Orecchie che tradiscono l’età: nuove cure estetiche e il segnale sottovalutare

• Pubblicato il • 4 min
Orecchie che tradiscono l’età: nuove cure estetiche e il segnale  sottovalutare

L’orecchio, spesso considerato un’area marginale, tende invece a mettere in evidenza i cambiamenti legati al crono-aging e al foto-aging. Nel tempo possono comparire lobi più sottili, rughe localizzate e piccoli segni che incidono sull’armonia complessiva del volto. Secondo gli esperti della Società italiana di medicina estetica (Sime), oggi l’orecchio rappresenta una nuova frontiera della medicina estetica: non solo per migliorare l’aspetto, ma anche per valutare alcuni dettagli che potrebbero avere rilievo sul piano cardiovascolare.

orecchio come marker dell’età biologica

Tra gli elementi del viso più trascurati ci sono i lobi che si assottigliano, le rughe davanti al trago e gli orecchini che “tirano giù” l’orecchio. Questi aspetti vengono indicati come dettagli capaci di rivelare l’età biologica del volto. La Sime sottolinea che l’orecchio cambia con il tempo: perde definizione, il lobo si assottiglia e la cartilagine perde elasticità, mentre il profilo laterale invecchia progressivamente.

segni estetici del lobo: infiltrazioni di acido ialuronico

foro del lobo e rimpolpatura non chirurgica

Quando il foro del lobo si allarga e il lobo mostra un’atrofia progressiva del grasso, le pazienti spesso richiedono correzioni perché l’aspetto tende a peggiorare con l’uso di orecchini. Il punto centrale è che la correzione, in base a quanto riportato, non può essere chirurgica e viene descritta invece come un intervento basato su infiltrazioni di acido ialuronico “morbido”. Le infiltrazioni servono a creare micro-pomfi sia lungo il bordo sia all’interno del lobo, con l’obiettivo di rimpolpare e ridare consistenza. In questo modo si mira a ottenere un restringimento del foro e un miglioramento dell’aspetto complessivo dell’orecchio.

rughette verticali davanti al trago

Un ulteriore segno estetico indicato come “svela-età” riguarda rughette verticali che compaiono davanti al trago. Anche queste, secondo gli specialisti, possono essere corrette con lo stesso tipo di acido ialuronico, seguendo un approccio mirato alle modificazioni locali.

rughe del lobo e rischio cardiovascolare: segno di franck

attenzione alle rughe che attraversano il lobo

La Sime evidenzia un aspetto fondamentale: alcune rughe del lobo auricolare possono essere collegate a un aumentato rischio cardiovascolare. Tra i segni citati c’è quello descritto come segno di Franck, caratterizzato da rughe che attraversano il lobo dell’orecchio in diagonale. In questi casi, oltre alla correzione estetica, viene richiamata la necessità di una valutazione sanitaria: la visita in ambito medico estetico deve includere indicazioni per un check-up cardiologico.

meccanismo ipotizzato e valore come fattore di rischio

Viene riportato che la comparsa della piega particolare potrebbe essere collegata a perdita di fibre elastiche e a una riduzione dell’apporto sanguigno ai piccoli vasi del lobo. Si tratta di un fenomeno degenerativo che potrebbe rispecchiare in modo analogo l’invecchiamento e la sofferenza delle arterie coronarie. La Sime precisa che non si tratta di una prova certa di malattia cardiaca, ma sottolinea che la comparsa del segno, specialmente se bilaterale, è considerata un fattore di rischio indipendente, con particolare significatività in soggetti sotto i 60 anni. La raccomandazione riportata è di affrontare la questione con il proprio medico o con un cardiologo per una valutazione complessiva della salute cardiovascolare.

oltre il lifting: neuromodulazione funzionale con tossina botulinica

Anche quando i trattamenti vengono eseguiti nel modo migliore, l’orecchio resta tra i marker più evidenti e trascurati dell’età biologica. Per intervenire su alcuni aspetti funzionali dell’area auricolare, la Sime descrive un “nuovo approccio” che non si limita a procedure chirurgiche. Viene indicata una neuromodulazione funzionale con tossina botulinica invece di un lifting chirurgico.

microdosi e riequilibrio dei vettori muscolari auricolari

Il metodo viene presentato come un trattamento che non mira a “paralizzare”, ma a riequilibrare. L’uso di microdosi di tossina botulinica, guidate dall’anatomia, consentirebbe di migliorare i vettori muscolari auricolari e di restituire armonia e naturalità. La Sime lo definisce un intervento di piccola dimensione ma con impatto percettivo.

identità estetica dell’orecchio e visione della medicina estetica

La posizione degli esperti è che l’orecchio faccia parte dell’unità estetica del volto. La correzione dei segni dell’invecchiamento, anche quando lieve, dovrebbe considerare tutte le componenti, poiché trascurarne alcune impedirebbe di ottenere risultati naturali. Viene inoltre evidenziato che non è utile concentrarsi esclusivamente su aree come zigomi e labbra, ma includere elementi come qualità della cute, macchie, tono dermico e orecchie. La conseguenza auspicata è trattare meno e ottenere risultati assolutamente naturali.

In questo quadro, l’obiettivo della medicina estetica viene descritto come un orientamento che non trasforma e non riempie in modo fine a sé stesso, ma rispetta e rigenera. Il principio indicato è che la medicina estetica deve puntare sulla sicurezza e sulla riduzione dell’idea di perfezione forzata, privilegiando un approccio basato su intelligenza e armonizzazione.

figure citate nella trattazione

Gli interventi e le indicazioni riportate fanno riferimento ai seguenti nominativi:

  • Loredana Cavalieri
  • Paola Rosalba Russo
  • Emanuele Bartoletti
Categorie: Salute

Per te