Sindrome sgombroide rosso a palermo: contagio, sintomi e come prevenirla

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Sindrome sgombroide  rosso a palermo: contagio, sintomi e come prevenirla

Un episodio avvenuto a Palermo, con sette persone intossicate dopo aver mangiato tonno rosso, riporta al centro dell’attenzione una patologia di origine alimentare particolarmente insidiosa: la sindrome sgombroide. Secondo le indicazioni fornite da Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all’università Lum Giuseppe Degennaro, si tratta di un fenomeno che può inizialmente assomigliare a una reazione di tipo allergico, ma che nasce da una componente tossicologica ben identificata.

cos’è la sindrome sgombroide e perché è definita “pseudo-allergica”

La sindrome sgombroide è una intossicazione alimentare provocata dall’ingestione di elevate quantità di istamina. Il nome deriva dalla famiglia degli Scombridae, a cui appartengono tonno, sgombro e palamita, pesci con una presenza elevata dell’aminoacido L-istidina nei tessuti muscolari.

Dal punto di vista della classificazione, la sindrome si colloca in un’area di confine tra allergologia e tossicologia: viene descritta come “Par”, cioè una Reazione pseudo-allergica. A differenza dell’allergia alimentare classica, sostenuta da meccanismi immunologici mediati dalle IgE, qui la comparsa dei sintomi dipende dalla dose di tossina presente nell’alimento, non dalla sensibilità individuale. Di conseguenza, allergici e non allergici possono manifestare sintomi se esposti a una concentrazione sufficiente.

come avviene la contaminazione del pesce e perché l’istamina resiste ai trattamenti

Il processo che porta all’intossicazione si attiva quando la catena del freddo viene compromessa. In presenza di temperature non adeguate, batteri con attività istidina-decarbossilasica proliferano e convertono l’istidina in istamina.

L’istamina prodotta è indicata come una molecola estremamente stabile: può resistere alla cottura, al congelamento e ai processi di inscatolamento. Per questo, un pesce contaminato rimane tossico indipendentemente dal trattamento termico effettuato.

sintomi della sindrome sgombroide: latenza breve e segni distintivi

Il quadro clinico presenta una latenza molto breve, con comparsa dei sintomi che può collocarsi tra pochi minuti e un’ora dall’ingestione. Tra i segni più caratteristici rientra un eritema cutaneo diffuso noto come flushing, localizzato soprattutto a volto, collo e parte superiore del tronco.

Accanto alle manifestazioni cutanee, vengono segnalati disturbi neurovegetativi come cefalea pulsante e vertigini. Nei casi più gravi possono comparire tachicardia e ipotensione. Sono presenti anche sintomi gastrointestinali con dolori addominali, nausea e diarrea.

Un passaggio considerato cruciale riguarda la capacità clinica di distinguere prontamente questa sindrome da un’allergia alimentare vera e propria. Un elemento anamnestico descritto come rilevante è il possibile riscontro di un sapore “piccante” o metallico del pesce consumato.

prevenzione e gestione clinica: controllo della temperatura e intervento mirato

prevenzione basata sul mantenimento della temperatura

La prevenzione della sindrome sgombroide viene indicata come legata in modo esclusivo al mantenimento rigoroso della temperatura di conservazione, prossima agli 0°C, lungo l’intera filiera: dalla cattura fino alla somministrazione.

terapia nella fase acuta: corticosteroidi, antistaminici e supporto emodinamico

Per il trattamento, l’approccio deve rispondere alla presenza di istamina esogena. L’ordine di intervento suggerito prevede innanzitutto la somministrazione di corticosteroidi, descritti come il presidio più razionale nella fase acuta per gestire la componente infiammatoria sistemica e stabilizzare il quadro.

Gli antistaminici anti-H1 e anti-H2, pur indicati per bloccare i recettori dell’istamina, vengono presentati come caratterizzati da un’azione competitiva. Se l’istamina ha già occupato i siti d’azione, l’efficacia può risultare limitata. Per questo la loro somministrazione viene descritta come ottimale soprattutto per agire in modo collaterale rispetto allo steroide.

Nei casi critici con instabilità cardiovascolare può essere necessario un supporto emodinamico.

evento di palermo e importanza del ritiro dei lotti contaminati

L’episodio segnalato a Palermo viene collegato all’esigenza di vigilanza igienico-sanitaria. La potenzialità patogena della sindrome viene indicata come non da sottovalutare: pur tendendo spesso a un decorso benigno, in soggetti cardiopatici o asmatici l’insulto istaminico può determinare complicazioni severe.

La gestione delle emergenze richiede una risposta coordinata tra presidi ospedalieri e autorità di controllo del territorio, finalizzata al tempestivo ritiro dei lotti contaminati.

Mauro Minelli:

  • docente di Nutrizione clinica all’università Lum Giuseppe Degennaro
Categorie: Salute

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