Meritiamo i mondiali popolo con noi il nel ritiro delliran

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Meritiamo i mondiali popolo con noi il  nel ritiro delliran

Rahman Rezaei, ex difensore con esperienze in Perugia, Messina e Livorno, attualmente è assistente del ct dell’Iran Amir Ghalenoei. In collegamento dal ritiro in Messico, Rezaei ha raccontato i primi giorni della nazionale in Coppa del Mondo, entrando nel merito dell’esordio con la Nuova Zelanda, delle dinamiche del gruppo e delle tante questioni che hanno accompagnato l’Iran nei mesi precedenti.

rahman rezaei iran ai mondiali: atmosfera e sostegno dai tifosi

Il racconto di Rezaei prende avvio dall’impatto immediato della partita contro la Nuova Zelanda. La squadra, secondo quanto riferito, è stata spinta durante tutto l’arco dell’incontro da una cornice di pubblico molto ampia: più di 60mila iraniani presenti a sostenere la nazionale. Il risultato, in termini di percezione emotiva, è stato descritto come un’esperienza quasi “casalinga”, con un forte senso di vicinanza.

Rezaei ha sottolineato anche l’effetto delle tribune: migliaia di tifosi arrivati a Los Angeles hanno contribuito a creare un ambiente simile a quello immaginato nella cornice di Teheran. Lo stadio, inoltre, è stato ricordato per il colpo d’occhio delle maglie sugli spalchi, con una distesa di colori specifici e un’atmosfera definita “spettacolo”.

reazioni immediate dopo il match con la nuova zelanda

Durante la preparazione e nella fase successiva all’esordio, Rezaei ha evidenziato la qualità del rapporto tra squadra e pubblico, includendo anche l’attenzione ricevuta fuori dal contesto sportivo. Nella giornata in cui parla dal Messico e da Tijuana, la città scelta per il ritiro durante la Coppa del Mondo, viene descritta una presenza di affetto costante: alle uscite dall’albergo vengono richieste foto e autografi, con un trattamento indicato come rispettoso e caloroso.

iran nel ritiro in messico: logistica, trasferimento e calendario

La permanenza del gruppo in Nord America è legata a decisioni conseguenti a scenari di tensione. Rezaei ha spiegato che, a causa della guerra in corso con gli Stati Uniti, la federazione ha trasferito il ritiro: la sede scelta è stata un’area a pochi chilometri da San Diego, rinunciando alla collocazione prevista a Tucson in Arizona.

Il cambio, secondo le sue parole, ha portato complicazioni soprattutto sul piano dei tempi. Il piano quotidiano descritto è molto operativo: partenza il giorno prima della gara e rientro subito dopo. Con la sfida contro la Nuova Zelanda, il rientro è avvenuto a mezzanotte in albergo. Stesso criterio per le prossime partite, che lo stesso Rezaei collega a Belgio a Los Angeles ed Egitto a Seattle.

polemiche e voci sull’esclusione: risposta netta di rezaei

Il confronto con i temi esterni viene affrontato da Rezaei con una linea diretta. Il focus resta sul lavoro sportivo: la squadra è presentata come impegnata a allenarsi, giocare e rappresentare il Paese, senza interesse per le discussioni di contorno. Il pareggio all’esordio, inoltre, è associato a una visita istituzionale: Rezaei ricorda che il presidente della Fifa Gianni Infantino è sceso negli spogliatoi per salutare la squadra e ringraziare l’Iran per la partecipazione al torneo.

Rezaei fa riferimento anche al punto di vista espresso dal ct Ghalenoei, che ha definito la nazionale “la squadra più maltrattata e penalizzata del Mondiale”. Nel merito delle polemiche, Rezaei dichiara di preferire non entrare nella disputa: ognuno esprime opinioni personali e la sua posizione rimane ancorata al lavoro sul campo.

voci di esclusione dell’iran: una risposta basata su fiducia

Rezaei affronta poi le indiscrezioni arrivate nei mesi precedenti. Racconta di aver sentito tante cose, precisando che, conoscendo l’Italia, ritiene che l’ipotesi di un passaggio di consegne non potesse realizzarsi. A suo modo di vedere, nemmeno l’Italia avrebbe avuto interesse ad assumere il posto dell’Iran. La sua posizione si basa anche su un rapporto di fiducia verso la federazione, mantenuto nel corso del tempo: Rezaei afferma di essere stato sempre tranquillo.

guerra e qualificazione: presenza dell’iran nel torneo secondo rezaei

La questione del conflitto viene ricondotta a un criterio sportivo. Rezaei sostiene che la guerra non dovrebbe diventare un motivo per escludere una nazionale da una competizione. Nel discorso porta esempi storici relativi a Siria e Iraq nella Coppa d’Asia nonostante i conflitti in corso. La sua conclusione è che l’Iran è presente e, secondo la sua visione, ciò deve essere considerato giusto.

esultanza di mohebi e tifosi: nessun gesto politico secondo rezaei

Un passaggio centrale riguarda l’episodio successivo al gol del 2-2 durante la partita contro la Nuova Zelanda. Rezaei commenta l’esultanza di Mohammad Mohebi, che ha festeggiato mimando una pistola con le dita. Alcuni osservatori, come riportato, hanno interpretato il gesto collegandolo al rapporto tra tifosi presenti in tribuna con la bandiera del Leone e del Sole e al simbolo dell’Iran pre-rivoluzionario associato a una parte dell’opposizione.

La lettura di Rezaei è diversa: afferma di non vedere un intento politico e ribadisce che, a suo parere, si tratta di un ragazzo che ha segnato un gol e ha mostrato la sua gioia. Secondo la sua interpretazione, l’azione non va letta in modo negativo sul piano politico.

team melli e tifosi: rapporto descritto come continuativo

Rezaei chiude poi il quadro sul legame tra nazionale e sostenitori. Riferisce che circolano opinioni secondo cui l’Iran rappresenterebbe “il regime” e che in patria si farebbe tifo contro la squadra, ma la sua esperienza in nazionale viene presentata come smentita. Rezaei afferma di aver visto tifosi ovunque: dalla Corea del Nord al Giappone, fino al Canada. La metafora proposta è quella di un sostegno paragonato a un dodicesimo uomo in campo.

Nel contesto statunitense, Rezaei descrive un’energia percepita dalla squadra: ora attendono due partite durissime contro Belgio ed Egitto. Il pareggio all’esordio viene indicato come un elemento che ha reso più complesso il percorso, ma resta la fiducia nell’evoluzione del torneo. L’orizzonte emotivo rimane legato alla necessità di liberarsi dalla pressione esterna: la squadra continuerà, secondo quanto dichiarato, a seguire la propria strada.

personaggi citati

  • Rahman Rezaei
  • Amir Ghalenoei
  • Gianni Infantino
  • Mohammad Mohebi

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