Infantino marcia indietro dopo polemiche e accuse: caduta di stile, offese a Pozzo e Bearzot
Le parole del presidente della Fifa Gianni Infantino hanno innescato un’ondata di reazioni in Italia. Dopo una battuta sul numero di squadre da mettere in campo per un’eventuale qualificazione dell’Italia, la Figc ha espresso un giudizio netto, richiamando i principi che il calcio dovrebbe veicolare sia nei momenti positivi sia in quelli negativi. L’intervento di Infantino è stato accompagnato anche da un parziale chiarimento, ma il tema ha continuato a far discutere, coinvolgendo esponenti politici e figure istituzionali.
figc e reazione a infantino: rispetto e valori del calcio
La figc ha risposto al presidente della Fifa Gianni Infantino definendo le sue dichiarazioni un’uscita infelice e una caduta di stile capace di ferire il sentimento dell’intera comunità sportiva italiana. Il richiamo centrale riguarda il fatto che, secondo la federazione, nel percorso tra vittoria e sconfitta il calcio deve insegnare rispetto e valori, senza lasciare spazio a toni considerati non all’altezza del ruolo.
infantino tra battuta e passo indietro: il riferimento a rivera e alla coppa del mondo 2026
Le prime parole di Infantino avevano fatto rumore a livello internazionale, innescando reazioni anche fuori dai confini sportivi. Il presidente della Fifa aveva dichiarato: “vediamo se l’Italia si qualifica con 64 squadre o forse dovrò metterne 228”, chiudendo con una risata. In seguito, Infantino ha inserito un chiarimento parziale tramite un post su Instagram, legandosi a un incontro legato alla Coppa del Mondo Fifa 2026.
Nel messaggio successivo, Infantino ha raccontato di aver incontrato Gianni Rivera alla partita inaugurale della Coppa del Mondo Fifa 2026 allo Stadio di Città del Messico, citando la storica “Partita del Secolo”: la semifinale dei Mondiali Fifa contro la Germania Ovest del 17 giugno 1970, quasi 56 anni prima della data dell’evento. Infantino ha definito il torneo del 1970 come straordinario e ha esteso l’augurio al 2026, aggiungendo un riferimento alle assenze di quattro volte campioni del mondo dell’Italia e anticipando che gli Azzurri tornerebbero presto protagonisti, con l’obiettivo legato alla qualificazione del centenario nel 2030.
reazioni dalla politica italiana: abodi, amato e gasparri
andrea abodi: verifica prima di esprimersi
Le dichiarazioni hanno trovato spazio anche nelle sedi politiche. Il ministro dello sport Andrea Abodi ha spiegato di distinguere tra informazioni riportate e percezione diretta, affermando la preferenza per una verifica preliminare prima di esprimere un giudizio. Abodi ha inoltre dichiarato l’intenzione di sentirsi direttamente con Infantino, compatibilmente con gli impegni, indicando l’obiettivo di conoscere il pensiero in modo diretto.
gaetano amato: equilibrio, rispetto e senso delle istituzioni
Più decise le parole del deputato del M5S Gaetano Amato. In una nota, Amato ha rimarcato che Infantino non parla come semplice tifoso, ma come presidente della Fifa, sottolineando la necessità di equilibrio, rispetto e senso delle istituzioni. Il deputato ha aggiunto di provare vergogna per il declino della Nazionale e per le difficoltà del calcio italiano, sostenendo che non servano battute per accorgersene.
Amato ha inoltre criticato la scelta di deridere l’Italia da parte di chi, secondo il suo intervento, dovrebbe rappresentare il calcio mondiale includendo l’Italia. Le figuracce degli azzurri vengono considerate gravi; allo stesso tempo, Amato ha indicato come ancora più gravi quelle attribuite al presidente FIFA.
maurizio gasparri: rispetto per la storia del calcio italiano
Netto anche il commento del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. Secondo quanto dichiarato, l’Italia calcistica si trova in forte difficoltà. Gasparri ha espresso l’auspicio che i futuri vertici della figc adottino politiche virtuose, sia sul piano della riorganizzazione generale sia su quello della tutela e del rafforzamento dei settori giovanili, con l’obiettivo di avere una nazionale nuovamente competitiva.
Il senatore ha definito fuori luogo e gratuite le battute ritenute irriguardose nei confronti della nazionale italiana. Nel suo intervento, Infantino viene indicato come persona di origine italiana, e per questo chiamato a un maggiore rispetto per la storia di quattro volte campioni del mondo. Gasparri ha aggiunto che l’ironia sul numero delle squadre non colpirebbe la sola federazione attuale, ma finirebbe per offendere figure e generazioni, tra cui Pozzo e Bearzot, oltre a campioni e tifosi.
Gasparri ha concluso sostenendo che l’Italia calcistica continuerà a essere protagonista come è avvenuto per decenni. Le uscite di Infantino vengono descritte come una parentesi sbagliata nella storia della Fifa, con una chiusura dedicata alla necessità di rispettare l’Italia.
figure citate nelle reazioni: rivera, pozzo e bearzot
Nel contesto delle dichiarazioni e dei riferimenti storici sono presenti alcune personalità legate alla memoria del calcio italiano, utilizzate come punti di confronto o evocazioni simboliche.
- Gianni Rivera
- Andrea Abodi
- Gaetano Amato
- Maurizio Gasparri
- Pozzo
- Bearzot
