Competenze finanziarie gen z, solo 3 su 10 sanno le basi: risultati dellindagine

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Competenze finanziarie gen z, solo 3 su 10 sanno le basi: risultati dellindagine

Le competenze finanziarie della Gen Z emergono al centro di una nuova ricerca, presentata al Senato, con numeri che fotografano un divario marcato e, allo stesso tempo, una domanda formativa in rapida crescita. L’indagine mette in evidenza come valori, comportamenti e aspettative della generazione nata tra 1997 e 2012 si intreccino con una quotidianità sempre più digitale, in cui decisioni economiche e percorsi di apprendimento passano con facilità dai social alle piattaforme online.

educazione finanziaria gen z: solo il 35% ha competenze di base

Solo il 35% dei giovani italiani appartenenti alla Gen Z possiede competenze finanziarie di base. Il dato posiziona l’Italia tra gli ultimi Paesi dell’area Ocse per alfabetizzazione finanziaria giovanile. Il quadro è stato presentato nel corso del convegno “Educazione finanziaria e giovani. Comprendere la Gen Z per costruire il futuro”, tenutosi al Senato della Repubblica.

ricerca “educazione finanziaria a ritmo della gen z”: contesto e focus

L’indagine, condotta da Value Partners in collaborazione con Aief (Associazione italiana educatori finanziari), analizza in modo specifico valori, comportamenti e aspettative della generazione Gen Z. La ricerca si concentra su un contesto in cui i giovani affrontano una crescente autonomia finanziaria mentre aumentano incertezza economica, accelerazione digitale e nuove modalità di lavoro e consumo.

Un aspetto sottolineato riguarda anche l’anticipazione dell’ingresso nella sfera delle decisioni economiche: una quota significativa utilizza strumenti digitali per investire e una parte dei giovani genera reddito in modo autonomo tramite attività legate al mondo online.

gen z e investimenti digitali: il 42% usa piattaforme di investimento

La ricerca evidenzia che il 42% dei giovani utilizza piattaforme di investimento digitale. Accanto a questo, il 22% genera reddito in modo autonomo, spesso attraverso attività digitali, freelance o connessa alla creator economy. Questi elementi indicano un’interazione diretta con strumenti economici e canali di monetizzazione, in un periodo in cui le competenze di base risultano ancora insufficienti per una parte ampia della popolazione giovanile.

social media e formazione economico-finanziaria: apprendimento online e influenza

Un ruolo centrale è attribuito ai social media, considerati ormai determinanti nella formazione economico-finanziaria delle nuove generazioni. I giovani si informano sempre più online e affidano una parte delle proprie scelte a influencer finanziari e creator. In parallelo, la ricerca conferma che la famiglia continua a rappresentare un punto di riferimento nelle decisioni economiche.

domanda di strumenti e formazione: controllo spese, trasparenza e servizi personalizzati

La Gen Z mostra una consapevolezza dei propri limiti e una domanda crescente di formazione. Tra le caratteristiche più richieste ai fornitori di servizi finanziari compaiono strumenti di controllo delle spese, contenuti di educazione finanziaria, maggiore trasparenza e servizi personalizzati. L’impostazione della ricerca collega quindi il bisogno formativo a soluzioni concrete e adatte alle modalità con cui i giovani apprendono e gestiscono l’informazione.

interventi al senato: educazione finanziaria come competenza concreta

Nel corso dell’evento, il Senatore Dario Damiani ha collegato la presentazione del tema dell’educazione finanziaria al valore strategico per il futuro del Paese. La Gen Z prende decisioni economiche in un contesto digitale e complesso, spesso senza strumenti adeguati; i dati emersi dalla ricerca indicano l’esistenza di un divario da colmare e di un’opportunità per rendere l’educazione finanziaria una competenza concreta, diffusa e accessibile.

Nunzio Lella, Presidente di Aief, ha evidenziato che la generazione Z dimostra interesse per i temi economici e finanziari, ma cerca modalità di apprendimento differenti rispetto al passato. Secondo l’impostazione richiamata, non è sufficiente trasferire nozioni: è necessario costruire percorsi che utilizzino strumenti digitali, esempi concreti e un approccio partecipativo. L’educazione finanziaria viene descritta come abilità di vita, capace di accompagnare nelle scelte quotidiane e nelle decisioni destinate a incidere sul futuro.

Gabor David Friedenthal, Managing Director di Value Partners, ha posto l’accento sul gap di competenze che persiste nonostante la Gen Z sia già coinvolta in scelte di consumo e gestione del denaro. Per banche, istituzioni e operatori finanziari emerge la necessità di ripensare la proposta di valore, offrendo strumenti educativi più digitali, concreti e personalizzati, in grado di costruire una relazione di fiducia con clienti destinati ad assumere un peso crescente negli anni successivi.

partecipanti al convegno: voci istituzionali e manageriali

Il convegno e la presentazione della ricerca al Senato hanno coinvolto diverse figure, tra istituzioni, associazioni e imprese, con contributi che hanno orientato il focus su educazione finanziaria e nuove generazioni.

  • Dario Damiani
  • Nunzio Lella
  • Laura Menicucci
  • Domenico Ioppolo
  • Gabor David Friedenthal
  • Domenico Pignotti

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