Rolf Harris, rivelazioni choc delle vittime: mani sulle gambe e dentro i pantaloncini

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Rolf Harris, rivelazioni choc delle vittime: mani sulle gambe e dentro i pantaloncini

Le accuse emerse nel contesto della miniserie “Rolf Harris: Primetime Predator” riportano alla luce una serie di racconti che descrivono molestie sul luogo di lavoro e un clima di paura alimentato dall’impunità. La storia ruota attorno a Rolf Harris, indicato come pedofilo e predatore sessuale seriale, e coinvolge la testimonianza di una truccatrice che, durante i lavori televisivi, avrebbe subito comportamenti indesiderati. Il materiale presentato in tribunale e ripreso dalla narrazione documentaristica mette in evidenza dinamiche di controllo, isolamento e mancata reazione da parte di chi aveva la possibilità di intervenire.

accuse Rolf Harris nella miniserie “Rolf Harris: Primetime Predator”

La miniserie prodotta per Amazon Prime, intitolata “Rolf Harris: Primetime Predator”, nasce nel Regno Unito e in Australia e raccoglie le testimonianze relative ad abusi denunciati come avvenuti in ambito professionale, quando la vittima era ancora ventenne.

Nel racconto riportato, compare anche una dichiarazione attribuita a una truccatrice, Suzi, presentata in sede giudiziaria. La testimonianza descrive un contatto sessuale non consensuale durante le attività di trucco, con gesti descritti come sempre più invadenti nel momento in cui l’artista era seduto nella postazione dedicata.

testimonianza della truccatrice Suzi sui presunti abusi durante il lavoro

Secondo quanto riferito dalla truccatrice, la preparazione per il trucco sarebbe diventata rapidamente il contesto in cui l’artista avrebbe iniziato a molestare. La descrizione indica che, mentre veniva applicata la cipria, Harris avrebbe assunto comportamenti che includevano un avvicinamento fisico e un tentativo di contatto sessuale.

Suzi, assunta presso la stazione tv australiana Channel 7, avrebbe vissuto inizialmente l’assegnazione del lavoro con Harris con grande entusiasmo. In sede di proiezione, il ricordo viene presentato con toni positivi: la truccatrice avrebbe comunicato la notizia ai familiari e agli amici, mostrando aspettativa per la collaborazione. L’entusiasmo, però, sarebbe stato sostituito rapidamente dalla paura.

il terrore dopo il primo contatto e il tentativo di chiedere di non toccare

La narrazione riferisce che, non appena Harris si sarebbe seduto sulla sedia trucco, avrebbe iniziato a molestarla. Di fronte ai comportamenti descritti, Suzi avrebbe provato a chiedere di fermarsi, spiegando che la richiesta non sarebbe stata gridata, con l’indicazione di una regola professionale: non agitare l’artista durante il lavoro.

assenza di intervento e presenza di altri uomini nella stanza

Un ulteriore elemento evidenziato nella testimonianza riguarda la presenza di altre persone nell’ambiente di lavoro. Suzi avrebbe dichiarato che la stanza risultava piena di uomini e che nessuno avrebbe chiesto a Harris di interrompere. La situazione viene ulteriormente descritta includendo una dinamica di incoraggiamento, con il regista indicato come elemento che avrebbe contribuito ad alimentare la condotta.

miniserie e “fari” sul contesto: Nick Sweeney e la questione della giustizia

La miniserie viene associata alla regia di Nick Sweeney, citato per l’intento di riaccendere l’attenzione sulla vicenda, soprattutto a distanza di tempo dai processi e dalla morte dello showman australiano. La narrazione sottolinea che, secondo quanto riportato, per molte delle vittime non sarebbe stata ottenuta giustizia nel Paese d’origine.

dirigenti e colleghi: presunta conoscenza dei comportamenti

Uno degli aspetti più inquietanti attribuiti al documentario riguarda la percezione che, stando alle testimonianze delle (presunte) vittime, numerosi soggetti avrebbero saputo dei comportamenti commessi da Harris. La ricostruzione include l’idea che dirigenti, colleghi, collaboratori e anche familiari avrebbero avuto piena consapevolezza.

Personaggi citati: Rolf Harris; Suzi; Nick Sweeney.

“Mi appoggiava le mani sulle gambe e le faceva scorrere all’interno dei miei pantaloncini. Recitava una poesia, palpeggiandomi il seno”: le rivelazioni choc delle vittime minorenni di Rolf Harris

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