Operaio 23enne muore a paola lavorava in nero in uno stabilimento balneare
Un grave incidente sul lavoro ha causato la morte di un operaio di 23 anni di origini senegalesi nello stabilimento balneare di Paola, in provincia di Cosenza, in prossimità del lungomare. La prima ricostruzione degli investigatori indica che l’uomo stesse effettuando operazioni di traino di una piattaforma per le docce quando il cavo si è staccato, determinando il cedimento di una colonna in cemento che lo ha colpito con conseguenze letali.
incidente sul lavoro a paola: operaio 23enne ucciso dal cedimento di una colonna in cemento
L’episodio è avvenuto all’interno di uno stabilimento balneare vicino al lungomare di Paola, nel Cosentino. Nel momento in cui l’operaio era impegnato nel traino della piattaforma, il distacco del cavo avrebbe provocato il cedimento strutturale di una colonna in cemento, che lo ha schiacciato, portando alla morte immediata.
lavori di allestimento in vista della stagione turistica
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la vittima non risultava assunta regolarmente dal titolare della struttura presso la quale stava svolgendo lavori di allestimento in preparazione dell’imminente stagione turistica.
Inoltre, risulta che il 23enne si trovasse a San Francesco in quanto ospite di una struttura di accoglienza per migranti, lontano da parenti o familiari.
intervento dei soccorsi e accertamenti delle autorità
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, anche con il supporto dell’elisoccorso. Nonostante i tentativi di rianimare l’uomo, ogni intervento è risultato infruttuoso.
Gli accertamenti sul decesso sono effettuati dal personale del commissariato di Paola della Polizia di Stato, con il coordinamento del procuratore Domenico Fiordalisi, che sta procedendo per omicidio colposo. Sono intervenuti anche la polizia locale, i vigili del fuoco, la Guardia costiera e i tecnici dell’Ispettorato del Lavoro per svolgere ulteriori verifiche.
In questa fase, sul possibile inserimento di persone nel registro degli indagati, vige il massimo riserbo.
responsabilità, contesto e reazioni dopo i decessi sul lavoro
La notizia si inserisce in una sequenza di eventi avvenuti in tempi ravvicinati in Calabria. Viene richiamato un triste bilancio legato a tre morti sul lavoro in poche ore: dopo l’operaio 46enne caduto da un ponteggio ad Anoia Superiore, il decesso dell’operaio 53enne a Francavilla Angitola e, successivamente, quello dell’operaio 23enne impiegato nell’allestimento di un lido a Paola.
Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, ha sottolineato l’insostenibilità di un quadro descritto come umanamente e socialmente inaccettabile. Ha ribadito che non ci si deve rassegnare alla logica delle “morti bianche” considerate come prezzo inevitabile, affermando la necessità di un processo legislativo serio, responsabile e partecipato, senza ricorrere a soluzioni considerate scorciatoie.
figure citate nell’ambito delle ricostruzioni e delle dichiarazioni
- Domenico Fiordalisi (procuratore, coordinamento delle indagini)
- Mariaelena Senese (segretaria generale della Uil Calabria)
