Gaza beffa borse di studio per l italia bloccati esame di lingua sotto le bombe

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Gaza beffa borse di studio per l italia bloccati  esame di lingua sotto le bombe

Una borsa di studio, un’assegnazione già confermata e l’attesa di iniziare un percorso universitario in Italia. Poi, all’improvviso, l’ostacolo: la richiesta di una certificazione di lingua italiana B2 che, secondo quanto riportato, non sarebbe stata applicata con le stesse modalità a studenti accolti in precedenza. La storia di Loai Iqtifan restituisce la dimensione di un problema che, nella prospettiva di associazioni e fonti giornalistiche, coinvolgerebbe più candidati bloccati nelle procedure di evacuazione da Gaza.

certificazione lingua italiana b2: lo stop che blocca studenti da gaza

Loai Iqtifan, studente beneficiario di una borsa di studio selezionata a ottobre dell’anno precedente, racconta di essere stato autorizzato a proseguire gli studi presso l’Università di Ferrara. Fin dall’inizio, riferisce, non sarebbe stata richiesta alcuna documentazione relativa alla lingua italiana. L’unico passaggio richiesto, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato un confronto via e-mail: una conferma della disponibilità a studiare in italiano. Solo successivamente, una nuova richiesta avrebbe inciso sul suo inserimento nelle procedure di evacuazione.

La situazione viene descritta come parte di una restrizione burocratica più ampia. Secondo quanto riportato, sarebbero almeno 60 gli studenti rimasti bloccati dalla richiesta del livello B2, mentre per 230 studenti accolti in precedenza presso atenei italiani non sarebbe stato applicato lo stesso requisito.

loai iqifan: attesa, evacuazione e domanda di chiarimenti

Loai afferma di essere rimasto scioccato quando ha scoperto che il suo nome non era presente nella lista di evacuazione, collegata a un presunto requisito legato alla lingua. Dichiara di non aver ricevuto in alcun momento indicazioni secondo cui un certificato sarebbe stato necessario per l’evacuazione. Secondo la sua aspettativa, la lingua italiana sarebbe stata avviata dopo l’arrivo in Italia, durante il percorso universitario.

Il nodo, per lo studente, non riguarda solo il merito della regola ma anche la scansione temporale. Alcuni ragazzi, partiti attraverso lo stesso canale, avrebbero raggiunto l’Italia senza possedere una certificazione di italiano al momento della partenza, iniziando lo studio successivamente. Loai chiede quindi ragione del perché un requisito, a suo dire assente in fase di assegnazione, venga applicato in modo retroattivo.

procedure per studenti internazionali: accettazione, visto e ruolo diplomatico

Le verifiche richiamate dalla vicenda si collegano a linee guida pubblicate a maggio su Universitaly, valide per gli anni accademici 2026/2027 e 2027/2028 e indicate come uniformi anche per periodi precedenti. Le procedure sarebbero definite dal Ministero dell’Università e della Ricerca, con il coinvolgimento di altri dicasteri, tra cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero degli Esteri e il Ministero dell’Interno.

Le indicazioni descrivono un punto specifico: l’accettazione da parte dell’università italiana non comporterebbe garanzia di rilascio del visto. L’ateneo, anche se accoglie la preiscrizione e verifica documenti e riserve, non avrebbe l’ultima parola. La decisione finale resterebbe di competenza di ambasciata o consolato nel Paese da cui viene presentata la domanda.

filtro del “rischio migratorio” e conseguenze nel contesto di guerra

Oltre alla verifica dei requisiti formali per il visto di studio, le rappresentanze diplomatico-consolari avrebbero l’obbligo di valutare l’assenza del cosiddetto “rischio migratorio”. Il principio richiamato consisterebbe nel stabilire se lo studente intenda realmente venire in Italia per frequentare un percorso universitario o se l’iscrizione possa diventare un pretesto per entrare nel Paese con altre finalità.

Applicato a candidati residenti nella Striscia di Gaza, in una condizione definita dalla presenza di guerra, fame, sfollamento e distruzione delle infrastrutture educative, il criterio viene descritto come potenzialmente capace di trasformarsi in un ostacolo difficile da superare.

lingua italiana nei requisiti: B2 per i corsi, B1 per i foundation course

Tra i parametri previsti dalla circolare, viene indicata la conoscenza linguistica. Per i corsi erogati in italiano, gli atenei dovrebbero verificare una competenza almeno pari a B2, salvo i casi di esonero previsti in presenza di certificazioni o titoli specifici. Chi non supera la prova di lingua non avrebbe accesso alle fasi successive, come test di ingresso o valutazioni attitudinali.

Per i foundation course, descritti come corsi propedeutici ponte verso l’università, il livello minimo richiesto risulterebbe invece B1.

università di ferrara e richiesta respinta per loai iqifan

Loai avrebbe dovuto essere accolto in un percorso di Ingegneria presso l’Università di Ferrara. Secondo la sua ricostruzione, l’ateneo avrebbe comunicato di aver ricevuto conferma dal Ministero degli Affari Esteri sulla rigorosa applicazione delle procedure. L’università avrebbe quindi fatto riferimento a un inasprimento dei controlli, esprimendo rammarico e assicurando di aver compiuto ogni azione possibile per sostenere la candidatura.

Ferrara avrebbe anche garantito al Ministero la disponibilità ad attivare corsi intensivi di lingua italiana e inglese durante l’estate, con l’obiettivo di consentire l’arrivo a settembre preparati all’inizio delle lezioni. Malgrado questi elementi, la richiesta sarebbe stata respinta.

denuncia pass: siete gli studenti “iupalS” rimasti a gaza

La vicenda viene ricondotta da PASS, Palestine Student Support, a uno degli ultimi studenti IUPALS rimasti a Gaza. L’associazione descrive l’Italian Universities for Palestinian Students come un programma coordinato dalla Crui con il sostegno di MAECI e MUR, finalizzato a mettere a disposizione borse di studio per studenti palestinesi residenti nei Territori palestinesi.

Secondo la denuncia, il programma non sarebbe stato rinnovato e si sarebbe ora manifestato un nuovo paradosso: viene ricordato che dall’ottobre 2025 sarebbero state realizzate sette missioni di evacuazione che avrebbero permesso a 230 palestinesi di raggiungere un luogo sicuro, senza colloqui in italiano prima della partenza. PASS aggiunge che anche Loai avrebbe ricevuto una borsa aggiuntiva assegnata a ottobre 2025, mentre altri studenti sarebbero arrivati in Italia per studiare corsi in italiano senza possedere certificazioni linguistiche al momento dell’assegnazione.

Nel quadro descritto dall’associazione, la criticità riguarderebbe il rischio di trattamenti diversi per persone inserite nello stesso percorso, con la possibilità che alcuni candidati siano stati contattati dal consolato e abbiano parlato direttamente in italiano.

domande ai ministeri e al coordinamento: cosa è cambiato

PASS chiede di chiarire che cosa sia mutato rispetto a blocchi precedenti non segnalati. Viene sollevato il dubbio se siano le università, come UniFe, a non preparare o tutelare adeguatamente gli studenti prima dell’arrivo, oppure se siano MAECI e MUR ad aver introdotto nuovi requisiti per scremare i potenziali nuovi arrivi. L’associazione dichiara di aver rivolto richieste di spiegazioni al ministero degli Esteri, al ministero dell’Università e della Crui, senza ottenere risposte al momento della pubblicazione.

La questione viene estesa a un tema più ampio: la compatibilità tra l’ottenimento di una certificazione B2 e le condizioni di vita in tempo di guerra, con l’affermazione che, senza soluzioni per casi simili, le possibilità di soddisfare i requisiti diventerebbero limitate.

condizioni a gaza e percorso di lingua: la richiesta di inserimento in lista

Loai descrive la propria situazione a Gaza come estremamente difficile. Indica che bisogni essenziali come cibo e sicurezza rappresentano una sfida quotidiana e aggiunge che non esisterebbero centri disponibili per studiare la lingua italiana, a causa dell’attuale contesto. Nonostante la situazione, dichiara di non voler rinunciare al percorso accademico.

Lo studente ribadisce la disponibilità ad avviare lo studio della lingua italiana, anche in modalità online, se l’Università di Ferrara potrà offrire un corso. La richiesta conclusiva riguarda l’inserimento del proprio nome nella prossima lista di evacuazione.

nomi e riferimenti personali citati

  • Loai Iqtifan
  • Laura Ramaciotti
“Gaza, la beffa borse di studio per l’Italia: noi costretti a restare sotto le bombe bloccati dall’esame di lingua”

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