Cinema ritrovato bologna 40 anni: wenders, rossellini e desplechin in piazza maggiore per record di presenze
Quarant’anni fanno rumore, soprattutto quando la passione per il cinema riesce a trasformarsi in un appuntamento capace di richiamare migliaia di persone. Al Cinema Ritrovato di Bologna il conto alla rovescia è già iniziato: poche ore separano l’evento dal traguardo che, il 20 giugno 2026, segna il compimento dei 40 anni. L’atmosfera è quella di un festival costruito per correre dietro a pellicole e memorie, recuperando reperti, confrontando linguaggi e mantenendo vivo un interesse che attraversa generazioni.
cinema ritrovato di bologna: 40 anni di proiezioni e restauro
La storia del Cinema Ritrovato nasce con il lavoro sul materiale cinematografico: recuperi di negativi del cinema muto, con la pellicola ancora presente, e una traiettoria in cui il futuro del cinema passa attraverso i restauri. Col tempo, il festival cresce anche grazie a confronti sempre più complessi, fino a includere dibattiti filologici anche di alto profilo, citando l’interazione con Quentin Tarantino per i film di Sergio Leone.
Oggi la dimensione dell’evento è misurabile in numeri stringenti: 540 titoli distribuiti in nove giorni tra il 20 e il 28 giugno. L’offerta si presenta ampia e concentrata, con l’idea di rincorrere il “cinema di 100 anni fa” come urgenza condivisa tra appassionati.
partecipazione al festival: accrediti, sale sold out e programma vastissimo
Il quadro della partecipazione evidenzia un afflusso rilevante. Su circa 5mila accreditati, il testo ricorda un paragone con il Festival di Venezia che ne conta di più, indicando 14mila come riferimento. Al Cinema Ritrovato, però, risultano essere circa 1900 coloro che si trovano effettivamente nelle giornate delle proiezioni, mentre il dato sulle presenze si lega all’andamento delle sette sale che, quando tutte chiudono contemporaneamente con la disponibilità piena, arrivano a sold out.
La distribuzione del pubblico si inserisce in un programma dichiarato “pantagruelico”, capace di abbracciare l’arco storico dal corto degli anni dieci fino a una copia di Edward mani di forbice. Il perimetro del festival viene descritto come una grande concentrazione di appassionati e cinefili: viene citata l’esperienza di una versione di La Roue di Abel Gance, vista al cinema Fulgor nei primi anni duemila da un gruppo di circa 150 persone, con una durata di quattro ore e una memoria definita memorabile.
modello organizzativo: finanziamenti e spinta cittadina
Tra i punti messi in evidenza, il testo sottolinea la capacità di collocarsi nel panorama dei festival contemporanei anche sul piano economico. Il Cinema Ritrovato viene descritto come un modello che mantiene una propria identità grazie a contributi pubblici nazionali e regionali e al supporto del Comune. Un passaggio rilevante riguarda la trasformazione della Cineteca di Bologna in Fondazione nel 2013.
La sede delle proiezioni serali è stata soggetta a cambiamenti nel tempo: a partire dal 1987 (con l’osservazione che l’anno precedente, nell’86, era stato soltanto un “convegno”), le proiezioni si svolgevano nel cortile comunale di Palazzo D’Accursio. A metà anni novanta viene ricordato un caso specifico: Io la conoscevo bene di Paolo Pietrangeli, seguito da una platea stimata intorno a settanta spettatori e un episodio legato a una caduta durante l’evento.
La svolta descritta nel testo è legata alla proiezione serale in Piazza Maggiore. Con duemila e rotte seggioline di plastica, l’evento diventa un moltiplicatore di presenze, permettendo a 5mila accreditati di ritrovarsi insieme e di aggiungere al flusso anche alcuni migliaia di cittadini bolognesi. Il risultato è un’espansione reale del festival, con un passaggio dal circuito ristretto a un coinvolgimento più ampio.
il ruolo di piazza maggiore: cinema muto popolare e appuntamenti in arrivo
La piazza viene indicata come il luogo in cui si compie il “miracolo”: per alcune sere il cinema muto diventa popolare quanto film citati come Lo straniero di Orson Welles, La fiamma del peccato di Billy Wilder e New York New York di Scorsese, con una sponsorizzazione MIAMO.
Nel quadro delle prossime giornate, il testo anticipa la comparsa nuovamente in piazza di Vita da cani e Charlot soldato di Charlie Chaplin. La presenza di Chaplin viene collegata all’Archivio Chaplin nato nei primi anni duemila e a un elenco di eredi che scelgono Bologna per depositare frammenti, tracce e negativi delle opere del “vagabondo”. In questa cornice, Cinema Ritrovato, Cineteca di Bologna e il laboratorio dell’Immagine Ritrovata vengono descritti come protagonisti di un riscontro internazionale con gli occhi puntati di mezzo mondo.
direzione e ospiti 2026: la presenza in dirigenza e la selezione delle figure
Il testo colloca un riferimento organizzativo su Gianluca Farinelli, fondatore insieme a Nicola Mazzanti, ricordato con un ruolo attivo nella dirigenza del festival dopo quarant’anni. Viene inoltre riportata l’immagine di un lavoro quotidiano fatto di gestione dei flussi tra sale, gelati e dibattiti.
Per l’edizione 2026 il testo elenca ospiti tra cui Wim Wenders, Irene Jacob, Isabella Rossellini, Arnaud Desplechin e Lav Diaz.
La programmazione risulta articolata anche in omaggi specifici: tra le indicazioni presenti compaiono Josephine Baker, Barbara Stanwyck e Luchino Visconti. Per la cinefilia più orientata al recupero e al confronto, vengono citati anche Juan Antonio Bardem, Daisuke Ito e Mitchell Leisen.
ospiti del cinema ritrovato 2026
- Wim Wenders
- Irene Jacob
- Isabella Rossellini
- Arnaud Desplechin
- Lav Diaz


