Sigarette e sigari più cari 6 maggio: aumenti e nuovi prezzi
Una nuova tranche di rincari sta per coinvolgere sigari e sigarette, segnando la seconda ondata di aumenti dopo quella già registrata a metà aprile. La misura rientra nel perimetro della Legge di Bilancio 2026 e prevede un percorso di applicazione progressivo fino al 2028, con ricadute su diverse marche di tabacco. L’impatto principale si concentra sui sigari, mentre in precedenza gli aumenti avevano riguardato soprattutto sigarette e altre tipologie tradizionali, con un’esclusione specifica per le stick per dispositivi elettronici.
rincari sigari e sigarette dal 6 maggio 2026
Dal 6 maggio partirà l’aumento dei prezzi legato alla nuova fase prevista dalla Legge di Bilancio 2026. A poche settimane dall’incremento dello scorso 15 aprile, l’azione mira a proseguire in modo ordinato nel tempo fino al 2028, modificando i costi di varie marche di tabacco. Tra le categorie più interessate rientrano i sigari, indicati come focus degli incrementi più marcati rispetto alle altre tipologie.
obiettivo fiscale: uniformare il prelievo su tutte le tipologie
L’impostazione della manovra è orientata a rendere sempre più uniforme il prelievo fiscale tra le diverse forme di tabacco lavorato. L’effetto atteso è quello di rendere più oneroso il consumo del prodotto indipendentemente dalla modalità scelta, includendo sia il consumo con combustione sia quello legato all’uso di dispositivi di tipo elettronico. In un quadro già avviato con gli aumenti precedenti, dopo questa fase viene anticipato che saranno coinvolte anche altre tipologie di fumo.
quali marchi subiscono gli aumenti: 12% delle referenze
Questa ondata di rincari interesserà circa il 12% dei marchi presenti sul mercato, corrispondente a 36 su 299 totali. La distribuzione degli aumenti non è uniforme: la misura varia in base alla specifica referenza e al tipo di prodotto, con differenze anche tra marchi storici e categorie più diffuse.
aumenti sigarette: variazioni tra 10 e 50 centesimi
Per le sigarette, gli incrementi previsti oscillano tra 10 e 50 centesimi in funzione del prodotto. La media indicata per i pacchetti di sigarette più venduti si attesta su circa 30 centesimi per singolo pacchetto. A differenza delle altre tipologie, viene ricordato che finora gli aumenti avevano riguardato le sigarette e diversi tipi di tabacco, senza coinvolgere le stick dedicate ai dispositivi elettronici.
aumenti sigarette: i valori più alti citati
Tra i marchi segnalati, risultano particolarmente rilevanti gli incrementi associati a Corset, con un arrivo a 5,70 euro. Seguono The King, che costeranno in un intervallo compreso tra 5,30 e 5,40 euro, in base alla specifica versione del prodotto.
aumenti sigari: marchi storici e nuove fasce di prezzo
La parte più evidente dei rincari riguarda i sigari. Nel perimetro della nuova tassazione vengono indicati marchi storici e prodotti collegati anche a fasce di consumo più elevate. Un esempio riportato è quello dei Nostrano del Brenta: per alcune tipologie, tra cui “Il Doge” e “Il Sestiere”, il prezzo arriverebbe a 13,50 euro.
nuova tassazione: consumo di massa e alta fascia
La nuova struttura impositiva descritta non si limita ai prodotti destinati al consumo più diffuso, ma include anche il segmento legato a prodotti da collezione e a fascia alta, pensati per gli appassionati. Questo ampliamento del perimetro rende i rincari particolarmente sensibili proprio nei sigari, dove la presenza di categorie di valore più elevato amplifica l’effetto economico delle nuove regole.
