Salerno, non fu caporalato: indiano deceduto al Ruggi, condizioni e lavoro nei campi del Sele
La morte di Paul Neeraj, indiano di 36 anni deceduto nelle scorse settimane presso l’Ospedale Ruggi di Salerno, ha riacceso l’attenzione su lavoro agricolo, vulnerabilità e possibili esposizioni nocive. Le ricostruzioni diffuse dai media hanno collegato la vicenda a condizioni di sfruttamento e a presunte sostanze chimiche tossiche presenti in ambito lavorativo nella Piana del Sele. La Procura di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, ha però precisato alcuni elementi chiave emersi dagli accertamenti.
morte di paul neeraj a salerno: cosa ha chiarito la procura
Secondo quanto riportato nella nota della Procura, non risulta che Paul Neeraj avesse lavorato nella Piana del Sele. La stessa ricostruzione esclude anche che l’uomo fosse classificabile come vittima di caporalato e che fosse stato esposto a sostanze tossiche riconducibili a quel contesto territoriale.
La Procura sottolinea che la vicenda, come descritta dalla stampa, è stata attribuita a una prolungata esposizione ad agenti chimici o ad altre sostanze tossiche, connessa a condizioni di sfruttamento lavorativo e a uno scenario legato al caporalato dilagante nella Piana del Sele. Gli esiti delle verifiche svolte hanno portato a una lettura diversa dei fatti, specificando che il quadro clinico iniziale presentava ulteriori elementi.
ricostruzione clinica e contesto: sede di lavoro e condizioni di arrivo in ospedale
La vicenda è stata spesso accostata a un altro caso noto, quello di Satnam Singh, bracciante indiano deceduto a Latina nel 2024 dopo un grave incidente sul luogo di lavoro. Nel racconto diffuso dai media campani, la morte di Paul Neeraj sarebbe stata interpretata con una logica simile: caporalato e sostanze tossiche come causa del deterioramento fino al decesso.
Le indagini condotte a Salerno hanno invece verificato che Paul Neeraj viveva in provincia di Napoli e che non risultava aver mai lavorato nei campi agricoli del salernitano, distanti dalla sua abituale dimora. Inoltre, la Procura evidenzia che il grave quadro clinico riscontrato all’ingresso in ospedale appariva, fin da subito, collegato più a numerose comorbilità di cui il paziente era affetto, rispetto a un eventuale esito di esposizione a sostanze tossiche.
La presenza a Salerno, secondo gli accertamenti, sarebbe legata all’aggravarsi dello stato di salute e all’esigenza di assistenza da parte di un congiunto. La stessa Procura riporta che, insieme ad altri connazionali, la persona che accompagnava l’uomo lo ha condotto al Pronto Soccorso di Salerno.
interventi politici e accuse sui presunti motivi del decesso
Sulla vicenda sono intervenute Susanna Camusso, senatrice e vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro, e Maria Cecilia Guerra, responsabile lavoro del PD. Entrambe hanno denunciato la storia di Paul Neeraj presentandola come la possibile conferma di un caso di caporalato e di sostanze tossiche usate in agricoltura.
Secondo le ricostruzioni politiche richiamate, la presunta causa sarebbe stata la cancrena alle gambe e le infezioni che avrebbero accompagnato l’evoluzione verso la morte. In questa prospettiva, la vicenda veniva descritta come collegata a condizioni di sfruttamento e a un rischio chimico in ambito lavorativo.
autopsia e sviluppi dell’indagine: esiti attesi dalla procura
La Procura ha annunciato che verrà data notizia degli esiti dell’autopsia, disposta con l’obiettivo di fugare ogni dubbio sulle cause del decesso. L’atto peritale rappresenta il passaggio centrale indicato dalle autorità per chiarire definitivamente le circostanze.
personalità citate nella vicenda
Nel quadro delle dichiarazioni e degli interventi legati alla morte di Paul Neeraj compaiono diversi esponenti istituzionali e politici.
- Paul Neeraj
- Raffaele Cantone
- Susanna Camusso
- Maria Cecilia Guerra
- Satnam Singh
