Sicurezza sul lavoro: il paradosso dei tecnici della prevenzione e le parole di landini
Il 28 aprile, in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, a Mantova si è svolta un’iniziativa tematica presso la Camera di Commercio. L’evento è stato organizzato dall’Ordine e dalla Commissione Nazionale dei Tecnici della Prevenzione, con l’obiettivo di mettere a fuoco ruolo, competenze e passaggi storici che hanno definito l’evoluzione della figura professionale coinvolta.
Al centro dell’incontro è stata presentata una categoria con un percorso formativo specifico, oggi orientato a presidiare la salute nei contesti lavorativi attraverso conoscenze tecniche e poteri di intervento. Il quadro tracciato ha evidenziato come la prevenzione non sia stata solo un’idea, ma anche un insieme di strumenti operativi, con un’evoluzione nel tempo legata a riforme istituzionali, organizzazione dei servizi territoriali e cambiamenti normativi.
tecnici della prevenzione: percorso formativo e orientamenti professionali
La figura professionale richiamata possiede un Diploma di laurea triennale e completa la formazione con il passaggio alla laurea magistrale tramite un successivo biennio. L’attivazione del percorso è collocata alla fine degli anni Novanta, all’interno della Facoltà di Medicina.
La nascita formale della figura è stata collegata all’istituzione avvenuta nel 1997 tramite un Decreto Ministeriale specifico. A livello di orientamenti, sono stati indicati quattro ambiti principali: salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sanità pubblica, veterinaria e ambiente.
poteri ispettivi e ruolo nei servizi asl: funzioni di vigilanza e intervento
Nei Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro, collocati nei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl, questa figura vede attribuita, in modo automatico, la qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria per l’esercizio dei poteri ispettivi. Le funzioni richiamate includono la possibilità di accedere senza preavviso nei luoghi di lavoro, impartire prescrizioni specifiche e irrogare sanzioni.
Rientrano inoltre attività come effettuare sequestri, condurre perquisizioni e interrogatori, oltre alla redazione di notizie di reato. L’impianto descrive un assetto pensato per integrare vigilanza e misure operative orientate alla tutela della salute dei lavoratori.
evoluzione della vigilanza: superamento di figure precedenti e integrazione con i medici del lavoro
Secondo quanto emerso, tale configurazione ha di fatto sostituito tecnici provenienti da istituti professionali e geometri che in precedenza svolgevano funzioni analoghe di vigilanza nei medesimi Servizi Asl. Nell’ambito di questi servizi risultano anche ancora presenti i Medici del Lavoro.
È stato richiamato inoltre un riferimento storico legato a Bernardino Ramazzini (1633-1714), citato come sostenitore della necessità di studiare e visitare le “nigrae tabernae” per intervenire a tutela della salute dei lavoratori.
riforma sanitaria e passaggio di competenze: dalla prevenzione come metodo all’organizzazione territoriale
Il quadro normativo menzionato evidenzia una coerenza con la Legge di Riforma Sanitaria (L.833/78), che ha previsto il passaggio delle competenze in materia di sicurezza e igiene del lavoro dall’Ispettorato del Lavoro del Ministero del Lavoro ai Servizi delle Unità Sanitarie Locali dipendenti dal Ministero della Sanità.
Il cambiamento delineato è stato descritto come una svolta che pone al centro la prevenzione dei rischi per la salute, affidando alla competenza sanitaria strumenti e poteri ispettivi. Il ruolo dei poteri ispettivi viene collegato alla loro funzione di mezzi per raggiungere un fine più ampio: la prevenzione.
servizi di prevenzione: attività scientifiche, rete e strumenti operativi
Nelle ricostruzioni dell’evento, i Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro hanno contribuito per oltre 40 anni a produrre letteratura scientifica di livello, con collaborazioni verso Università e Istituti di ricerca. È stato segnalato anche lo sviluppo di profili di rischio per mansioni di comparto.
Tra le attività indicate figurano la fornitura di linee-guida in ambito Conferenza Stato-Regioni, l’istituzione di una banca dati dedicata a soluzioni e best practices, e la promozione del confronto tra parti sociali e attori della prevenzione.
È stata richiamata inoltre l’organizzazione di iniziative periodiche con l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), finalizzate ad armonizzare esigenze di vigilanza e percorsi di promozione della salute.
one-health e cambiamenti normativi: ritorno di competenze e doppio interlocutore
Nel racconto dell’incontro è presente un collegamento all’approccio sistemico indicato con il termine One-Health, definito come ciò che il contesto descrive come adottato anche nel linguaggio globale. Viene poi evidenziata una fase di smontaggio dell’impianto costruito nel tempo, fino all’intervento della Legge 17 dicembre 2021, n. 215.
La norma richiamata viene presentata come un cambiamento che sposta indietro di mezzo secolo l’orologio della storia, riattribuendo competenze di vigilanza nei luoghi di lavoro anche all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (Inl). Di conseguenza, viene riportato che le aziende si trovano a confrontarsi con due interlocutori.
criticità operative: procedimenti e selezione del personale
Nel contenuto fornito viene sottolineato che l’Inl avrebbe perso parte del proprio know how e, secondo quanto riportato, gli attuali operatori effettuerebbero sopralluoghi tramite questionario a crocette con esito del tipo c’è/non c’è.
Viene poi citato un concorso bandito nel 2023 dallo stesso Inl per 1200 posti, con titolo previsto una laurea in qualsiasi disciplina. Nello scenario descritto, i partecipanti sarebbero quasi esclusivamente orientati verso lauree umanistiche, incluse le Scienze Religiose, con la conseguenza indicata nel testo che la verifica operativa potrebbe tradursi in marcature.
regolarità sul lavoro, concorrenza e standard di sicurezza
All’interno del quadro presentato emerge anche l’idea che l’attività dell’Inl dovrebbe concentrarsi sull’emersione del lavoro irregolare, descritto come strettamente correlato ai rischi professionali. Nel contenuto viene inoltre collegata l’irregolarità alla concorrenza sleale tra imprese, con un effetto sul calo degli standard di sicurezza.
La parte finale dell’intervento richiama la discussione di contraddizioni e l’attenzione verso una categoria di lavoratori con un gap tra competenze e responsabilità richieste rispetto alla retribuzione, presentato come analogo a quello di altre figure in un contesto di sanità pubblica in rapido declino.
figure citate in modo esplicito nell’intervento
Nel contenuto sono presenti riferimenti a personalità e figure nominative:
- Bernardino Ramazzini (1633-1714)
- Landini
