Società benefit in Italia, quasi 5.600 nel 2025: +20% in un anno

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Società benefit in Italia, quasi 5.600 nel 2025: +20% in un anno

Le società benefit continuano a consolidarsi nel panorama economico italiano, con numeri in crescita sia sul fronte della diffusione sia su quello dell’impatto occupazionale. I risultati della ricerca nazionale delineano un’espansione sostenuta del modello: più imprese adottano la forma benefit, aumentano gli addetti e il valore economico generato si rafforza, mostrando differenze misurabili rispetto alle imprese tradizionali comparabili.

società benefit in italia: crescita e incidenza a fine 2025

A fine 2025 le società benefit registrate in Italia risultano pari a 5.540. Il dato rappresenta una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente e, per le grandi imprese, un’incidenza pari al 2,2% sul totale delle società registrate.

Il consolidamento passa anche dall’occupazione: nel 2025 le società benefit impiegano circa 241 mila addetti, con un incremento di oltre l’11% rispetto ai 217 mila dell’anno precedente. Sul piano economico, le società benefit hanno generato 69 miliardi di euro di valore della produzione nell’anno fiscale 2024: un aumento rispetto ai 62 miliardi dell’anno precedente e un’incidenza del 2,5% sul valore complessivo prodotto da tutte le società registrate.

performance 2022-2024: dinamiche economiche e sociali più forti

L’analisi del periodo 2022-2024 evidenzia che le società benefit mostrano una dinamica più favorevole rispetto alle imprese tradizionali confrontabili per dimensione e macrosettore, con un impatto economico e sociale più rilevante.

fatturato, valore aggiunto e costo del lavoro: segnali di maggiore crescita

Nel triennio le società benefit registrano una crescita del fatturato del 14,6%, a fronte del 5,3% delle non-benefit (valori mediani). Nello stesso periodo il valore aggiunto aumenta del 19,7%, contro il 12,6% delle imprese tradizionali.

Anche il costo del lavoro cresce in modo più marcato nelle società benefit: +21,6% rispetto a +11,2% delle non-benefit. Nel 2024 il salario per addetto risulta superiore di circa 3.000 euro rispetto a quello delle imprese non-benefit comparabili (sempre in termini mediani).

occupazione e redistribuzione del valore: sostegno alle persone

La ricerca associa questi risultati a una maggiore redistribuzione del valore verso le persone e le loro famiglie, in un contesto economico segnato da pressioni inflazionistiche e erosione del potere d’acquisto.

Il sostegno si osserva anche nella capacità di mantenere e rafforzare i livelli occupazionali: la quota di società benefit che ha aumentato gli addetti tra 2022 e 2024 è del 63%, cioè 15 punti in più rispetto al campione di confronto.

redditività e investimenti strategici nelle società benefit

Anche la redditività mostra un andamento migliore. Nel periodo considerato, le società benefit registrano una crescita del margine operativo lordo del 16,2%, superiore al 10,5% delle imprese non-benefit.

Le società benefit risultano inoltre caratterizzate da un maggior livello di investimento su leve strategiche considerate rilevanti, tra cui innovazione, internazionalizzazione, attenzione alla sostenibilità e investimento in energia rinnovabile.

governance: donne e giovani più presenti nei board

La ricerca rileva differenze anche nella composizione della governance. In particolare, in una società benefit su quattro oltre la metà del board è costituita da donne. Nel complesso, il 47% delle società benefit presenta almeno una donna nel board, contro il 36% delle imprese tradizionali.

La presenza di giovani appare più diffusa nelle società benefit: il 29,3% ha almeno un membro del board con meno di 40 anni, mentre tra le non-benefit la quota si ferma al 21,8%. Al contrario, i board composti esclusivamente da membri over 65 risultano meno frequenti: 4,9% nelle società benefit rispetto all’11% nelle imprese tradizionali.

board under 40 e migliori risultati economici

Tra le società benefit, le imprese con almeno un under 40 nel board, rispetto a quelle composte esclusivamente da over 65, mostrano una crescita del fatturato del 17,4% (contro +6,2%), un aumento degli addetti del 15,5% (contro +10,1%) e una crescita del valore aggiunto del 22,5% (contro +12,6%). La lettura proposta collega il rinnovamento della governance a performance economiche più solide.

settori e territori: dove si concentra la presenza delle società benefit

A livello settoriale, la maggiore concentrazione di società benefit si registra nelle attività professionali, con 1.510 imprese. Seguono telecomunicazioni con 866 imprese e la manifattura con 633.

Dal punto di vista degli addetti, il settore delle attività amministrative si distingue per distribuzione del lavoro: concentra 72,6 mila addetti, pari a 41,76 per mille del totale del comparto.

presenza regionale: lombardia in testa per numero e impatto economico

In ambito territoriale, la Lombardia conferma la leadership con 1.721 imprese a fine 2025. A seguire risultano Lazio con 670, Veneto con 551 ed Emilia-Romagna con 472.

La Lombardia si distingue anche sul piano economico: le società benefit nella regione generano 32 miliardi di euro di valore della produzione e rappresentano il 37,75 per mille del valore complessivo prodotto dalle società registrate. La regione mostra inoltre una rilevante incidenza di società benefit, pari a 3,11 per mille, seguita da Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.

province più dinamiche: milano davanti

Tra le province, Milano guida la classifica per incidenza di società benefit con 4,38 per mille. Seguono Trieste con 3,99 per mille e Parma con 3,59 per mille.

fonti della ricerca: enti coinvolti

La ricerca nazionale sulle società benefit 2026 è stata realizzata da Nativa, il Research Department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit.

Enti coinvolti nella ricerca:

  • Nativa
  • Research Department di Intesa Sanpaolo
  • InfoCamere
  • Università di Padova
  • Camera di commercio di Brindisi-Taranto
  • Assobenefit
Categorie: Economia

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