Discriminazione di genere nello sport angeluss in commissione femminicidio se parli perdi il posto

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Discriminazione di genere nello sport angeluss in commissione femminicidio se parli perdi il posto

Nel motociclismo, dove il paddock è spesso definito da relazioni fitte e dinamiche immediate, la reputazione può diventare un meccanismo di pressione capace di incidere sulle scelte professionali. Aurora Angelucci, amministratrice delegata di Angeluss Women Sport Management, ha portato questa realtà davanti a una Commissione Parlamentare Femminicidio, collegando l’osservazione concreta del mondo dello sport ai rischi legati alla violenza di genere, anche quando si manifesta in forme professionali ed economiche.

violenza professionale ed economica nel paddock: la reputazione come pressione

Durante l’intervento, Aurora Angelucci ha richiamato la specificità di un ambiente piccolo come il paddock, in cui “tutti si conoscono”. In tale contesto, la reputazione viene descritta come uno strumento che aumenta la pressione e rende difficile reagire o denunciare. Le parole riportate delineano una dinamica precisa: “Se segnali, nessuno ti chiederà all’interno di un altro team” e, se emergono ostacoli o conflitti, la conseguenza è la perdita dell’opportunità. Nel quadro illustrato, la dipendenza da un team o da una singola chance riduce la possibilità di rinunciare o anche solo opporsi.

Il riferimento è a una “forma di violenza professionale o economica”, legata alla difficoltà di ottenere protezione reale quando il sistema delle opportunità è concentrato in pochi nodi e chi segnala può pagare un prezzo diretto in termini di carriera.

audizione in Commissione Parlamentare Femminicidio e focus sul filone sportivo

L’audizione si colloca nell’ambito di un’inchiesta dedicata alla violenza di genere nel mondo dello sport. Il contributo di Angelucci inserisce nel dibattito una lettura operativa: la prevenzione non riguarda solo episodi di maggiore gravità, ma anche i passaggi che precedono l’escalation, quando l’ambiente può diventare strutturalmente incapace di garantire sicurezza, autonomia e ascolto.

l’impegno di aurora angelucci con angeluss: supporto alle giovani donne nel motociclismo

La strategia di Angeluss Women Sport Management viene ricondotta all’avvio dell’impegno di Aurora Angelucci nel 2021. Nella narrazione dell’esperienza, la scelta di fondare la società viene associata al contesto del paddock, dove convivono elementi legati a una tradizione storicamente caratterizzata da una forte presenza maschile. L’intervento ha sottolineato come, nonostante l’assenza di un percorso formale nel settore, la spinta originaria fosse la passione per le due ruote e l’ambizione di aprire spazio a nuove opportunità.

angeluss e l’obiettivo di abbattere le barriere

Secondo quanto riportato, Angeluss mira a supportare e seguire giovani donne con il talento necessario per emergere nel motociclismo. L’obiettivo dichiarato ruota attorno alla volontà di abbattere barriere e creare opportunità concrete in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini.

Nel quadro descritto, il valore delle capacità femminili viene esteso non solo all’area sportiva della competizione come piloti, ma anche ai ruoli strategici e tecnici all’interno di una squadra.

prima squadra MotoGp al femminile e campagna no one more

Nel testo viene indicato che Aurora Angelucci, a 24 anni, ha contribuito alla costruzione del primo team MotoGp tutto al femminile. Inoltre, nel 2025, Angeluss risulta aver promosso la campagna “No one more”, dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. Il ricavato della campagna è stato devoluto all’associazione D.i.Re-Donne in rete contro la violenza.

prevenzione della violenza di genere nello sport: ambienti sicuri e accesso reale ai ruoli

La posizione espressa in audizione mette in primo piano la prevenzione, collegandola alla costruzione di contesti in cui una donna non sia isolata, non sia ricattabile e non sia costretta al silenzio. Il passaggio chiave è evitare che la scelta tra proteggersi e restare nello sport diventi una falsa alternativa obbligata.

Le considerazioni vengono rafforzate dalle parole attribuite alla presidente della Commissione, Martina Semenzano, che riprende e sintetizza i temi esposti. Nel quadro riportato, la parità formale apre la porta, ma la libertà delle donne dipende anche da condizioni concrete: ascolto, protezione, competenza e un accesso reale ai ruoli in grado di consentire alle donne di restare, crescere ed esercitare autonomia.

personaggi e protagonisti citati

  • Aurora Angelucci
  • Martina Semenzano
  • D.i.Re-Donne in rete contro la violenza
Discriminazione di genere nello sport, la società Angeluss in Commissione Femminicidio. L’ad Angelucci: “Nel paddock se parli perdi il posto”

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