ex sindaco Coppola e che intrattenesse contatti anche con consiglieri comunali e con dirigenti e funzionari comunali.

tempistiche non casuali: verifiche su appalti e demolizioni

Per Cancelmo, le persecuzioni avrebbero avuto una tempistica non casuale: la narrazione collega l’avvio delle azioni di dileggio tramite social alle attività di verifica degli appalti poi accertati come di interesse anche per l’ex sindaco, e alle iniziative di demolizione relative al cespite abusivo riconducibile a M. S..

arresto di Coppola, commissariamento e continuità degli attacchi

Nel quadro complessivo viene ricordato che Coppola sarebbe stato arrestato e che il commissariamento prefettizio avrebbe avuto durata di un anno. Il ministro Piantedosi avrebbe rigettato la richiesta di scioglimento per camorra, limitandosi a stabilire prescrizioni. A seguire, si sarebbero svolte elezioni e sarebbe stato eletto un nuovo sindaco, Corrado Fattorusso.

Le testimonianze indicano però che Morgera e Cancelmo sarebbero rimasti sotto attacco da parte della stessa persona, con gli stessi metodi. Nei giorni indicati nel racconto, M. S. avrebbe persino pubblicato la foto della casa in cui vive Cancelmo, accompagnandola con un’ennesima segnalazione sul presunto abuso edilizio.

figure coinvolte nelle testimonianze e nei collegamenti

Le dinamiche descritte ruotano attorno a diverse figure citate esplicitamente nelle ricostruzioni:

  • Massimo Coppola
  • Vincenzo Chietti
  • Candida Morgera
  • Donatangelo Cancelmo
  • Elvira De Angelis
  • M. S.
  • Francesco De Falco
  • Nicola Gratteri
  • Corrado Fattorusso
  • Piantedosi
‘Sistema Sorrento’, i nuovi verbali su clan e politica: “Coppola e alcuni consiglieri avevano rapporti con M. S. e le sue infiltrazioni criminali nel Comune”
Categorie: PoliticaCronaca

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