Case di comunità magi sumai -17% specialisti territoriali emerge l’emergenza
La riforma della medicina territoriale torna al centro del confronto istituzionale, dopo la notizia relativa a una bozza di decreto accantonata che aveva suscitato forte reazione da parte dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia. Nel merito interviene Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici ambulatoriali, sostenendo che per i medici di medicina generale la situazione rappresenti un elemento positivo.
bozza del decreto medicina territoriale accantonata: perché viene letta come buona notizia
Secondo quanto riportato, la bozza del decreto sulla riforma della medicina territoriale sarebbe stata accantonata, circostanza che ha generato l’attenzione pubblica e le preoccupazioni espresse a livello locale. La lettura sindacale fornita da Antonio Magi insiste invece su un aspetto ritenuto favorevole: nelle Case di Comunità i medici di medicina generale risultano già operativi.
La posizione si fonda su un’osservazione legata all’andamento della disponibilità specialistica territoriale. Nell’arco degli ultimi cinque anni, viene indicato un calo del 17% del numero degli specialisti ambulatoriali territoriali. In parallelo, si richiama una mancata presa in carico prevista per circa 12 milioni di pazienti cronici all’interno delle Case di Comunità.
medici di medicina generale già presenti sul territorio: disponibilità e organizzazione
Nel quadro descritto, la continuità dell’apporto dei medici di medicina generale sul territorio viene presentata come un elemento strutturale. I medici di medicina generale non mancheranno sul territorio, poiché sarebbe già stata espressa la disponibilità a garantire un numero di ore adeguato.
La prospettiva delineata separa nettamente il tema della copertura dei medici di base da quello dell’offerta specialistica ambulatoriale. In questa impostazione, il focus diventa la reale criticità del sistema, collegata alle risorse di specialistica.
specialistica ambulatoriale: la criticità centrale e l’esigenza di nuove ore
La parte più rilevante delle dichiarazioni riguarda la disponibilità di ore di specialistica ambulatoriale, giudicate insufficienti nel contesto attuale. La motivazione è legata al fatto che le patologie croniche richiedono competenze specialistiche.
case di comunità e tempi di avvio: ruolo della conferenza stato-regioni
Per avviare le Case di Comunità nei tempi previsti, viene indicata la necessità che la Conferenza Stato-Regioni emani un atto di indirizzo per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale dei convenzionati.
Il passaggio temporale richiamato è quello del triennio 2025-2027. Solo dopo l’adozione di tale atto, secondo la ricostruzione proposta, si potrà lavorare a un raddoppio dell’offerta di ore specialistiche sul territorio.
passaggi necessari: atto di indirizzo e rinnovo dell’accordo collettivo
La sequenza descritta è basata su un meccanismo formale: l’emanazione dell’atto di indirizzo da parte della Conferenza Stato-Regioni per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale dei convenzionati nel triennio 2025-2027 costituirebbe il prerequisito per programmare un incremento delle risorse dedicate alla specialistica.
figure citate
- Antonio Magi (Sumai-Assoprof)
- Guido Bertolaso (assessore al Welfare della Regione Lombardia)