Produzione industriale in aprile in calo dello 0,5% tra bene chimica e mezzi di trasporto e tessile in discesa
Un nuovo avanzamento della produzione industriale italiana emerge ad aprile, consolidando un andamento positivo che prosegue per il terzo mese consecutivo, dopo un periodo di contrazione durato tre anni. Il quadro resta però caratterizzato da una ripresa fragile e da incrementi non uniformi tra settori e componenti.
produzione industriale italiana ad aprile: crescita e limiti della ripresa
Secondo le stime dell’Istat, l’indice destagionalizzato registra ad aprile un incremento dello 0,5% rispetto a marzo. Su base annua, l’aumento sale all’1,3%. Nel confronto con i periodi precedenti, la media del trimestre febbraio-aprile evidenzia un progresso dello 0,2% rispetto ai tre mesi antecedenti.
Il segnale positivo si inserisce in un contesto complessivo ancora incerto: la dinamica appare disomogenea, con alcune aree del manifatturiero in crescita e altre in evidente difficoltà.
beni strumentali e beni intermedi trainano, beni di consumo in calo
La crescita mensile è sostenuta soprattutto dai beni strumentali, che mostrano un incremento dell’1% rispetto al mese precedente e del 6,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questa componente è la più strettamente legata agli investimenti delle imprese.
Positivi anche i beni intermedi: aumentano dello 0,8% su base mensile e dell’1,8% su base annua. La dinamica indicata si contrappone alla performance dei beni di consumo, che registrano una flessione sia congiunturale pari a -0,1%, sia tendenziale pari a -4,1%, segnale di una domanda interna ancora debole.
In territorio negativo anche l’energia, con una variazione -0,2% rispetto al mese precedente e -2,7% su base annua.
andamento settoriale: polarizzazione tra crescita e arretramenti
Dal punto di vista settoriale emerge una forte polarizzazione. Nel confronto mese su mese, la crescita è trainata dai prodotti chimici e dai prodotti petroliferi.
Su base annua, tra i comparti in maggiore evidenza figurano la fabbricazione di mezzi di trasporto con un incremento del +17,8%, il comparto farmaceutico con +7,9% e la produzione di macchinari e attrezzature con +6,1%.
La dinamica positiva riguarda settori ad alto contenuto tecnologico e molto orientati all’export, che continuano a beneficiare di una domanda relativamente più dinamica.
comparti tradizionali del made in Italy in difficoltà
All’opposto, restano in difficoltà alcuni comparti tradizionali. Le industrie tessili, l’abbigliamento, le pelli e gli accessori registrano un calo dell’8,9%. Il dato conferma una crisi che si protrae da diversi trimestri, collegata sia alla debolezza dei consumi europei sia alle difficoltà del lusso sui mercati internazionali.
Negative anche le altre industrie manifatturiere con -6,7% e il comparto legno-carta-stampa con -4,4%.
interpretazione del dato tendenziale e effetto calendario
La variazione complessiva su base annua, pari a +1,3%, richiede attenzione nell’interpretazione. Ad aprile 2026 i giorni lavorativi sono stati 21, contro i 20 dello stesso mese dell’anno precedente. Questo effetto calendario contribuisce a sostenere il confronto tendenziale.
