Sindacati a Valditara stabilizza 300mila precari tra docenti e Ata

• Pubblicato il • 5 min
Sindacati a Valditara stabilizza 300mila precari tra docenti e Ata

La sentenza della Corte di Giustizia europea sul personale della scuola dedicato alle mansioni amministrative, tecniche e ausiliarie (Ata) sta riaccendendo il confronto politico e sindacale con un effetto immediato: l’attenzione non resta confinata alla categoria Ata, ma si allarga anche alle posizioni dei docenti precari. A poche ore dalla decisione, le organizzazioni sindacali chiedono un intervento risolutivo e urgente, finalizzato a superare l’incertezza contrattuale che, secondo i sindacati, si trascina da anni.

sentenza corte di giustizia europea ata e durata dei contratti a termine

La decisione della Corte di Lussemburgo rileva che il quadro normativo italiano non stabilisce una durata massima né un numero massimo di contratti a tempo determinato per il personale Ata. Questo passaggio viene letto dai sindacati come un elemento capace di incidere sulla gestione dei rapporti di lavoro e, soprattutto, sulla legittimità delle ripetute assunzioni a termine in presenza di esigenze che, secondo la ricostruzione sindacale, avrebbero carattere stabile.

Il nodo centrale, nel racconto delle sigle, riguarda i rinnovi impiegati per coprire fabbisogni considerati permanenti e duraturi. La conseguenza immediata è l’aspettativa di un incremento del contenzioso e di strumenti di tutela da parte dei lavoratori interessati.

flc cgil e uil scuola: stabilizzare oltre 300mila lavoratori precari

Gianna Fracassi, numero uno della Flc Cgil, sintetizza la posizione sindacale chiedendo che il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara assuma responsabilità e dia seguito alla richiesta di stabilizzazione di oltre 300mila docenti e Ata che attendono un contratto a tempo indeterminato. La richiesta mira a intervenire non soltanto sul personale Ata, ma anche sui docenti a tempo determinato.

Nello stesso perimetro si inserisce l’intervento di Giuseppe D’Aprile, leader della Uil Scuola, riconfermato alla guida della categoria al congresso nazionale di Riccione. D’Aprile collega la questione a un sistema di assunzioni percepito come bloccato, proponendo un cambiamento strutturale delle regole oggi considerate limitanti.

valditara risponde e rinvia: tavolo tecnico e sistema di reclutamento ata

La risposta del ministro, riportata attraverso un comunicato ufficiale, punta a spostare la responsabilità sui precedenti governi e sulle norme introdotte nel tempo. Nel documento, Valditara sostiene che i meccanismi in discussione, insieme ai vincoli sul turn over, siano stati introdotti ben prima dell’attuale legislatura. Inoltre viene indicato che il Ministero starebbe lavorando per la risoluzione della “questione” mediante un tavolo tecnico volto alla revisione complessiva del sistema di reclutamento del personale Ata, con l’avvio di un confronto con le organizzazioni sindacali.

Secondo la ricostruzione sindacale, però, la direzione dell’azione politica non avrebbe prodotto l’esito atteso: la stabilizzazione resterebbe fuori dalla portata concreta, alimentando la frustrazione espressa nelle dichiarazioni pubbliche delle sigle.

docenti precari e sentenza mascolo: il varco aperto anni fa

La contestazione sindacale collega la situazione attuale a una precedente decisione europea: la sentenza “Mascolo”. Fracassi ricorda che, per il personale docente, il “varco” sarebbe stato aperto anni fa a seguito del ricorso promosso dalla Flc Cgil. In conseguenza di quella pronuncia, il governo guidato da Matteo Renzi avrebbe approvato la Legge 107/2015, prevedendo l’immissione in ruolo dei docenti su tutti i posti vacanti.

Nel racconto delle organizzazioni sindacali, la misura non sarebbe risultata sufficiente. I posti autorizzati in deroga sul sostegno risulterebbero aumentati nel tempo, mentre le cattedre autorizzate anno dopo anno non verrebbero stabilizzate in organico. Ne deriverebbe un meccanismo che trasformerebbe le assunzioni in una scansione annuale senza trasformazione stabile: i contratti arriverebbero a fermarsi al 30 giugno, per poi ripartire dal primo settembre.

proposta uil scuola: immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti

La posizione della Uil Scuola mira allo sblocco delle assunzioni. La richiesta formulata da Giuseppe D’Aprile prevede di superare i vincoli che limitano l’accesso alle immissioni in ruolo ai posti connessi al collocamento in pensione. Le assunzioni, secondo questa impostazione, dovrebbero essere autorizzate su tutti i posti vacanti e disponibili, includendo quelli presenti in organico di fatto da trasformare in organico di diritto.

D’Aprile richiama l’esigenza di evitare che il funzionamento delle scuole statali continui a poggiare su una compressione dei diritti dei lavoratori, indicandola come elemento strutturale del problema.

richieste di intervento legislativo e contenzioso per il personale ata

Alla mobilitazione partecipano anche altre sigle. Ivana Barbacci, segretaria della Cisl Scuola, afferma che sui docenti l’Europa si sarebbe già espressa. Anche Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, sostiene che si apre un varco per maestri e professori e che occorre avviare un sistema di reclutamento per tutto il personale, con un provvedimento legislativo urgente.

Vito Castellana, coordinatore nazionale della Gilda, mantiene una valutazione più prudente: sottolinea che sono trascorsi 12 anni dalla sentenza “Mascolo” senza cambiamenti sostanziali e che il precariato si sarebbe “incancrenito”. Nella ricostruzione della Gilda, le ragioni del protrarsi della situazione sarebbero molteplici, con un riferimento a dinamiche che, secondo il sindacato, potrebbero risultare convenienti.

Sul versante Ata, l’avvocato Domenico Naso, responsabile legale della Uil Scuola, evidenzia che la sentenza rappresenta un punto fermo capace di generare una ampia attività contenziosa. In particolare, il personale Ata che ha subito una successione abusiva di contratti a termine potrà agire dinanzi al giudice del lavoro per ottenere il risarcimento del danno.

La decisione di Lussemburgo offre inoltre alla giurisprudenza nazionale un parametro interpretativo vincolante per misurare la gravità dell’abuso, soprattutto quando i rinnovi vengano utilizzati per coprire fabbisogni permanenti e duraturi.

confronto sindacati-ministero e richiesta prioritaria di stabilizzazione

Fracassi indica un’ulteriore criticità nella gestione del dialogo istituzionale. La segretaria sindacale afferma che la chiamata in correità da parte dei sindacati sarebbe stata insufficiente: lo scorso anno il Ministero avrebbe aperto un tavolo di confronto convocando una sola riunione. In quella sede, secondo quanto dichiarato, il punto di partenza sarebbe stato la stabilizzazione dei precari; soltanto successivamente si sarebbe potuto discutere di altre misure necessarie per adeguarsi alle richieste derivanti dall’Europa.

Personaggi, ospiti o membri del cast citati:

  • Giuseppe Valditara
  • Gianna Fracassi
  • Giuseppe D’Aprile
  • Ivana Barbacci
  • Marcello Pacifico
  • Vito Castellana
  • Domenico Naso
  • Matteo Renzi
Personale Ata e docenti precari, i sindacati contro Valditara: “Li stabilizzi”. Il rischio di contenziosi dopo la sentenza della Corte Ue
Categorie: PoliticaCronaca

Per te