Truffa ,5 miliardi di fondi Ue l’anticorruzione accusa l’ex governo orbán
Un possibile sistema di frode legato ai fondi dell’Unione europea sta riaccendendo i riflettori sulla gestione degli appalti e sulla trasparenza nella spesa pubblica in Ungheria. Al centro della contestazione ci sono fatture gonfiate per 3,5 miliardi di euro, una cifra che, secondo l’Autorità ungherese per l’integrità, avrebbe interessato anche ambienti vicini ad alte cariche di governo dell’ex primo ministro Viktor Orbán, con il rischio concreto di indagini e procedimenti.
fondi ue e fatture gonfiate fino a 3,5 miliardi
Ferenc Pál Biró, presidente dell’Autorità ungherese per l’integrità, ha collegato la possibile frode a una serie di presunte irregolarità verificatesi nel periodo di governo precedente, indicato come durato 16 anni. Nel corso dell’intervista, Biró ha affermato che politici di alto livello potrebbero rientrare tra i soggetti perseguibili, sottolineando l’ipotesi di una struttura che avrebbe operato con meccanismi sistematici.
Il punto centrale riguarda la “sovrafatturazione”: secondo quanto riportato, l’entità complessiva stimata del rischio di corruzione ammonterebbe a 3,5 miliardi di euro. L’Autorità sostiene che sarebbe possibile recuperare quei fondi e farli rimpatriare, evidenziando al contempo che la maggior parte delle risorse avrebbe già lasciato il Paese.
indagini su appalti pubblici manipolati
L’Autorità per l’integrità ha dichiarato di aver individuato numerosi casi criminali collegati ad appalti pubblici manipolati. L’impianto accusatorio si concentra su forniture di beni e servizi assegnate tramite procedure in cui, secondo le ricostruzioni, sarebbero stati utilizzati importi artificialmente gonfiati.
aziende principali negli appalti governativi
Secondo quanto riferito dall’Autorità, tre aziende si sarebbero aggiudicate la parte più rilevante degli appalti governativi per la fornitura di beni e servizi. La dinamica contestata riguarda l’attribuzione di contratti con valori maggiorati in modo non riconducibile a criteri ordinari di mercato, descritti come il risultato di un sistema di assegnazione ritenuto distorto.
autorità 2022 e mandato anticorruzione del nuovo governo
L’organismo anti-corruzione è stato istituito nel 2022, su pressione di Bruxelles, che avrebbe posto la creazione dell’Autorità come condizione per l’erogazione dei fondi. Nel quadro delineato, Biró ha indicato che l’azione di contrasto alla corruzione rappresenta il mandato chiave anche per il nuovo governo.
Biró ha inoltre raccontato di aver subito, in passato, minacce, tentativi di corruzione indiretta e arresti intimidatori. Le sue parole hanno collegato tali episodi alla necessità di ristabilire l’ordine e la legalità, con l’obiettivo di far giustizia e di consentire alle persone di riottenere quanto sarebbe stato loro sottratto.
Viktor Orbán e alte cariche nel mirino delle contestazioni
Nel racconto delle presunte irregolarità, viene segnalato che parte dei fondi sarebbe finita ad alti funzionari associati all’esecutivo precedente guidato dall’ex primo ministro ungherese Viktor Orbán, con la prospettiva di ulteriori sviluppi investigativi. In questo contesto, Biró ha evidenziato che la responsabilità potrebbe estendersi anche a figure politiche di livello elevato.
Personaggi citati:
- Ferenc Pál Biró, presidente dell’Autorità ungherese per l’integrità
- Viktor Orbán, ex primo ministro ungherese
