Meloni attacca la fiera del libro: il patentino antifascista è censura

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Meloni attacca la fiera del libro: il patentino antifascista è censura

La richiesta di una dichiarazione di antifascismo rivolta alle case editrici che prendono parte a una fiera del libro accende un acceso confronto politico. Giorgia Meloni collega la questione al tema della libertà di pensiero, mentre Giuseppe Conte risponde inserendo la polemica in un quadro più ampio fatto di scelte di governo e priorità nazionali.

censura e antifascismo: la posizione di giorgia meloni sulla fiera del libro

Giorgia Meloni afferma che definire “censura” la richiesta di sottoscrizioni antifasciste è il punto centrale della vicenda. Nel mirino viene indicata Più libri più liberi, evento in programma a dicembre presso la Nuvola dell’Eur a Roma. L’esponente politica richiama quanto accaduto l’anno precedente, quando un gruppo di editori aveva contestato la presenza di Passaggio al Bosco.

La contestazione dello scorso anno, secondo quanto riportato, aveva riguardato il catalogo della casa editrice, accusato di basarsi “in larga parte” sull’esaltazione di esperienze e figure del pantheon nazifascista e antisemita. Meloni sostiene quindi che la partecipazione alla fiera debba prevedere un vincolo formale legato a una dichiarazione.

“patentino antifascista” e libertà di pensiero secondo meloni

Meloni scrive sui social che, per partecipare all’edizione dell’anno in corso, le case editrici dovrebbero ottenere il cosiddetto “patentino antifascista”, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. Il messaggio collega l’iniziativa al modo in cui, a suo avviso, viene concepita la libertà di pensiero, riassunta in un passaggio in cui la libertà sarebbe possibile solo rispettando ciò che viene indicato come accettabile.

La posizione esprime anche l’idea che la cancellazione di idee non allineate a una specifica impostazione politica venga mascherata come lotta antifascista. Meloni conclude definendo il fenomeno come censura e sostenendo che la censura risulta incompatibile con una società democratica.

risposta di giuseppe conte: polemica sulla fiera e critiche al governo

Giuseppe Conte replica sui social concentrandosi su una serie di temi che, nella sua ricostruzione, mettono in secondo piano la discussione sulla fiera. Nel merito, Conte sostiene di non avere “nulla da dire e da fare” rispetto a un’inchiesta per corruzione riguardante il Ponte dello Stretto. Aggiunge però critiche politiche su progetti fallimentari e su risorse indicate come 13,5 miliardi, affermando che sarebbero utili per infrastrutture, scuole e sanità.

riforme, ritardi e priorità secondo conte

Conte cita anche le riforme su giustizia e sanità, affermando che sarebbero state ritirate o bocciate dai cittadini, e richiama criticità operative legate a code in tribunale e ospedale.

Nel passaggio successivo, Conte menziona “vertici internazionali vitali” per gli interessi dell’Italia, sostenendo che la sedia dell’Italia sarebbe rimasta vuota perché la scelta sarebbe orientata verso un evento specifico o perché sarebbe stata esclusa la partecipazione.

Da qui la critica più diretta: Conte attribuisce a Meloni una “polemica domenicale” descritta come surreale, legata alla fiera del libro e all’antifascismo.

ossessione per vannacci e bilancio politico: il contrattacco di conte

La replica prosegue con un riferimento a Vannacci, presentato da Conte come un tema che crescerebbe grazie ai presunti fallimenti e tradimenti. Conte formula anche un’interrogazione retorica, chiedendo quando, secondo la sua ricostruzione, Meloni si occuperebbe di questioni come carovita e aziende che chiudono.

Conte chiude richiamando un bilancio di quattro anni con “zero riforme”.

figure coinvolte nel confronto

  • Giorgia Meloni
  • Giuseppe Conte
  • Passaggio al Bosco (casa editrice)
Meloni: “La fiera Più libri più liberi chiede agli editori il patentino antifascista. È censura, incompatibile con la democrazia”

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