Torno con carico di emozioni: gli Usa stanno spegnendo quel popolo, non restiamo a guardare
La stretta degli Stati Uniti sull’isola cubana si sta facendo sentire nel quotidiano, trasformandosi in difficoltà concrete per un intero popolo. In risposta, si muove una mobilitazione internazionale che punta a portare aiuti umanitari e, allo stesso tempo, a mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze dell’embargo americano e sulle politiche repressive attribuite all’azione di Donald Trump. Dentro questo quadro prende forma l’iniziativa Let Cuba Breathe, sostenuta anche da Sinistra Italiana con parlamentari e attivisti impegnati in prima linea.
Il percorso si articola in convogli umanitari, con l’obiettivo di raggiungere realtà locali e consegnare risorse utili a garantire continuità ai servizi essenziali. Il secondo convoglio, in particolare, nasce con un focus su medicinali e aiuti umanitari e coincide con la partecipazione alla grande manifestazione dell’1 maggio a L’Avana.
let cuba breathe e il convoglio umanitario a cuba: aiuti e pressione politica
L’iniziativa Let Cuba Breathe si propone due obiettivi intrecciati: da un lato supportare concretamente il popolo cubano, dall’altro mantenere vivo il confronto pubblico su un embargo definito criminale e sulle misure considerate repressive. Sinistra Italiana aderisce al progetto partecipando con parlamentari e attivisti già al primo convoglio Nostra America, partito nel mese di marzo.
La scelta di prendere parte anche al secondo convoglio risponde all’idea che la politica debba tradursi in presenza e azioni capaci di incidere sulle condizioni di vita. Il viaggio diventa, quindi, un’occasione per consegnare risorse e partecipare alle iniziative pubbliche a L’Avana, con l’obiettivo di affiancare la solidarietà a una forma di visibilità politica.
secondo convoglio a cuba: medicinali, aiuti e sostegno al sistema sanitario
Nel corso del viaggio vengono organizzate attività finalizzate al trasferimento di medicinali e aiuti umanitari al popolo cubano. Accanto a questo, l’esperienza assume un valore specifico grazie alla consegna simbolica, a nome dell’intera comunità politica di Sinistra Italiana, di 30.000 euro raccolti tramite donazioni.
La somma viene destinata a un progetto mirato: l’acquisto di un nuovo generatore di corrente per l’ospedale di Contramaestre, indicato come essenziale per mantenere la struttura in funzione. L’ospedale risulta necessario per più di 150.000 persone che ricevono cure gratuite; garantire l’energia significa aumentare la capacità di risposta sanitaria e, secondo quanto riportato, salvare vite.
contramaestre e le difficoltà quotidiane: energia elettrica, turni e continuità delle cure
La realtà di Contramaestre viene descritta attraverso la professionalità di medici e infermieri, impegnati in turni massacranti per assicurare un servizio il più possibile efficiente e dignitoso. Il funzionamento del presidio è fortemente condizionato dall’energia elettrica, con un generatore del 1991 indicato come l’unico ancora funzionante.
La capacità operativa viene sostenuta grazie a pezzi di ricambio recuperati da generatori dismessi, in un contesto in cui la mancanza di risorse rende ogni intervento più complesso. La consegna legata al nuovo generatore si inserisce quindi in un quadro in cui l’energia rappresenta un elemento determinante per continuare a garantire l’assistenza.
scuole e consultori: educazione, medicine e servizi essenziali sotto pressione
matias, l’uragano melissa e l’apertura delle aule
Nei racconti raccolti emerge la condizione delle realtà educative colpite da eventi naturali. A Matias, la scuola risulta danneggiata dall’uragano Melissa, con la conseguente necessità di tenere in funzione tre aule dove ruotano su turni più di 250 bambine e bambini. L’educazione viene presentata come un elemento cruciale per sostenere i bambini anche sul piano delle aspirazioni, con una frase riportata nel cortile della scuola: “Senza educazione non c’è rivoluzione possibile”.
file e il consultorio di montagna: razionamento dei medicinali e cura come sollievo
A File, cittadina descritta con circa 3 mila anime, la dottoressa del piccolo consultorio di montagna racconta di dover razionare le poche medicine disponibili. In tale scenario, recarsi a casa di chi ha bisogno di cure trasforma la presenza della medica da semplice operazione assistenziale a vero margine di sollievo per chi riceve l’intervento.
cuba tra resilienza e quotidianità: provincia di santiago, vita urbana e orgoglio
La pressione dell’embargo viene descritta come uno schiacciamento progressivo che incide sulla disponibilità di petrolio ed elettricità. Tale carenza rende al limite dell’impossibile alcune operazioni chirurgiche e diversi servizi di prima necessità.
In provincia di Santiago viene raccontata una Cuba che si muove grazie a mezzi alternativi: cavalli che trainano carretti e mezzi di locomozione improvvisati, accompagnati da spostamenti resi possibili dalla forza delle gambe. Bambine e bambini giocano scalzi per strada con pietre e palloni sgonfi, mentre ogni mattina raggiungono la scuola vestiti con cura, perché la scuola viene collegata a conoscenza e dignità. Tra le descrizioni compaiono anche cani che si alimentano tra la spazzatura e mucche magrissime al pascolo in campi ampi.
l’avana e il primo maggio: corteo, balli e rivendicazione della storia
L’L’Avana appare come una grande città che si aggrappa ai ricordi di un passato rigoglioso mentre oggi sopravvive con poche risorse. La partecipazione al corteo del “Primero de Mayo” viene descritta come un’immersione fisica nell’anima e nel racconto di un popolo che continua a rivendicare storia e indipendenza, mantenendo un atteggiamento di orgoglio espresso anche attraverso balli e sorrisi.
La capacità di reinvenzione quotidiana viene attribuita alla ricerca di energie alternative e di soluzioni innovative. Tuttavia, emerge anche l’impossibilità per Cuba di produrre da sola tutte le risorse necessarie. Il blocco viene indicato, dagli Stati Uniti, come una forma di guerra lenta e inesorabile che colpisce il popolo e la sua storia, rendendo necessario un intervento che non si limiti alla distanza.
solidarietà internazionale e presenza politica: consegna, manifestazione e continuità
Nel quadro descritto, l’appello alla comunità internazionale è presentato come ripetuto nel tempo. La continuità dell’impegno viene collegata all’idea di spingere i governi ad assumersi responsabilità concrete e, soprattutto, a mantenere la solidarietà attraverso azioni dirette: portare i corpi nei luoghi dove conflitti e repressioni producono effetti devastanti.
Il viaggio si chiude dopo cinque giorni intensi, lasciando un carico di emozioni legate ai saluti e alle parole attribuite a un amico cubano. L’esperienza consolida l’idea che la solidarietà sia uno dei pilastri su cui si regge il Paese e che la rivoluzione venga associata anche all’organizzazione sociale, all’educazione e alla resilienza delle comunità locali.
Personaggi, ospiti e membri citati:
- Donald Trump
- Fidel
- Marilena Grassadonia


