Petrolio, merci e fertilizzanti: come il Sud

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Petrolio, merci e fertilizzanti: come il Sud

Una nuova fase della contrapposizione si sta consumando lungo le rotte del commercio marittimo: mentre la guerra in Medio Oriente ostacola i passaggi cruciali, la Russia sfrutta le proprie condizioni geografiche per aggirare gli effetti delle onde d’urto generate dal conflitto. Il risultato è una catena di blocchi su energia, merci e fertilizzanti, con conseguenze già avvertite in diversi Paesi e il rischio di ulteriori crisi alimentari.

blocchi marittimi in medio oriente e rischio crisi alimentare

La situazione descritta ruota attorno allo stallo dello stretto di hormuz, interessato da un controllo incrociato che vede coinvolti pasdaran e marina usa. A questo si aggiunge una serie di minacce ostentate e sdegnate provenienti sia dagli Stati Uniti sia dall’Iran sulla possibile ripresa dei combattimenti. In un quadro del genere, rimangono bloccati flussi di petrolio, merci e fertilizzante, elemento che alimenta carenze con effetti potenzialmente senza precedenti in varie aree.

on data e avvertimenti onu su una crisi in grado di colpire milioni

Antonio Guterres, segretario generale delle nazioni unite, ha sottolineato che l’emergenza in Medio Oriente non sarebbe un problema distante: circa il 13% delle importazioni attraversa la rotta marittima strategica che collega il golfo persico al resto del mondo. L’attenzione è concentrata sull’effetto a catena: Jorge Moreira da Silva, a capo del gruppo di lavoro Onu per sbloccare il passaggio dei fertilizzanti, ha evidenziato la possibilità che una crisi possa spingere altri 45 milioni di persone verso la fame.

mosca aggira gli ostacoli e sostiene la propria posizione economica

In questo scenario, Mosca trova spazio operativo grazie alla propria geografia. L’assenza di segnali di distensione e l’usura delle economie sotto la pressione dell’instabilità rendono più marcato l’impatto delle scelte russe. I nuovi picchi di guadagni registrati dal Cremlino vengono indicati come una breccia rispetto a una strategia europea mirata a indebolire Mosca tramite sanzioni, con l’obiettivo di svuotarne le casse. Con i flussi sempre più difficili da controllare, l’equilibrio geopolitico risulta deformato dall’evoluzione del contesto internazionale.

acquisto di petrolio russo e continuità del conflitto in ucraina

Viene riportata un’impostazione diretta: esiste una crisi energetica e, di conseguenza, si rende necessario garantire approvvigionamenti. All’interno del quadro generale, l’acquisto di petrolio russo viene collegato alla capacità della Russia di proseguire la guerra in ucraina. La logica evidenziata mette in relazione i bisogni immediati di energia con la continuità del conflitto.

richieste europee e scelte dei paesi asiatici tra energia e produzione agricola

Nel contesto dell’ultima crisi del Golfo, emerge l’iniziativa europea: a fine aprile, durante una riunione Asean in Brunei, l’alta rappresentante dell’unione Kaja Kallas ha chiesto ai paesi partner del Sud-est asiatico di non acquistare greggio russo. Nonostante la richiesta, gli Stati interessati vengono descritti come vincolati da esigenze di sicurezza energetica e da necessità legate alla produzione alimentare. In una regione dove i consumi oscillano attorno a cinque milioni di barili al giorno, non vengono indicate alternative immediate capaci di sostituire con rapidità gli approvvigionamenti.

importazioni di greggio russo: indonesia e filippine

Tra le scelte riportate, l’Indonesia ha annunciato l’intenzione di importare circa 150 milioni di barili di petrolio greggio russo nel corso dell’anno. Le Filippine, a marzo, hanno ricevuto una spedizione di greggio russo, presentata come la prima dopo cinque anni, e hanno indicato la volontà di ottenere dagli Stati Uniti una deroga alle sanzioni anti-mosca.

fertilizzanti e continuità agricola: thailandia e aumento delle quote

Per quanto riguarda il fertilizzante, la Thailandia viene citata come paese che intende intervenire per limitare i contraccolpi sulla produzione agricola interna. La Federazione Russa, descritta come secondo produttore mondiale di fertilizzante, ha esteso le sue quote di esportazione fino a dicembre. Le quote riportate sono passate da 18 a 20 milioni di tonnellate, con l’obiettivo di mantenere la continuità delle forniture in un momento segnato dalla difficoltà dei passaggi marittimi.

figure chiave citate nel quadro geopolitico e nella gestione dei passaggi

All’interno del quadro descritto compaiono diverse figure istituzionali chiamate in causa dagli avvertimenti e dalle richieste di sblocco dei flussi:

  • Antonio Guterres
  • Jorge Moreira da Silva
  • Kaja Kallas
  • Subianto
Petrolio, merci e fertilizzanti: così il Sud-est asiatico fa arricchire Mosca

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