Terremoto castelli: con la ricostruzione cresce il pil

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Terremoto castelli: con la ricostruzione cresce il pil

La ricostruzione legata al sisma 2016 viene descritta come un percorso entrato in una fase più incisiva, capace di produrre risultati misurabili. A Roma, nel corso della presentazione del rapporto annuale “Ricostruire è prevenire: il laboratorio Sisma 2016 tra sicurezza e coesione territoriale”, il commissario straordinario del Governo per la ricostruzione e riparazione sisma 2016, Guido Castelli, ha evidenziato un cambio di passo documentato dall’andamento dell’ultimo triennio, con focus su cantieri, pagamenti, occupazione e condizioni delle persone ancora ospitate nelle strutture provvisorie.

cambio di passo nella ricostruzione: i dati del rapporto annuale

Il rapporto annuale sottolinea che, negli ultimi tre anni, si sarebbe impressa una accelerazione rilevante sul fronte della ricostruzione. Castelli ha collegato questo avanzamento a un elemento concreto: la liquidazione alle imprese della ricostruzione privata.

Secondo quanto dichiarato, sarebbe stato liquidato alle imprese della ricostruzione privata il 69 per cento di quanto fino a quel momento era stato versato nelle casse di chi ricostruisce le case. Un indicatore che, nella lettura del commissario, segnala un passaggio decisivo dall’impostazione dei fondi alla loro effettiva gestione operativa.

ricostruzione privata e ricostruzione pubblica: due linee di intervento

La ricostruzione viene presentata su due direttrici separate: privato e pubblico. Sul versante della ricostruzione privata, i dati richiamati si concentrano sull’avanzamento dei pagamenti alle imprese.

Per la ricostruzione pubblica, Castelli ha indicato che, su circa 5 miliardi di euro di opere finanziate, il 40 per cento sarebbe o chiuso o in corso di lavorazione. L’impostazione fornita mette quindi in evidenza un’azione che riguarda sia l’esecuzione dei lavori sia la loro progressiva messa a regime.

progresso e criticità territoriali: restano zone più colpite

Nel quadro tracciato dal commissario straordinario, i risultati positivi non eliminano la presenza di ulteriori passaggi necessari. Castelli ha richiamato l’esistenza di molto ancora da fare, con particolare attenzione alle zone più colpite, mantenendo una lettura in cui i dati vengono definiti comunque chiari.

occupazione nel cratere: crescita rispetto alla media nazionale

Tra i fronti segnalati nel rapporto emerge l’andamento dell’occupazione. Nel cratere, secondo quanto riportato, il livello occupazionale sarebbe mediamente superiore del 6 per cento rispetto alla media nazionale. La percentuale salirebbe a un 12 per cento nelle aree in cui si sarebbe registrato il danno più grande.

impatto economico: aumento del PIL medio cumulato

Castelli ha indicato anche una stima sull’effetto economico dell’azione di ricostruzione: l’intervento potrebbe produrre un aumento di circa 4 miliardi del PIL medio cumulato. Si tratta di un passaggio che attribuisce alla ricostruzione una ricaduta macroeconomica misurabile.

persone ancora nelle casette SAE: presenza di 2200 unità

Un’attenzione specifica è stata riservata alle persone che risultano ancora sfollate. Il commissario ha affermato che sarebbero 2200 le persone ancora ospitate nelle cosiddette casette SAE, accompagnando il dato con un richiamo alla priorità del sostegno.

La richiesta di concentrazione sulle esigenze di queste famiglie si inserisce in una più ampia riflessione sulla ripresa sociale ed economica, collegata alla preoccupazione per gli effetti di una crisi demografica che potrebbe risultare dannosa per territori già fragili anche prima del terremoto.

rilancio economico e sociale: quadro di notizie positive

Castelli ha concluso indicando che, sul versante del rilancio economico e sociale, sarebbero presenti buone notizie, con l’obiettivo di sostenere aree provate dagli eventi sismici e dalle condizioni preesistenti.

personaggi e figure citate

Guido Castelli

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